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Non fare autogol arriva a Genova per insegnare ai ragazzi dell’Istituto “Rosselli” l’importanza della prevenzione primaria Contenuto nell'archivio del 2016

In Liguria un adolescente su tre “alza il gomito” ogni giorno

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La tredicesima tappa della campagna AIOM “Non fare autogol” ha toccato una Regione, la Liguria, dove più di un quindicenne su tre beve almeno una volta la settimana. Anche il cosiddetto fenomeno del binge drinking (“l’abbuffata alcolica”) si accentua al crescere dell’età. La percentuale di giovani che afferma di essersi ubriacata due o più volte nella propria vita passa da circa 1% per gli 11enni al 16% per i 15enni. Dati allarmanti, perché tra alcol e tumori c’è una strettissima relazione e il suo consumo è particolarmente dannoso in giovane età. Ecco che diventa fondamentale la sensibilizzazione dei giovani a stili di vita sani, magari con la collaborazione dei campioni dello sport. Sono questi i concetti chiave del progetto “Non Fare Autogol”, la campagna promossa da AIOM per spiegare agli adolescenti come tenersi alla larga da malattie e disturbi causati da stili di vita sbagliati.

A salire in cattedra ieri all’Istituto “Rosselli” di Genova, il centrocampista rosso-blu Blerim Dzemaili: “È con grande piacere che ho accettato di partecipare a un progetto così importante, rivolto agli adolescenti, i nostri primi tifosi – afferma Dzemaili –. La scuola è il luogo dove spesso cominciano le cattive abitudini, ma i ragazzi devono capire che uno stile di vita sbagliato alla loro età compromette la loro salute da adulti. L’alcol? Divertimento non fa rima con bere, come pensano ormai i giovani di oggi”. “Vogliamo far capire che la vera sfida contro il cancro inizia da giovani – sottolinea il dott. Matteo Clavarezza, Dirigente Medico agli Ospedali Galliera di Genova e Segretario Regionale AIOM –. L’importanza di un corretto stile di vita, fin da ragazzi è ampiamente dimostrata nella prevenzione oncologica. Il 40% dei casi per tumore, infatti, è causato da fattori di rischio potenzialmente modificabili”.

“Il cancro colpisce di più le Regioni settentrionali (+26%) rispetto al Sud: in Liguria per il 2015 sono stati diagnosticati circa 9.200 nuovi casi di tumore con 4.500 decessi - aggiunge il dott. Clavarezza -. Nel 2015 in Italia si stima che siano stati individuati 363.300 nuovi casi di tumore (erano 365.500 nel 2014) e le percentuali di guarigione sono in aumento: il 63% delle donne e il 57% degli uomini sono vivi a cinque anni dalla diagnosi. Il merito è da ricondurre alla più alta adesione alle campagne di screening, alla maggiore efficacia delle terapie e ai progetti di sensibilizzazione”.

Al fianco di AIOM si sono schierati la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il CONI e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Un progetto innovativo, reso possibile grazie ad un grant non condizionante di Roche S.p.a. che fino al termine del campionato coinvolgerà squadre di calcio di Serie A, di Serie B e alcuni tra i maggiori allenatori italiani. Un vero e proprio ‘Tour della prevenzione’ nei 20 capoluoghi di regione, che può contare su un media partner d’eccezione: tutti gli incontri negli Istituti, infatti, vengono ripresi da Sky Sport, che manda in onda contributi video e interviste esclusive all’interno di programmi dedicati e sul sito www.skysporthd.it.

Il progetto “Non fare autogol” può contare anche su un importante versante online per raggiungere tutti gli studenti italiani, non solo quelli che hanno la fortuna di incontrare dal vivo i più importanti calciatori di Serie A: dalla pagina Facebook al profilo Twitter, al sito internet www.nonfareautogol.it dove gli studenti di tutta Italia possono scaricare l’opuscolo informativo del progetto.

 

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