ServiziMenu principaleHome
Home  /  Professionisti  /  Notiziario AIOM  /  Medici, ospedali e case farmaceutiche Online i dati sui finanziamenti

Medici, ospedali e case farmaceutiche Online i dati sui finanziamenti

Entro la fine del mese le aziende renderanno pubblici i «trasferimenti di valore» di cui hanno beneficiato i camici bianchi e organizzazioni sanitarie

Da CORRIERE.it del 16-6-2016

Negli Stati Uniti e in Francia è un obbligo di legge. Da noi e in altri 30 Paesi dell’area Ue tra cui l’Italia, lo diventerà entro fine mese. Dal 30 giugno prossimo, infatti, entrerà in vigore il Codice EFPIA (Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche) sulla trasparenza (Disclosure Code). Le circa 200 imprese farmaceutiche aderenti a Farmindustria In Italia, che ha recepito il Disclosure Code con l’aggiornamento del proprio Codice deontologico, pubblicheranno i dati per l’anno precedente relativi sia ai rapporti di collaborazione con i medici e le Organizzazioni Sanitarie, sia alla Ricerca e Sviluppo.

Occorre il consenso dell’interessato
L’annuncio ufficiale è stato dato il 16 giugno a Roma nel corso di una conferenza stampa organizzata da Farmindustria al ministero della Salute.
Erano presenti il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin; il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi; il responsabile area comunicazione di FnomCeo, Cosimo Nume. «I dati, pubblicati nel pieno rispetto della normativa italiana sulla privacy — hanno fatto sapere da Farmindustria — riguarderanno i singoli professionisti che hanno firmato il consenso e, in forma aggregata, tutti gli altri. La collaborazione tra imprese del farmaco e medici, già da tempo molto ben regolata, si articola in diversi ambiti di attività, tra cui: ricerca e sviluppo di nuovi farmaci attraverso gli studi clinici svolti negli ospedali, nelle università e nelle strutture sanitarie pubbliche e private; consulenze scientifiche; seminari e convegni scientifici, che offrono informazione e aggiornamento; supporto ai congressi e corsi Ecm (Educazione continua in medicina) organizzati da strutture pubbliche, università, società scientifiche e provider accreditati Ecm». Questi rapporti, oltre ad essere disciplinati da norme nazionali e internazionali, si fondano «sul rispetto reciproco dei ruoli — hanno proseguito — in un quadro trasparente di regole deontologiche di Farmindustria che prevedono controlli rigorosi effettuati secondo precisi iter istruttori da organismi terzi, presieduti da magistrati indicati dal presidente della Corte di Cassazione». E sarà proprio lo scambio di conoscenze tra imprese e medici, con il loro patrimonio di sapere e di esperienze sul campo, a permettere di raccogliere «informazioni utili al percorso di ricerca e sviluppo e, dunque, di avere a disposizione farmaci sempre più efficaci per i bisogni di salute dei pazienti», ha concluso Farmindustria.

Adesioni alte
Ma quanti sono i medici che finora hanno scelto la strada della trasparenza? Il 70%, secondo Farmindustria. «E questo vuol dire che i nostri medici sono trasparenti — ha detto Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria —. In quante aree questo succede? Dal mio punto di vista di cittadino dico quindi “chapeau”, perché hanno avuto il coraggio di farlo». Ha aggiunto Scaccabarozzi: «Sono convinto che anche i medici che in questo momento magari hanno poca fiducia in questa iniziativa, poi l’avranno. In Italia — ha poi sottolineato — se ci sono un milione di casi di buona sanità va tutto bene, ma appena ce n’è uno di malasanità va a interferire su quel milione di casi buoni. E questo è un peccato. Il bello e il brutto c’è in tutti i settori, ma io dico che la classe medica italiana ha risposto molto bene — ha concluso il presidente di Farmindustria — con grande senso di responsabilità, eticità e trasparenza».

Via le «zone d’ombra»
«Il codice di trasparenza è importante perché inizia una fase di comunicazione da parte dell’industria e delle società scientifiche nei confronti del cittadino, in cui vengono resi trasparenti tutti i rapporti che ci sono tra medici e industria», ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
«Questi rapporti — ha proseguito — sono positivi. Immaginiamo a quello che accade quando viene sperimentato un nuovo farmaco negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, oppure su farmaci noti, facendo ricerca sui pazienti si scopre, per esempio, che quel medicinale deve essere modificato o magari utilizzato per altre categorie terapeutiche. Così funziona la ricerca sul campo ed è quindi estremamente importante che questi dati siano tutti pubblici e che ci sia una crescita anche di consapevolezza da parte del cittadino e delle associazioni dei pazienti».
Ma cosa si può nascondere dietro queste zone d’ombra? «Dove non c’è trasparenza — ha risposto Lorenzin — c’è spesso opacità. A volte sono dei casi patologici, ma dobbiamo fare in modo che questi vengano rimossi.
Credo che la trasparenza porti sempre dei dati positivi, rendendo un rapporto molto più chiaro e limpido tra la cittadinanza, i pazienti, le società scientifiche, le istituzioni e il mondo industriale».

Di Ruggiero Corcella

 

 

AIOM - Via Enrico Nöe, 23 - 20133 - Milano - tel. +39 02 70630279

© AIOM. Tutti i diritti riservati. P. I. 11957150151