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Le armi possibili per stroncare il mostro Contenuto nell'archivio del 2016

L’analisi

Da Il Sole24 ORE Sanità del 12-4-2016

Che la corruzione sia un fenomeno di lungo periodo nell'ambito della gestione della cosa pubblica, e che affondi le sue radici in tradizioni millenarie, particolarmente consistenti nella nostra penisola italica, è argomento noto. Meno note sono le caratteristiche del fenomeno oggi, nella sanità come in altri ambiti della vita collettiva. Da un lato la dimensione sommersa e nascosta della corruzione tende oggi più che mai a sfuggire ad accertamenti e controlli, e ciò nonotante le attenzioni, anche mediatiche, del periodo più recente.

In secondo luogo si ha la sensazione, soprattutto in sanità, che si stia assistendo a un peggioramento progressivo della situazione, causato da diversi fattori, tra i quali l'impatto di una tecnologia sempre più complessa e sfuggente, la crescente frammistione tra pubblico e privato, la complessità delle norme di riferimento, e la carenza di una programmazione strategica di contrasto.

In terzo luogo, le dimensioni economiche raggiunte dal settore sanitario, e le note difficoltà finanziarie e di sostenibilità dei sistema, pongono con una urgenza inedita la questione della messa a fuoco della realtà corruttiva e del suo contrasto.

Il Progetto "Healthcare Integrity Action" nasce proprio dalla esigenza di contribuire a dare una risposta ai quesiti posti, grazie alla collaborazione triennale tra Transparency International Italia, Censis, Ispe sanità e Rissc, nell'ambito della Siemens Integrity Initiative, un programma mondiale per il contrasto della corruzione e la promozione della trasparenza e della legalità.

I dati raccolti fino a oggi sono eclatanti. La ricerca svolta presso più di 150 direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere, interrogati dal Censis, ha permesso di sapere che nel 37% delle realtà si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni, e in circa un terzo dei casi non sono stati affrontati in maniera appropriata.

L'esame dei Piani anticorruzione rivela che molto è stato fatto negli ultimi anni con la produzione di codici di comportamento, regolamenti per le procedure d'acquisto e procedure per la segnalazione di casi di corruzione e azioni a tutela dei dipendenti che le effettuano (i whistle-blower). Ma dalla ricerca condotta da Risse emerge che nel 40 per cento dei casi ci si è limitati agli adempimenti formali, e non sono stati attuati né l'analisi dei rischi di corruzione, né le misure di prevenzione.

Molti altri dati sono desumibili dal Rapporto di ricerca presentato il 6 aprile nell'ambito della Giornata nazionale contro la corruzione in sanità al Tempio di Adriano a Roma. Il progetto non si limita alla descrizione del fenomeno, in quanto intende puntare a ottenere risultati concreti, riducendo sprechi e tangenti, aumentando la consapevolezza sulla consistenza e gravità del fenomeno, dando un contributo per la formazione dei dirigenti e degli staff del settore, e implementando e testando sul campo strumenti articorruzione innovativi e modelli organizzativi specifici. A ciò sono finalizzati gli interventi in corso che coinvolgono referenti istituzionali e stakeholder.

Il più importante obiettivo del progetto è difatti proprio la promozione della responsabilità personale di chi prende le decisioni e gestisce i servizi, da basare su una sana autonomia e discrezionalità, ma anche sulla chiarezza degli obiettivi e delle norme, sull'etica professionale condivisa e su controlli e sanzioni.

Questo è ad esempio il compito del Tavolo di lavoro pubblico/privato, costituito nell'ambito del progetto, con la partecipazione di numerosi esperti e referenti istituzionali e con lo scopo di concordare una strategia di contrasto della corruzione e di supporto della legalità e trasparenza attraverso la stesura di un Policy paper e di un Policy statement contenenti raccomandazioni e proposte. E questo è anche e soprattutto il compito dei "progetti pilota" e delle attività formative e di coaching che si svilupperanno nel corso del 2016 presso alcune aziende sanitarie che hanno aderito all'iniziativa.

La sanità rispecchia, come ogni altro ambito, il sistema sociale, ed è dunque fondamentale intervenire essendo consapevoli del ruolo giocato dalle cause profonde, dalle carenze dell'etica pubblica e dal prevalere di interessi particolari, di clientela e lobby, rispetto agli interessi collettivi.

In un sistema che vive dell'intreccio tra soggetti pubblici e privati, come la sanità, ciò assume caratteristiche peculiari, con modalità e ruoli che di volta in volta si configurano in maniera diversa a seconda dei soggetti coinvolti e degli ambiti di azione. La frammistione tra politica e gestione è un altro elemento determinante e l'ampiezza delle risorse di settore, assieme alla complessità delle procedure di regolazione contribuiscono a favorire i fenomeni di corruzione.

Bisogna allora insistere in modo particolare sulla responsabilità individuale e sulla attenzione ai diritti dei cittadini/utenti. Ed è quanto il progetto intende promuovere, lavorando sulla consapevolezza e integrità di chi prende le decisioni e gestisce i servizi, su di una sana autonomia e discrezionalità, ma anche sulla chiarezza degli obiettivi e delle norme, sull'etica professionale condivisa e sui controlli e sanzioni e sulla trasparenza dei dati, accesso pubblico agli atti e pubblicazione delle informazioni, come ulteriori strumenti.

Di Carla Collicelli
advisor scientifico Fondazione Censis
componente Comitato di coordinamento del progetto "Healthcare integrity action"

 

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