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Ma solo il 5% dei cittadini usa il fascicolo elettronico Contenuto nell'archivio del 2016

Da la Repubblica AFFARI&FINANZA del 19-9-2016

Avanti ma molto adagio. Il 40% dei referti medici made in Italy ha ormai sposato la rivoluzione digitale, e quindi sono stati dematerializzati e archiviati nel cifrario dei bit informatici. Eppure solo il 5% dei cittadini utilizza il proprio fascicolo sanitario elettronico e solo il 9% delle cartelle cliniche sposano il modello digitale. Questo è il quadro a luci e ombre della salute 2.0 secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio innovazione digitale in Sanità del Politecnico dl Milano. Il principale ambito su cui hanno investito le strutture sanitarie è la cartella clinica elettronica, con una spesa dl 64 milioni di euro (+10% rispetto al 2014), valore che nel 2016 dovrebbe aumentare per il 43% delle aziende del campione preso in esame.

Seguono i sistemi di front-end (61 milioni di euro di budget), il disaster recovery e continuità operativa (48 milioni), la gestione amministrativa delle risorse umane (39 milioni), la gestione Informatizzata del farmaci (26 milioni). Rimane indietro invece la telemedicina: gli Investimenti in soluzioni Ict a supporto dell'assistenza domiciliare raggiungono a mala pena 20 milioni di euro. Le soluzioni di telemedicina più diffuse nelle strutture sanitarie sono il tele-consulto, presente nel 34% delle aziende, le soluzioni dl tele-salute (14%). Invece I medici di medicina generale che utilizzano queste soluzioni sono solo il 4%, nonostante dichiarino un forte interesse (68%).

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