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Lea, rilancio a quota 772 mln

Appropriatezza e innovazione le priorità - Focus su Drg, protesi, Pma

Da Il Sole24 ORE Sanità del 28-6-2016

Trentanove pagine di testo generale che, in 63 articoli, mandano in soffitta il Dpcm del 29 novembre 2001 e «numerosi altri provvedimenti attualmente in vigore», si legge nella Relazione illustrativa. Diciassette allegati che entrano nel dettaglio innovando in tutto o in parte sia liste chiuse di prestazioni sia aree di attività.

Si riscrivono così i criteri dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, attesissimi e in stand-by da 16 mesi, quando il quotidiano digitale Sanità24 anticipò, a febbraio 2015, una prima versione poi andata in sordina per contrasti sui budget stimati, blindatura in legge di Stabilità e check serrato da parte della Ragioneria generale dello Stato. Ora, forse, ci siamo: il testo inviato dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin alle Regioni, che Sanità24 è stato di nuovo in grado di anticipare, identifica i tre Lea "prevenzione collettiva e sanità pubblica", "assistenza distrettuale" e "assistenza ospedaliera". E contiene - rispetto al Dpcm che abroga, proponendosi come atto «costitutivo» e come «fonte primaria per la definizione delle attività, dei servizi e delle prestazioni garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messe a disposizione del Ssn» - una serie di novità. In gran parte già previste nella prima bozza di inizio febbraio 2015. Mentre il costo, quasi raddoppiato rispetto ai 415 milioni di euro preventivati inizialmente dal ministero e blindato con gli 800 milioni destinati dalla legge di Stabilità 2016 nell'ambito del Fondo sanitario nazionale - impatto complessivo stimato 771,8 milioni - riflette almeno in parte le richieste delle Regioni. Non tutte, c'è da scommetterci. E già dall'invio del nuovo testo è scaturita una mini-polemica in guanti bianchi tra governatori e ministra Lorenzin, che sollecitava le Regioni a snellire le procedure di approvazione.

I contenuti. Tra le principali novità, i nuovi nomenclatori su assistenza protesica e specialistica ambulatoriale. I criteri? Bando all'inappropriatezza e largo alle tecnologie avanzate, come i supporti informatici per le persone con capacità comunicative molto ridotte e le protesi acustiche digitali.

Il nuovo nomenclatore sull'assistenza protesica ridefinisce la disciplina di erogazione dei presidi, a partire dal contenuto dell'elenco delle protesi e ortesi "su misura" e dell'elenco degli ausili di serie, a loro volta inseriti in due sottinsiemi in base all'esigenza o meno di un tecnico per l'applicazione o messa in uso. Se spetterà a una separata intesa Stato-Regioni da approvare insieme al nuovo Dpcm Lea le modalità di erogazione, lo schema di testo include intanto tra i beneficiari quanti sono ancora in attesa di accertamento di invalidità ma che abbiano una necessità urgente, ma anche i malati rari, le persone in Adi con disabilità temporanea. Gli erogatori di protesi andranno accreditati; si conferma la remunerazione in base a tariffe predeterminate.

Punta dritto all'appropriatezza clinica il nomenclatore della specialistica ambulatoriale: per un «numero ridotto» di prestazioni scattano condizioni di erogabilità analoghe alle note Aifa, vincolanti ai fini dell'inclusione nei Lea, per altre si individuano indicazioni di appropriatezza prescrittiva. Il medico prescrittore ha l'obbligo di riportare sulla ricetta diagnosi o sospetto diagnostico. Le prestazioni di Pma (procreazione medicalmente assistita), oggi erogabili solo in regime diurno, sono «chiaramente individuate»; mentre è una new entry assoluta la consulenza genetica per quanti si sottopongono a un'indagine utile a confermare o escludere un sospetto diagnostico.

Le cure ai denti attuano il decreto legislativo 502/1992: l'allegato 4C dei nuovi Lea identifica per ogni prestazione i possibili beneficiari: minori, persone con vulnerabilità sanitaria e sociale.

Dove non è possibile prevedere nomenclatori, le prestazioni si declinano per aree di attività. Come nel sociosanitario: si procede in base a livelli di attività e impegno assistenziale. Sono, per esempio, i casi dell'Adi (4 livelli progressivi di intensità) e dell'assistenza residenziale ai malati cronici non autosufficienti (3 tipologie in funzione delle caratteristiche delle strutture e della disponibilità di personale adeguato, previa valutazione multidimensionale in vista di una presa in carico appropriata).

Per l'area del welfare vengono poi declinate le principali aree di attività dei consultori familiari, dei Centri salute mentale, dei servizi per i minori con problemi neuropsichiatrici, dei servizi di riabilitazione per disabili gravi, dei servizi per le dipendenze patologiche.

L'area dell'assistenza ospedaliera vede l'esplicitazione dei criteri di appropriatezza per tutti i regimi di ricovero. In particolare, si amplia la lista dei 43 Drg potenzialmente inappropriati, con l'inserimento degli ulteriori 65 già individuati nel Patto salute 2010-2012 (le Regioni fisseranno percentuali di ricovero e misure disincentivanti) e si avvia un analogo processo (prescritto dallo stesso Patto salute) in funzione pro appropriatezza per le 24 procedure trasferibili "a pacchetto" (pre e post intervento) da day surgery ad ambulatorio.

Aggiornati gli elenchi delle malattie croniche e delle patologie rare: sono 110 in più; il nuovo elenco sostituisce integralmente il precedente.

Sei le "nuove" malattie croniche esenti dalla partecipazione alla spesa: Bpco da moderata a grave, rene policistico autosomico dominante, osteomielite cronica, endometriosi (stadi III e IV), malattie renali croniche e sindrome da talidomide.

Barbara Gobbi

 

 

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