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Le prestazioni gratuite previste dai nuovi Lea Contenuto nell'archivio del 2016

Da CORRIERE DELLA SERA del 25-9-2016

Le donne in gravidanza hanno diritto ad alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche gratuite, purché siano eseguite in strutture pubbliche o convenzionate col Servizio sanitario nazionale. L'elenco degli esami offerti in esenzione dal ticket è contenuto nel Decreto ministeriale "Bindi", che risale al 1998. Nel 2011 è stata aggiornata la Linea guida sulla Gravidanza fisiologica, realizzata, su mandato del Ministero della salute, dall'Istituto superiore di Sanità in collaborazione con esperti e Società scientifiche. A oggi, quindi, ci sono esami raccomandati dagli esperti ma non ancora offerti in regime di esenzione. A breve però non dovrebbe essere più così. Dopo 18 anni, infatti, il Decreto è stato aggiornato dal Ministero della Salute e inserito nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, approvati il 7 settembre dalla Conferenza Stato-Regioni; ora il provvedimento è tornato in Parlamento e, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore.

«Le novità rispettano quanto raccomandato nel 2011 dalla Linea guida» dice Serena Donati, responsabile del sistema di sorveglianza ostetrica dell'Istituto Superiore di Sanità. «Bisognava adeguare l'offerta gratuita delle prestazioni alle nuove evidenze scientifiche — osserva Claudio Crescini, vicesegretario nazionale Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri) —. I nuovi Lea recepiscono i suggerimenti degli esperti aggiornando la lista delle prestazioni in esenzione: se un esame viene raccomandato dalle Linee guida la gestante deve poterlo fare senza pagare. In tempi di crisi — sottolinea il ginecologo — ridurre i costi per l'assistenza al percorso nascita è molto importante».

Quali saranno le nuove prestazioni escluse dalla compartecipazione al costo? «Innanzitutto è prevista una prima visita di genetica medica nel periodo pre-concezionale —illustra Serena Donati — . A tutte le gestanti, indipendentemente dall'età, sarà offerto gratuitamente uno screening nel primo trimestre di gravidanza, che consiste in un prelievo di sangue materno e un'ecografia per valutare la translucenza nucale del feto. Le donne con un rischio aumentato, per confermare il sospetto diagnostico potranno accedere gratuitamente a villlocentesi o amniocentesi (ora, in base al Decreto del '98, i 2 esami sono gratuiti solo per le donne con più di 35 anni). Con lo screening gratuito per tutte — sottolinea la ricercatrice dell'ISS — s'intercetteranno casi di anomalia cromosomica anche nelle madri più giovani finora escluse dalla diagnosi prenatale; allo stesso tempo, si risparmierà alle donne che non ne hanno bisogno il ricorso a esami invasivi che comportano un rischio di aborto tra lo 0,5 e il 2%».

Col nuovo Decreto saranno due le ecografie di controllo gratuite: la terza, che si fa nell'ultimo trimestre, attualmente prevista per tutte le donne, sarà esente dal ticket solo se c'è un rischio di malattia per la mamma o il nascituro.

«È tra le novità che più fanno discutere, ma la scelta è stata fatta in base alle evidenze scientifiche disponibili —spiega Donati —. In altri Paesi europei con sistemi sanitari analoghi al nostro ed esiti di salute altrettanto buoni per mamme e neonati, le ecografie richieste in gravidanza sono solo due. L'importante è che siano eseguite da personale competente e con apparecchi di ultima generazione».

Un'altra novità sarà l'offerta, sempre in regime di esenzione, di un colloquio di psicologia clinica qualora emerga il sospetto di un disagio psicologico durante le visite periodiche o quando si frequentano i corsi di accompagnamento al-a nascita (col nuovo Decreto saranno gratuiti ndr) o durante l'assistenza al puerperio.

M.G.F.

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