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Nasce Hu-Care 2 contro ansia e depressione nei malati di tumore Contenuto nell'archivio del 2016

Il progetto ha come obiettivo quello di affrontare i bisogni psicosociali dei pazienti migliorando la comunicazione con il personale sanitario, individuando un infermiere di riferimento in ospedale e fornendo un supporto psicologico

Da CORRIERE DELLA SERA.it dell’11-5-2016

Il progetto ha come obiettivo quello di affrontare i bisogni psicosociali dei pazienti migliorando la comunicazione con il personale sanitario, individuando un infermiere di riferimento e fornendo un supporto psicologico. Ansia e depressione andrebbero misurate subito nei malati di tumori, così come si fa per la pressione, la temperatura corporea o il battito cardiaco. Questi disturbi, infatti, interessano in maniera grave almeno il 35 per cento dei pazienti oncologici, ma oggi solo un terzo dei casi è diagnosticato e curato.

Ecco perché è nata Aiom-HuCare o HuCare 2, la prima scuola di Umanizzazione in oncologia in Europa: avrà sede a Milano al Palazzo delle Stelline. «È un progetto che cambia l’approccio al malato e alle cure – ha detto Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HuCare e direttore dell’Oncologia dell’Ospedale di Cremona in occasione della presentazione a Milano. – Oggi il paziente arriva in ospedale, poi ci ritorna per terapie e controlli e non sempre ha un punto di riferimento fisso con cui dialogare. L’idea, invece, è quella di formare medici e infermieri perché acquisiscano le competenze e le capacità di comunicare efficacemente con i pazienti e i familiari e di cambiare il modo di lavorare nei reparti a partire dal momento in cui i pazienti vengono accolti, ai test per individuare il livello di sofferenza psichica (che andrà segnalato nella cartella clinica), dall’individuazione di un infermiere di riferimento per il paziente alla presenza di uno psicologo in corsia cui andranno indirizzati i pazienti colpiti da disagio psichico grave».

Aiom-HuCare- 2 è la continuazione di un primo progetto HuCare-1, iniziato nel 2008 e conclusosi nel 2011, che ha coinvolto 28 centri (questi ultimi inviano tutto il personale dei reparti di oncologia ai corsi, perché l’importante è motivare e lavorare poi in équipe) e finanziato dalla Regione Lombardia. Il sostegno al nuovo progetto è invece fornito dal privato: l’azienda farmaceutica Msd Italia. Al momento sono coinvolti 43 reparti distribuiti su tutto il territorio nazionale (che hanno chiesto di partecipare rispondendo a un questionario). «La prima esperienza ci ha insegnato – commenta Passalacqua – che è stato possibile modificare l’assistenza e che, per esempio, il livello di ansia dei pazienti si è ridotto del 75 per cento, passando dal 35 per cento dei casi a meno del 20».

Per entrare in qualche dettaglio tecnico, la scuola utilizzerà la HuCare Quality Improvement Strategy (HQIS) che prevede sei interventi: oltre, appunto alla formazione di tutto lo staff clinico per migliorare le capacità comunicative e relazionali, lo screening dei pazienti per migliorare l’ansia e la depressione, l’assegnazione di un infermiere di riferimento a ogni paziente, anche l’identificazione dei bisogni sociali, l’utilizzo di una lista di domande per tutti i malati per favorire la comunicazione con il medico e un percorso strutturato per fornire ai malati e a chi li assiste informazioni in modo corretto.

«In questi anni sono emersi nuovi bisogni sociali legati alla crisi economica – precisa Carmine Pinto, presidente dell’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica. – Oltre a migliorare il benessere emotivo e la salute mentale, le cure psicosociali hanno dimostrato di consentire una migliore gestione dei sintomi correlati alla malattia e degli effetti collaterali del trattamento». L’Aiom è la prima società scientifica in Europa a creare una scuola di umanizzazione e i centri che introdurranno questi nuovi approcci saranno certificati per le “cure psicosociali”.

Di Adriana Bazzi (abazzi@corriere.it)

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