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L’impegno per la salute delle donne. Mattarella: «Divario da colmare» Contenuto nell'archivio del 2016

Il ministro Lorenzin ha firmato un Manifesto, dichiarazione d’intenti in dieci punti per i prossimi cinque anni: «Dobbiamo volerci più bene e fare prevenzione»

Da CORRIERE.IT del 22-4-2016

«Non siamo tutti identici, ma abbiamo tutti lo stesso diritto ad essere curati nel modo migliore». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato – in occasione della Giornata nazionale della salute della donne (celebrata in nome di Rita Levi Montalcini e in coincidenza con la sua data di nascita) - che è necessario declinare la salute (in termini di ricerca, sperimentazioni, terapie, competenze) anche al femminile. E la sua voce non è rimasta isolata. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha sottolineato come le donne siano ancora la categoria più discriminata negli ospedali, mentre il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Luca Pani ha puntato il dito contro la scarsa presenza femminile negli studi sui farmaci (soprattutto nelle fasi iniziali). La Giornata è stata anche l’occasione per presentare un Manifesto firmato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, una dichiarazione di intenti per mettere la salute delle donne al centro dell’impegno del Servizio sanitario.

«Proteggersi di più»
«La salute è un diritto fondamentale di ogni persona e deve essere garantito attraverso cure appropriate e accessibili a tutti - ha detto Mattarella -. La sensibilità nei confronti delle patologie che colpiscono l’universo femminile è cresciuta negli ultimi anni. Questa crescente consapevolezza deve trasformarsi in stimolo al potenziamento dell’accesso alle cure, all’educazione, alla prevenzione.
Le donne pur essendo più longeve degli uomini, trascorrono un minor numero di anni in buona salute; ciò significa che è ancora profondo il divario da colmare».
Ma il primo passo, secondo il ministro Lorenzin, è che le donne stesse siano più consapevoli della necessità di curarsi e fare prevenzione: «Facciamo gli screening, adottiamo corretti stili di vita mangiando bene, non fumando e non utilizzando alcol, facciamo attività fisica». C’è poi il tema delle malattie sessualmente trasmissibili, la cui diffusione è in aumento: «È fondamentale che le donne si proteggano di più; nell’ultimo periodo si è visto un aumento dei casi di Aids, anche e soprattutto tra le giovani, così come di altre malattie come sifilide e gonorrea» ricorda il ministro. Le donne, ha aggiunto, «vivono di più, me nei loro ultimi anni stanno peggio perché durante la loro esistenza si sono in molti casi prese cura più degli altri che di se stesse».

Dai tumori alla cosmesi
Dieci tavoli tematici di esperti hanno prodotto proposte concrete, mentre una sorta di road map per i prossimi cinque anni è stata tracciata nel «Manifesto per la salute femminile», letto dall’attrice Claudia Gerini. Nel documento si sottolinea che «la condizione della donna vede ancora una situazione di non piena parità di diritti e opportunità» e che è «necessaria un’azione di sensibilizzazione che interessi tutte le fasi della vita», così come «è indispensabile informare correttamente le donne rendendole consapevoli delle opportunità di prevenzione e di miglioramento per la loro salute». Dieci le priorità individuate: incentivare la medicina di genere; accrescere la consapevolezza delle donne; tutelare la salute sessuale e riproduttiva; rendere disponibile un’alimentazione sana; accesso a strumenti per prevenire i tumori femminili; tutelare la salute mentale della donna con attenzione ai disturbi del comportamento alimentare; prevenire la violenza sulle donne con una speciale attenzione alle donne migranti; tutelare la salute della donna lavoratrice; garantire sicurezza della cosmesi e della medicina e chirurgia estetiche; varare strategie per favorire l’invecchiamento sano. E per ciascuna delle linee direttrici individuate, è l’impegno del ministero della Salute, saranno avviate diverse iniziative, a partire da quelle suggerite dai tavoli tecnici. «Alle donne dico vogliatevi un po’ più di bene - ha concluso Lorenzin -, mentre agli operatori della sanità dico che non bisogna demordere ma affrontare con passione le difficoltà».

Studi sui nuovi farmaci
Uno dei temi affrontati è stato quello della scarsa presenza femminile negli studi per la messa a punto di nuovi farmaci. «Siamo quasi vicini alla parità tra i sessi per quanto riguarda la presenza di donne nei test avanzati per la sperimentazione di farmaci, ovvero negli studi di fase 3, ma esiste ancora un divario poiché ad oggi sono poche le donne volontarie sane nelle fasi iniziali delle sperimentazioni – ha sottolineato il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Luca Pani -. Stiamo cercando di recuperare un gap culturale e regolatorio sul fatto che gli studi sui farmaci, soprattutto quelli in fase iniziale, vadano fatti anche sulle donne.
Chiediamo ora che gli studi di registrazione dei farmaci comincino ad essere rappresentativi maggiormente del genere che poi nella realtà pratica andrà ad usare quel particolare farmaco».

Studi tarati sulle donne
Quanto ai nuovi farmaci prodotti in modo specifico per le donne, Pani ha affermato che alcuni prodotti sono in arrivo, per esempio contro il tumore dell’ovaio. Sempre in ambito oncologico, ha concluso, «sono in atto studi tarati sul genere femminile che dovrebbero consentire la messa a punto di molecole per l’immunoterapia nel melanoma e nel tumore del polmone». Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha completato il quadro: «Ci sono nel mondo 850 farmaci in sviluppo per il genere femminile che stanno seguendo un iter differenziato e tarato sulle donne». Una delle aree interessate è quella delle malattie respiratorie. «Si è preso coscienza del fatto che le donne non sono “uomini al femminile” - ha aggiunto - e questa è una inversione di tendenza veramente fondamentale». Un tema che sta a cuore anche al ministro Lorenzin: «È necessario comunicare e far capire che le donne sono diverse biologicamente e per questo ci stiamo battendo per la medicina di genere e per avere più test ad hoc per la sperimentazione».

Il caso della celiachia
L’elenco delle fragilità femminili potrebbe essere lunghissimo. Crescono le patologie cardiocircolatorie, i tumori, le donne sono più esposte alle malattie infettive e autoimmuni. Aumentano l’infertilità e i disturbi dell’alimentazione. Un caso esemplare è quello della celiachia, che colpisce molto più le donne che gli uomini. Dietro tanti disturbi al femminile, dall’anemia all’infertilità, si nasconde proprio questa malattia: le donne colpite sono 400mila sul totale di 600mila pazienti stimati in tutta Italia. Solo 115mila hanno ricevuto la diagnosi, poco più di una su quattro. Per aiutare i medici di base e gli specialisti è stata pubblicata una guida gratuita, promossa dall’Associazione Italiana Celiachia, disponibile online sul sito www.celiachia.it. Le donne che non tollerano il glutine e non si sottopongono a una dieta di esclusione in un caso su due soffrono di anemia, hanno fratture più spesso e prima rispetto alle altre, in gravidanza hanno un rischio dieci volte più alto di aborto spontaneo, ritardo di crescita intrauterina, prematurità.

di Laura Cuppini

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