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Lo stato dell'oncologia in Italia: il report 2016 dell'AIOM Contenuto nell'archivio del 2016

Sempre più persone sconfiggono il tumore, ora sono il 70%.
Passi avanti su cure ma poca prevenzione, 40% casi evitabile

Da ANSA del 28-4-2016

Oggi il 70% delle persone che ricevono una diagnosi di uno dei tumori frequenti guarisce, una percentuale aumentata del 15% negli ultimi 10 anni.
Lo ha affermato l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) durante il convegno sullo 'Stato dell'oncologia' oggi a Roma.
"Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel paese – ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom - e possiamo dire che molto più di metà andrà incontro a guarigione".
Le percentuali sono ancora maggiori per i due tumori più diffusi, con quello della mammella che ha tassi di guarigione del 91%, mentre quello del seno sono pari all'87%. Al momento in Italia tre milioni di persone vivono con una diagnosi di tumore, mentre due milioni possono affermare di aver sconfitto la malattia. Se sul fronte delle cure ci sono grandi passi avanti, sottolineano gli esperti, su quello della prevenzione c'è ancora molto da fare, con il 40% dei casi che potrebbe essere evitato con una maggiore prevenzione, dallo stop al fumo a una dieta corretta a una maggiore diffusione della vaccinazione per l'Hpv.


Cancro. Aumenta sopravvivenza. “Il 68% lo sconfigge. Ma il 40% dei tumori evitabile con prevenzione”.

Questi alcuni numeri emersi dal Report sullo Stato dell'oncologia in Italia. “Le terapie innovative sono sempre più efficaci ma servono risorse dedicate. Più impegno per l’appropriatezza: no all’uso dei marcatori tumorali per la diagnosi”. L'Associazione ribadisce poi la sua proposta per creare un fondo ad hoc sull'oncologia

Da Quotidianosanità.it del 28-4-2016

Aumentano le guarigioni degli italiani colpiti dal cancro, oggi il 68% dei cittadini a cui vengono diagnosticati tumori frequenti sconfigge la malattia.

Percentuali che raggiungono il 91% nella prostata e l’87% nel seno, le due neoplasie più diffuse fra gli uomini e le donne. L’impegno degli oncologi si muove su più fronti: da un lato migliorare la consapevolezza dei cittadini sulle regole della prevenzione, perché il 40% dei casi di tumore può essere evitato con uno stile di vita sano (no al fumo, dieta corretta e costante attività fisica), con evidenti risparmi per il sistema sanitario. Dall’altro garantire a tutti le terapie più efficaci e l’assistenza migliore, un obiettivo che si potrebbe raggiungere con la creazione immediata di un Fondo Nazionale per l’Oncologia.

La proposta è avanzata alle Istituzioni dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nel convegno nazionale sullo “Stato dell’Oncologia in Italia” organizzato dalla società scientifica oggi al Senato con la partecipazione del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel nostro Paese – spiega il Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Il Fondo può essere finanziato con le accise sul tabacco, 1 centesimo in più a sigaretta, per colpire una delle cause del tumore al polmone, tra le forme più diffuse, con circa 41.000 nuove diagnosi registrate nel 2015. Terapie innovative sempre più efficaci consentono ai pazienti di vivere a lungo, in alcuni casi più di 5 anni con una buona qualità di vita, anche se colpiti da patologie particolarmente aggressive come il melanoma avanzato che fino a pochi anni fa era caratterizzato da una sopravvivenza di 6-9 mesi”.

Più di 3 milioni di cittadini (il 4,9% della popolazione) vivono con una diagnosi di tumore. E circa due milioni persone possono affermare di avere sconfitto la malattia.

“L’istituzione di un Fondo non deve esimerci dall’obbligo dell’appropriatezza – sottolinea Stefania Gori, presidente eletto AIOM -. Sono ancora troppi gli esami impropri, un problema che riguarda in particolare i marcatori tumorali. Questi test sono utilizzati in oncologia da più di 40 anni, ma oggi il loro uso sta diventando eccessivo rispetto al numero dei pazienti oncologici.

Perché vengono impiegati a scopo diagnostico in persone non colpite dalla malattia. Nel 2012 sono stati eseguiti oltre 13 milioni di marcatori tumorali a fronte di 2 milioni e 300mila italiani che vivevano dopo la diagnosi (oggi sono più di 3 milioni). La soluzione è rappresentata dalla uniformazione a livello nazionale delle indicazioni per un loro uso appropriato, per questo l’AIOM entro il 2016 presenterà un documento condiviso con la SIBiOC (biochimici clinici) e altre società scientifiche”.

“Data la bassa specificità di quasi tutti i biomarcatori – continua Pinto -, l’impiego a scopo diagnostico e durante il follow up comporta un’alta probabilità di incorrere in risultati falsi positivi che, di fronte al numero complessivo di richieste, potrebbe riguardare in Italia ogni anno centinaia di migliaia di persone non affette da tumore, che almeno in parte vengono sottoposte ad ulteriori accertamenti di conferma o esclusione di una possibile neoplasia. L’eccessivo utilizzo di esami in scenari inappropriati rappresenta oggi un problema socio-sanitario complesso. Sono evidenti le conseguenze psicologiche e fisiche sul paziente e pesanti le ricadute sul piano della organizzazione e fruizione dei servizi, quindi anche economiche, che possono far seguito all’impiego di marcatori tumorali, di esami diagnostici di imaging e esami endoscopici prescritti in modo improprio”.


Sette italiani su 10 sconfiggono il cancro

Da AGI.it del 28-4-2016

Fino a qualche anno fa avere un tumore era una condanna certa. Oggi non è più così e il 'male incurabile" sta diventando sempre più curabile. Lo dicono i numeri. Oggi in Italia sette malati di cancro su 10 guariscono: oltre 3 milioni vivono con una diagnosi di tumore e circa due milioni possono affermare di avere sconfitto la malattia. Lo rivela il dossier sullo Stato dell'Oncologia del 2016, curato dall'Aiom e presentato al Senato. Secondo l'Aiom, l'impegno degli oncologi si muove su piu' fronti: da un lato migliorare la consapevolezza dei cittadini sulle regole della prevenzione, perché il 40 per cento dei casi di tumore può essere evitato con uno stile di vita sano (no al fumo, dieta corretta e costante attività fisica), con evidenti risparmi per il sistema sanitario; dall'altro garantire a tutti le terapie più efficaci e l'assistenza migliore, un obiettivo da raggiungere con la creazione immediata di un Fondo Nazionale per l'Oncologia. "Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel nostro Paese", ha riferito Carmine Pinto, presidente nazionale dell'Aiom. "Il Fondo - ha continuato - può essere finanziato con le accise sul tabacco, 1 centesimo in piu' a sigaretta, per colpire una delle cause del tumore al polmone, tra le forme piu' diffuse, con circa 41mila nuove diagnosi registrate nel 2015. Terapie innovative sempre piu' efficaci consentono ai pazienti di vivere a lungo, in alcuni casi piu' di 5 anni con una buona qualita' di vita, anche se colpiti da patologie particolarmente aggressive come il melanoma avanzato che fino a pochi anni fa era caratterizzato da una sopravvivenza di 6-9 mesi".  

Ancora troppi esami impropri
"Sono ancora troppi gli esami impropri, un problema che riguarda in particolare i marcatori tumorali". Lo ha sototlineato Stefania Gori, presidente eletto dell'Aiom. "Questi test sono utilizzati in oncologia - ha osservato - da più di 40 anni, ma oggi il loro uso sta diventando eccessivo rispetto al numero dei pazienti oncologici. Perché vengono impiegati a scopo diagnostico in persone non colpite dalla malattia. Nel 2012 sono stati eseguiti oltre 13 milioni di marcatori tumorali a fronte di 2 milioni e 300mila italiani che vivevano dopo la diagnosi (oggi sono oltre 3 milioni)". La soluzione, secondo l'Aiom, è rappresentata dalla uniformazione a livello nazionale delle indicazioni per un loro uso appropriato. Per questo l'associazione presentera', entro il 2016, un documento condiviso con la SIBiOC (biochimici clinici) e altre societa' scientifiche. "Data la bassa specificita' di quasi tutti i biomarcatori - ha aggiunto Carmine Pinto, presidente nazionale dell'Aiom - l'impiego a scopo diagnostico e durante il follow up comporta un'alta probabilita' di incorrere in risultati falsi positivi che, di fronte al numero complessivo di richieste, potrebbe riguardare in Italia ogni anno centinaia di migliaia di persone non affette da tumore, che almeno in parte vengono sottoposte ad ulteriori accertamenti di conferma o esclusione di una possibile neoplasia. L'eccessivo utilizzo di esami in scenari inappropriati rappresenta oggi un problema socio-sanitario complesso. Sono evidenti le conseguenze psicologiche e fisiche sul paziente e pesanti le ricadute sul piano della organizzazione e fruizione dei servizi, quindi anche economiche, che possono far seguito all'impiego di marcatori tumorali, di esami diagnostici di imaging e esami endoscopici prescritti in modo improprio". L'Aiom mette in campo molti strumenti per migliorare il livello di appropriatezza: dalla VI Edizione del Libro Bianco dell'Oncologia Italiana 2015, alle trentadue linee guida costantemente aggiornate, alle linee guida sul follow up, al documento di consensus sulla continuita' di cura in oncologia, alle sei raccomandazioni cliniche e metodologiche, ai controlli di qualita' nazionali per i test bio-molecolari, alla raccomandazione sull'implementazione del test BRCA nelle pazienti con carcinoma ovarico, fino ai "Numeri del cancro in Italia" che presentano ogni anno il quadro epidemiologico dei tumori nel nostro Paese. (AGI) 


Tumori, sette malati su dieci vincono la battaglia. Aiom: «Subito un fondo oncologia dalle sigarette»

Da Sanità24 Il Sole24 ORE del 28-4-2016

Aumentano le guarigioni degli italiani colpiti dal cancro: oggi il 68% dei cittadini a cui vengono diagnosticati tumori frequenti sconfigge la malattia. Percentuali che raggiungono il 91% nella prostata e l'87 nel seno, le due neoplasie più diffuse fra gli uomini e le donne. Per garantire a tutti le terapie piu' efficaci e l'assistenza migliore, l'obiettivo da raggiungere è la creazione immediata di un Fondo nazionale per l'oncologia. La proposta arriva dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) nel convegno nazionale sullo Stato dell'oncologia in Italia, organizzato dalla società scientifica oggi al Senato con la partecipazione della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.

L'impegno degli oncologi si muove su più fronti: da un lato migliorare la consapevolezza dei cittadini sulle regole della prevenzione, perché il 40% dei casi di tumore può essere evitato con uno stile di vita sano (no al fumo, dieta corretta e costante attività fisica), con evidenti risparmi per il sistema sanitario. Dall'altro, come si diceva, garantire a tutti le terapie più efficaci e l'assistenza migliore. «Nel 2016 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel nostro Paese - spiega Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom -. Il Fondo può essere finanziato con le accise sul tabacco, 1 centesimo in più a sigaretta, per colpire una delle cause del tumore al polmone, tra le forme più diffuse, con circa 41mila nuove diagnosi registrate nel 2015».

Innovazione e appropriatezza in oncologia
Terapie innovative sempre più efficaci consentono ai pazienti di vivere a lungo, in alcuni casi più di cinque anni con una buona qualità di vita, anche se colpiti da patologie particolarmente aggressive come il melanoma avanzato che fino a pochi anni fa era caratterizzato da una sopravvivenza di sei-nove mesi. Più di tre milioni di cittadini (il 4,9% della popolazione) vivono con una diagnosi di tumore. E circa due milioni di pazienti possono affermare di avere sconfitto la malattia. Sulla questione interviene anche Stefania Gori, presidente eletta dell'Aiom.

«L'istituzione di un Fondo - sottolinea Gori - non deve esimerci dall'obbligo dell'appropriatezza. Sono ancora troppi gli esami impropri, un problema che riguarda in particolare i marcatori tumorali. Questi test sono utilizzati in oncologia da più di 40 anni, ma oggi il loro uso diventa eccessivo rispetto al numero dei pazienti oncologici, perché vengono impiegati a scopo diagnostico in persone non colpite dalla malattia. Nel 2012 sono stati eseguiti oltre 13 milioni di marcatori tumorali a fronte di due milioni e 300mila italiani che vivevano dopo la diagnosi (oggi sono piu' di 3 milioni). La soluzione è l'uniformazione nazionale delle indicazioni per un loro uso appropriato. Per questo l'Aiom entro il 2016 presenterà un documento condiviso con la Sibioc (biochimici clinici) e altre società scientifiche». «Data la bassa specificità di quasi tutti i biomarcatori - continua Pinto - l'impiego a scopo diagnostico e durante il follow up comporta un'alta probabilità di incorrere in risultati falsi positivi che, di fronte al numero complessivo di richieste, potrebbe riguardare in Italia ogni anno centinaia di migliaia di persone non affette da tumore, che almeno in parte vengono sottoposte ad ulteriori accertamenti di conferma o esclusione di una possibile neoplasia.

L'eccessivo utilizzo di esami in scenari inappropriati è un problema socio-sanitario complesso. Sono evidenti le conseguenze psicologiche e fisiche sul paziente e pesanti le ricadute sul piano della organizzazione e fruizione dei servizi, quindi anche economiche, che possono far seguito all'impiego di marcatori tumorali, di esami diagnostici di imaging e esami endoscopici prescritti in modo improprio».L'Aiom mette in campo molti strumenti per migliorare il livello di appropriatezza: dalla VI Edizione del Libro bianco dell'oncologia italiana 2015, alle trentadue linee guida costantemente aggiornate, alle linee guida sul follow up, al documento di consensus sulla continuita' di cura in oncologia, alle sei raccomandazioni cliniche e metodologiche, ai controlli di qualita' nazionali per i test bio-molecolari, alla raccomandazione sull'implementazione del test Brca nelle pazienti con carcinoma ovarico, fino ai Numeri del cancro in Italia che presentano ogni anno il quadro epidemiologico dei tumori nel nostro Paese. Senza dimenticare le campagne di prevenzione. Il vero salto di qualità dell'assistenza può essere messo in atto solo a partire dalla realizzazione di un vero sistema di reti oncologiche regionali, per garantire uniformità di comportamenti ed equità di accessi in tutte le fasi della malattia. La strutturazione in rete può inoltre razionalizzare l'impiego delle tecnologie, con una ottimizzazione dei costi e migliorare la partecipazione a studi clinici e la diffusione delle terapie innovative a tutti i pazienti.

Di L. Va.


Il 70 per cento degli italiani sconfigge il cancro, ma urgono misure per continuare a garantire gratis le cure migliori a tutti

Durante il convegno Aiom al Senato, presentato il censimento dei centri che curano i tumori in Italia: servono reti oncologiche regionali e un Fondo Nazionale per finanziare nuovi farmaci

Da Corriere.it del 29-4-2016

Oltre 363mila italiani, oltre 194mila uomini e quasi 169mila donne, nel 2015 hanno scoperto di avere un tumore. Seno, colon retto, prostata, polmone e vescica sono gli organi più colpiti. Secondo le più recenti statistiche, le guarigioni sono in aumento e sette su dieci ce la faranno, andando a ingrossare le fila di quei tre milioni di connazionali che possono considerarsi guariti o che comunque già convivono con una diagnosi di cancro. «Ad oggi il livello delle cure nel nostro Paese è fra i migliori e perché le cose continuino ad essere così serve l’impegno di tutti – sottolinea Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), durante il convegno nazionale sullo “Stato dell’Oncologia in Italia” organizzato a Roma dalla società scientifica, con la partecipazione del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Serve appropriatezza prescrittiva da parte degli specialisti, un impegno concreto nella prevenzione da parte di tutti i cittadini e l’intervento delle Istituzioni perché si si realizzino due cose indispensabili per continuare a garantire gratuitamente a tutti le terapie migliori: le Reti oncologiche e il Fondo Nazionale per l’Oncologia».

Ognuno deve fare la sua parte: 4 tumori su 10 di potrebbero evitare

Nell’incontro al Senato è stata presentata la sesta edizione del Libro Bianco dell’oncologia (disponibile in formato pdf sul sito Aiom), che offre una fotografia delle strutture italiane che si occupano di oncologia: «Una ricognizione dell’esistente, un censimento di tutti i centri, al fine di poter valutare eventuali necessita ed evitare, nella pianificazione delle attività, ridondanza di strutture quando non necessarie» chiarisce Giordano Beretta, segretario nazionale Aiom. L’impegno degli oncologi si muove su più fronti: da un lato migliorare la consapevolezza dei cittadini sulle regole della prevenzione, perché il 40 per cento dei casi di tumore può essere evitato con uno stile di vita sano, che parte soprattutto con un no al fumo, dieta corretta e costante attività fisica, con evidenti risparmi per il sistema sanitario. Dall’altro garantire atutti le terapie più efficaci e l’assistenza migliore, «un obiettivo da raggiungere con la creazione immediata di un Fondo Nazionale - dice Pinto -, che può essere finanziato con le accise sul tabacco, 1 centesimo in più a sigaretta, per colpire una la prima causa di cancro al polmone, di cui nel nostro Paese sono stati diagnosticati circa 41mila nuovi casi nel 2015. Cure e farmaci innovativi consentono ai pazienti di vivere a lungo, in alcuni casi più di 5 anni con una buona qualità di vita, anche se colpiti da patologie particolarmente aggressive come il melanoma avanzato che fino a pochi anni fa era caratterizzato da una sopravvivenza di poco più di sei mesi».

Razionalizzare con le Reti e l’appropriatezza: l’impegno degli oncologi per tagliare i costi

In Italia come nel resto del mondo, insieme al numero di malati che continua a salire, cresce inevitabilmente anche il costo delle terapie anticancro. Più volte gli oncologi hanno sottolineato che, affinché il nostro Sistema sanitario continui a essere sostenibile, è anche fondamentale evitare gli sprechi, razionalizzare al meglio ospedali, assistenza domiciliare e territoriale, visite, terapie ed esami vari. Da molti anni si parla di Reti Oncologiche Regionali, ma solo poche Regioni hanno intrapreso un reale percorso di attivazione, il cui obiettivo è garantire uniformità di comportamenti ed equità di accessi in tutte le fasi della malattia. La strutturazione in reti può anche razionalizzare l’impiego delle tecnologie, con un’ottimizzazione dei costi, e migliorare la partecipazione a studi clinici e la diffusione delle terapie innovative a tutti i pazienti. «L’istituzione di un Fondo non deve esimerci dall’obbligo dell’appropriatezza – sottolinea Stefania Gori, presidente eletto Aiom -. Sono ancora troppi gli esami impropri, un problema che riguarda in particolare i marcatori tumorali. Questi test sono utilizzati in oncologia da più di 40 anni, ma oggi il loro uso sta diventando eccessivo rispetto al numero dei pazienti oncologici. Perché vengono impiegati a scopo diagnostico in persone non colpite dalla malattia. Nel 2012 sono stati eseguiti oltre 13 milioni di marcatori tumorali a fronte di 2 milioni e 300mila italiani che vivevano dopo la diagnosi (oggi sono più di 3 milioni). Data la bassa specificità di quasi tutti i biomarcatori – continua Gori -, l’impiego a scopo diagnostico e durante il follow up comporta un’alta probabilità di incorrere in risultati falsi positivi che, di fronte al numero complessivo di richieste, potrebbe riguardare in Italia ogni anno centinaia di migliaia di persone non affette da tumore, che almeno in parte vengono sottoposte ad ulteriori accertamenti di conferma o esclusione di una possibile neoplasia. L’eccessivo utilizzo di esami in scenari inappropriati rappresenta oggi un problema socio-sanitario complesso. Sono evidenti le conseguenze psicologiche e fisiche sul paziente e pesanti le ricadute sul piano della organizzazione e fruizione dei servizi, quindi anche economiche, che possono far seguito all’impiego di marcatori tumorali, di esami diagnostici di imaging e esami endoscopici prescritti in modo improprio».

di Vera Martinella


Cancro, da condanna a patologia curabile: oggi in 7 su 10 lo sconfiggono

Il report sullo Stato dell'Oncologia del 2016, curato dall'Aiom e presentato al Senato, è una guida con notizie e consigli per addetti ai lavori e utenti comuni. Testimonia che la sopravvivenza al tumore è aumentata. Ma nel modo di affrontarlo ci sono ancora alcuni errori da correggere, come l'uso improprio dei marcatori

Da Repubblica.it del 29-4-2016

Era una condanna senza appello. Oggi il "male incurabile" con il quale ancora si identifica un tumore (ma la definizione sta per essere bandita dal lessico scientifico) è una patologia curabile. A testimoniarlo sono gli oltre tre milioni di persone (il 4,9% della popolazione) che ci convive e i due milioni che l'hanno lasciata alle spalle. A sconfiggerla sono in sette su dieci. Eppure, nonostante i progressi, c'è ancora tanto da fare, come spiega il report Lo stato dell'oncologia in Italia che, curato dall'Aiom, e presentato al Senato con la partecipazione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Programmi da realizzare, ma anche errori da correggere.

Marcatori. Per esempio, l'abuso, o meglio, l'uso improprio che in Italia si fa dei marcatori tumorali. Se ne fanno troppi e senza motivo anche a pazienti per i quali non c'è alcun sospetto di malattia neoplastica. Nel 2012 sono stati eseguiti oltre 13 milioni di test a scopo diagnostico a fronte degli attuali tre milioni di pazienti oncologici. "La soluzione è rappresentata dalla uniformazione a livello nazionale delle indicazioni per un loro uso appropriato", dice Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom, "e per questo entro il 2016 presenteremo un documento condiviso con altre società scientifiche". D'altronde, come sottolinea Giuseppe Procopio, consigliere Aiom e dirigente medico nell'Istituto tumori di Milano, "fino a oggi nessun marcatore si è dimostrato utile per la diagnosi precoce. Quindi non andrebbero utilizzati al di fuori dell'ambito strettamente clinico, dove sono impiegati in pazienti che hanno già avuto una diagnosi di alcune specifiche neoplasie e solo in due situazioni: per la valutazione della risposta al trattamento e per la diagnosi di recidiva di malattia in pazienti già trattati". I marcatori tumorali non andrebbero usati, invece, come strumenti di screening del cancro, né tantomeno rappresentare test diagnostici in presenza di sintomi.

Tumore della prostata. A proposito, fa scuola il Psa, l'antigene per il tumore della prostata cui si ricorre sempre più spesso. "Lo screening per il carcinoma prostatico mediante Psa rappresenta, al momento, l'esempio più importante del grave rischio di sovradiagnosi e sovratrattamento conseguenti ad un intervento a scopo di prevenzione", si legge nel rapporto Aiom. Ed è stato proprio la massiccia diffusione del Psa nella popolazione maschile a determinare dagli anni '80 un aumento critico delle diagnosi di tumore prostatico. Ma la ricerca del tumore "sempre" e dei protocolli "fai da te" è anche causa di risultati privi di significato clinico. Il dato, controverso, sull'efficacia o meno del test, risulta da alcuni studi secondo cui ci sarebbero pesanti effetti negativi dello screening mediante Psa. Ancora nel rapporto: "In un'ottica di screening è stato calcolato che per prevenire un decesso per tumore della prostata è necessario diagnosticarne 33: nella maggior parte dei casi, diagnosticare significa trattare anche in presenza di un tumore a basso rischio di progressione e, per ogni vita salvata, si verificano 4 casi di impotenza e 1 di incontinenza urinaria". Per districarsi nel mare magnum dei 40 biomarcatori tumorali e per disciplinarne un corretto utilizzo è stata redatta la Guida nell'ambito del programma regionale biomarcatori diagnostici, prognostici e predittivi del Veneto di cui è responsabile Massimo Gion dell'ospedale civile di Venezia (Usl 12). Dentro ci sono le raccomandazioni e le indicazioni sui marcatori tumorali presenti in tutte le linee guida pubblicate negli ultimi sette anni.

I numeri del cancro. Nel 2015 è stata pubblicata la quinta edizione de I numeri del cancro in Italia 2015, frutto della collaborazione di Aiom e Airtum, un lavoro coordinato da Stefania Gori. I dati sono stati raccolti grazie ai 43 Registri tumori attivi in Italia, unico strumento di monitoraggio della patologia oncologica. I dati 2015 rivelano 363000 nuovi casi (194000 negli uomini e 169000 nelle donne, con circa 1000 nuove diagnosi al giorno). I tumori più frequenti? Negli uomini la classifica è guidata dal tumore della prostata (20%) seguito da quello del polmone (15%), del colon-retto ((14%), della vescica(11%) e dello stomaco (5%); nelle donne si parte dalla mammella (29%), al secondo e terzo posto troviamo il tumore del colon-retto (13%) e del polmone (6%), seguiti da quelli di tiroide (5%) e corpo dell'utero (5%). I dati confermano anche una costante riduzione della mortalità nei due sessi: l'andamento nel periodo 1999-2010 proiettato al 2015 evidenzia un calo dell'1% all'anno. Un risultato, spiega il rapporto, frutto della prevenzione primaria (riduce l'esposizione ai fattori oncologici e quindi il numero di nuovi ammalati), agli interventi di prevenzione secondaria (anticipazione della diagnosi in fase più aggredibile) e delle terapie, più efficaci e più estesamente accessibili. Positiva anche la sopravvivenza che, a cinque anni in Italia, è aumentata (dal '90-92 al 2005-2007): negli uomini del 18% (dal 39% al 57%) e nelle donne del 10% (dal 53% al 63%), tra le più alte in Europa.

Prevenzione e informazione. La chiave di volta è l'informazione. Che, sottolineano gli esperti Aiom, deve essere "corretta e puntuale, indirizzata agli specialisti, ma anche alla popolazione". La prevenzione primaria, attraverso programmi di formazione ed educazione della popolazione è al primo posto per combattere le malattie tumorali. Tra le iniziative promosse nell'ultimo anno figura Non fare autogol, progetto rivolto agli adolescenti a cui trasmettere la conoscenza dei principali fattori di rischio oncologico. Un ruolo di supporto alla scuola che Aiom svolge insieme alle istituzioni in varie regioni: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto). E non a caso, vista la fascia d'età dei destinatari la campagna educativa ha coinvolto grandi calciatori di serie A che, con degli oncologi, hanno incontrato, direttamente nelle scuole italiane, gli studenti. PanCrea è invece il progetto (il primo dedicato al tumore del pancreas) che ha previsto la realizzazione di due sondaggi nazionali (per i pazienti e per gli oncologi) con la distribuzione di due opuscoli (per i pazienti già colpiti dalla malattia e per la prevenzione della neoplasia).

Il fumo. C'è poi la campagna antifumo. Non cominciare a fumare e l'educazione a corretti sili di vita, dall'alimentazione all'attività fisica, è un altro dei punti chiave delle campagne di prevenzione. E così, ai più giovani soprattutto, si lancia il messaggio di un tumore tenuto lontano proprio grazie alla rinuncia della sigaretta. E se si è già preda del vizio, si ricorda che smettere il prima possibile consente di ridurre notevolmente il rischio di ammalarsi. Un fattore di rischio, quello del tabagismo, che in Europa ha già fatto registrare un calo notevole di fumatori tra gli uomini, mentre ci sono ancora donne che non ce l'hanno fatta. Eppure, scrive Aiom nel rapporto, queste persone mettono a repentaglio la loro vita e quella degli esposti al fumo passivo: ogni anno 19000 europei non fumatori muoiono per effetto dell'esposizione al fumo secondario, a casa o sul luogo di lavoro.

Nelle 'bionde' 4000 sostanze chimiche. Dall'esortazione benevola all'informazione che fa da deterrente: ad ogni boccata, durante la combustione, si sprigionano più di 4000 sostanze chimiche, tra le più pericolose c'è il catrame, che contiene elementi cancerogeni che si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie. La nicotina, invece, è un alcaloide che influenza il sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza. Lanciata a luglio 2015 la campagna Il Tumore della prostata e i tumori negli anziani è la prima del genere rivolta a sensibilizzare tutti i cittadini. Durante gli incontri programmati un oncologo spiega i principali fattori di rischio tumorali, educando i partecipanti su quanto sia importante seguire stili di vita corretti, sottoporsi a screening oncologici e cosa significhi ritornare alla vita normale dopo un'esperienza di cancro con un riferimento alle nuove terapie.

Vaccino hpv. La prevenzione non può escludere la vaccinazione. Anche in oncologia e per tumori la cui causa è stata confermata dalla ricerca. L'esempio che fa il report è quello del tumore del collo dell'utero: il 75% potrebbe essere evitato grazie alla vaccinazione contro il Papilloma Virus (HPV). E lui è responsabile anche di tumore in altre sedi: vulva, vagina, pene, ano, bocca e faringe. È pericoloso, quindi, anche per gli uomini. La neoplasia nelle donne under 50 è tra le più frequenti e si piazza infatti al V posto con 2100 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2015. La media italiana della copertura vaccinale (per le ragazze nate nel '97) è pari al 70,8% e quindi ben lontana da quel 95% inizialmente stabilito e con una notevole disomogeneità regionale. Aiom nel 2016 distribuirà materiale informativo e organizzerà congressi sull'argomento.

Screening. Per alcune neoplasie esistono test di screening efficaci. Per il tumore della mammella: mammografia ogni 2 anni per le donne tra 50 e 69 anni. Ma se ci sono le risorse, si legge nel documento, l'invito biennale dovrebbe essere esteso fino a 74 anni, mentre dovrebbe essere annuale per le donne tra 45 e 49 anni. Tumore della cervice uterina: Pap-test ogni tre anni per le donne di età tra 25 e 64 anni. Tumore del colon-retto: test per la ricerca del sangue occulto fecale per uomini e donne tra 50 e 69 anni. È raccomandato l'impiego del metodo immunochimico perché riconosce selettivamente l'emoglobina umana e non necessita di restrizione dietetica. In più, se utilizzato su un solo campione ha un migliore bilancio sensibilità/specificità. È ammesso, come test di screening, la rettosigmoidoscopia eseguita una sola volta intorno ai 60 anni.

Una rete nazionale per garantire la qualità dei test biomolecolari. Nicola Normanno, coordinatore sezione Aiom Campania e ricercatore del Pascale di Napoli, ha riferito i risultati ottenuti finora grazie al tavolo di lavoro permanente con la Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia (Siapec) per la "caratterizzazione molecolare delle neoplasie in funzione terapeutica". Scopo principale di questo gruppo di lavoro è la creazione di una rete laboratoristica diffusa sul territorio nazionale e in grado di offrire con adeguata qualità testbiomolecolari in oncologia. Lo Stato dell'Oncologia del 2016 contiene tanti altri elementi di consultazione, 136 pagine di notizie scientifiche, di prevenzione. Nel documento, addetti ai lavori e utenti comuni, troveranno di tutto. Dal counseling genetico alla ricerca del BRCA nel carcinoma ovarico, al follow-up in oncologia, alla valutazione delle tossicità, alle reti oncologiche regionali, alla nutrizione in oncologia, alle cure all'umanizzazione, ai farmaci oncologici "equivalenti" e fino al volontariato oncologico.


Aiom, 70% persone con tumori guarisce

Da Corriere.it del 29-4-2016

Oggi il 70% delle persone che ricevono una diagnosi di uno dei tumori frequenti guarisce, una percentuale aumentata del 15% negli ultimi 10 anni. Lo ha affermato l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) in un convegno a Roma.

"Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel paese - ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom - e possiamo dire che molto più di metà andrà incontro a guarigione". Le percentuali sono ancora maggiori per i due tumori più diffusi, con quello della mammella, con tassi di guarigione del 91%, mentre quello del seno sono dell'87%. Ora in Italia tre milioni di persone vivono con una diagnosi di tumore, mentre due milioni possono affermare di aver sconfitto la malattia. Se sul fronte delle cure ci sono grandi progressi, dicono gli esperti, su quello della prevenzione c'è ancora molto da fare: il 40% dei casi potrebbe essere evitato con più prevenzione, dallo stop al fumo a una dieta corretta a una maggiore diffusione della vaccinazione per l'Hpv.

 

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