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Medici più liberi di prescrivere. Ecco le cure e le protesi gratuite Contenuto nell'archivio del 2016

Pronti a partire i nuovi Lea, le prestazioni rimborsate dal servizio pubblico. Tra le novità autismo, endometriosi , analgesia epidurale per il parto, ausili per la disabilità

Da CORRIERE DELLA SERA.it del 14-7-2016

Su duecento previste dal decreto che suscitò tante polemiche, ne sono sopravvissute 40. Quaranta prestazioni sanitarie che dovranno essere prescritte dai medici con la raccomandazione di attenersi alle indicazioni sull’appropriatezza, cioè a limiti finalizzati a evitare analisi inutili. Oggi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha presentato i nuovi Lea, l’elenco aggiornato delle cure e dei dispositivi medici (protesi, sistemi di riabilitazione) che il servizio pubblico è tenuto a rimborsare al cittadino in modo uniforme in tutte le regioni. E nel provvedimento atteso dal 2001, anno dell’ultima revisione, sono state inserite anche le prestazioni sottoposte dall’inizio dell’anno a una sorta di stop da parte del Ministero perché ritenute in eccesso rispetto alle reali necessità.

Accordo
È il risultato dell’accordo con la categoria dei medici, rappresentata dal presidente degli ordini delle federazioni, Roberta Chersevani, e i sindacati coinvolti, primo fra tutti quello dei medici di famiglia su cui ricade l’onere delle prescrizioni rosse. Il decreto sull’appropriatezza era stato accolto dai camici bianchi fra i mugugni in quanto è stato visto come limitazione di autonomia, una specie di briglia per tenere a freno la spesa senza il rispetto della libertà professionale. Le associazioni avevano vivacemente protestato perché sul loro capo gravava la minaccia di sanzioni a chi non avesse prescritto secondo i dettami. In realtà il pericolo era stato già ridimensionato con un chiarimento: il medico avrebbe potuto ugualmente fare la ricetta che ritenute opportuna, senza vincoli, ma spiegando la scelta. Ma la minaccia delle sanzioni è davvero svanita? «La norma è contenuta nella legge sugli enti locali, non è stata cancellata», osserva Silvestro Scotti, rappresentante di Fimmg (la federazione dei medici di famiglia).

Meno richieste
Nella pratica lo stop alle prescrizioni in eccesso ha avuto gli effetti di un drastico calo di richieste da parte del medico. Crollate nei primi tre mesi di monitoraggio da parte del ministero le “impegnative” per esami di diagnostica per immagini (Tac e risonanza magnetica) e analisi di laboratorio.
Il manifesto sottoscritto da Chersevani e dal ministro della Salute Lorenzin è rassicurante per il cittadino, preoccupato che appropriatezza fosse sinonimo di tagli: «Il medico, nell’ambito dei compiti attribuiti, potrà continuare a prescrivere tutto quando riterrà necessario secondo le evidenze scientifico e le regole previste dall’organizzazione del sistema sanitario nazionale». In pratica un ammorbidimento. «Il prossimo impegno è l’attento monitoraggio del sistema», dice il direttore della Programmazione Sanitaria, Renato Botti.

Ottocento milioni
I nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) segnano l’avvio di «una nuova stagione per somministrare terapie in collaborazione con le categorie coinvolte», dice Lorenzin: «Vengono appianate le disuguaglianze, finora le Regioni potevano rimborsare cure che altrove non erano previste». Le cure inmpiù hanno un valore di 800 milioni l’anno. Tra le voci aggiunge agli elenchi, la procreazione medicalmente assistita (anche l’eterologa), esami di genetica giustificati dalla patologia per le quali è necessaria l’indagine su un certo numero di geni, la consulenza genetica (cioè il colloquio con lo specialista dopo la consegna dei risultati del test), l’adroterapia (oncologia), la colonscopia con la microcamera ingeribile (senza il temuto uso dell’endoscopio) e la radioterapia stereotassica. Entrano ufficialmente analgesia epidurale per il parto (ma solo nei punti nascita di eccellenza) e i trattamenti per il recupero dei giocatori d’azzardo. Un’importante novità riguarda l’inclusione nei Lea di altre 109 malattie rare, i disturbi dello spettro autistico, l’endometriosi e diversi ausili per la disabilità. Resta fuori invece l’odontoiatria per l’età evolutiva. In alcune Regioni alcune di queste prestazioni vengono già garantite.

Di Margherita De Bac

 

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