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La farmacia va integrata nel Ssn Contenuto nell'archivio del 2016

Assemblea Federfarma. Nel 2015 il giro d'affari è cresciuto dell'1,6% arrivando a quota 25,2 mld.
Racca: "Serve stabilità. Priorità innovativi e remunerazione dei servizi aggiuntivi"

Da Il Sole 24ORE Sanità del 31-5-2016

Definire modalità di erogazione dei farmaci omogenee sul territorio nazionale, consentire la distribuzione in farmacia di tutti i medicinali a carico del Ssn (compresi quelli innovativi), reinvestire nel servizio farmaceutico i risparmi generati con gli sconti a favore del Ssn e le varie trattenute, che valgono 800 milioni di euro l'anno, definire i requisiti per la remunerazione dei servizi aggiuntivi. Sono queste le priorità indicate dalla presidente di Federfarma Annarosa Racca alla prima assemblea pubblica della Federazione che si è svolta a Roma. L'obiettivo generale è fare in modo che decisori politici e stakeholder guardino al mondo della farmacia e del farmaco «non più come a una voce di costo da comprimere, ma come uno strumento di salute e di risparmio su cui investire». Non basta. «Affinché l'impegno delle farmacie si traduca in un processo strutturato e organico di potenziamento del servizio farmaceutico - sottolinea Racca - abbiamo bisogno che la parte pubblica dia stabilità al settore e che sia data attuazione a norme di legge già esistenti».

Il giro d'affari è cresciuto dell'1,6% nel 2015, arrivando a 25,2 mld. Fatturato generato al 60% dai farmaci con ricetta (A+C) ma con la crescita maggiore registrata dal segmento commerciale (+4,1%). L'attenzione del dibattito si è però concentrata sulle principali partite normative aperte: Ddl Concorrenza, rinnovo della Convenzione farmaceutica, governance del farmaco. Sul Ddl Concorrenza, ancora fermo al Senato, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha rassicurato i farmacisti: «Non credo che i farmaci con ricetta possano essere venduti nei supermercati: devono essere venduti soltanto in farmacia. Non lo dico in difesa di una categoria ma in base a un ragionamento all'interno del sistema sanitario».

Di fatto sui farmaci C, con buona pace di parafarmacie e Gdo, i giochi sarebbero ormai fatti. «In commissione Industria -spiega Emilia De Biasi, presidente della Igiene e Sanità del Senato - s'è registrata una convergenza unanime. Il problema è un altro: l'ingresso del grande capitale potrebbe portare alla chiusura delle piccole farmacie, soprattutto nei piccoli paesi e nelle aree rurali. E sarebbe un grandissimo problema». Per Farmindustria, bisogna più che altro «smettere di parlare di salute e farmaci in termini di risparmi». Il presidente Massimo Scaccabarozzi ha puntato il dito sulle gare per gli equivalenti. «I farmaci che hanno la stessa indicazione all'imprvviso sono tutti uguali? Sappiamo bene che non è cosi e apprezzo la presa di posizione dei medici. La verità è che i tetti non reggono, va cambiato il paradigma».

Il tavolo della governance è arrivato quindi a un punto di svolta: «La spesa ospedaliera - spiega Paolo Bonaretti, consigliere per le politiche industriali del Mise e responsabile del Tavolo sulla Farmaceutica - ha sfondato di 2 mld l'anno passato e se va bene avremo lo stesso sforamento anche nel 2016, nel 2017 e nel 2018. E’ evidente che la spesa è sotto-finanziata. Il problema è come sostenere questo carico, continuando a curare tutti. Si discute molto sulla necessità di calcolare i costi evitati dai farmaci innovativi, ma va ricordato che questi vengono prodotti dopo e non nel momento in cui si spendono i soldi per le cure. Bisogna quindi trovare un sistema di finanziamento diverso. La spesa sanitaria è in aumento ovunque. Il problema è chi la paga. Siamo arrivati a 7 mld di spesa out of pocket. Si deve riflettere sul secondo pilastro. E avere certezza sui dati. Anche per l'ospedaliera bisogna fare come per la spesa convenzionata: abbinare al farmaco il codice fiscale del paziente».

Fondamentale la partita del rinnovo della Convenzione. In questo ambito «è venuto il momento di riconoscere e valorizzare il ruolo della farmacia del territorio - continua Racca - nella distribuzione di tutti i farmaci a carico del Ssn che non richiedono particolari cautele in fase di somministrazione. In questo modo si darebbe concreta realizzazione a un modello di farmacia perfettamente integrata nel Ssn». Su questo capitolo chiedono più coinvolgimento anche i Mmg, puntando su «un rinnovo delle rispettive convenzioni in parallelo», ribadisce Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg.

Di Rosanna Magnano

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