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Più semplice oggi preservare la fertilità dopo un tumore Contenuto nell'archivio del 2016

Oncofertilità. È un termine coniato da pochi anni per dare un nome a un bisogno spesso sottovalutato, e insoddisfatto, di chi si ammala di cancro

Da CORRIERE DELLA SERA del 3-4-2016

Grazie ai progressi nelle terapie, oggi le guarigioni sono in aumento, e garantire agli ex malati una buona qualità di vita è una priorità. Ciò comporta anche, soprattutto se il paziente è giovane, fare tutto il possibile per preservare la sua fertilità e consentirgli, in futuro, di diventare genitore, se lo desidera.

Secondo le statistiche più recenti ogni anno, in Italia, vengono diagnosticati circa ottomila nuovi casi di tumore in persone con meno di 4o anni, con una netta prevalenza nel sesso femminile (cinquemila donne contro tremila uomini). E a causa dei cambiamenti culturali che hanno portato allo spostamento in avanti dell'età in cui si ha il primo figlio, molti di loro non sono ancora genitori.

Purtroppo i trattamenti antitumorali possono pregiudicare la capacità riproduttiva, ma oggi questo non è più un ostacolo insormontabile perché le tecniche di crioconscrvazione dei gameti consentono di programmare una paternità o una maternità anche dopo la malattia.

Per sfruttare questa opportunità servono però una corretta e rapida consulenza ai malati e la presenza sul territorio di centri qualificati e attrezzati. Per questo, durante un convegno tenutosi a Roma nei giorni scorsi, tre società scientifiche italiane (Endocrinologia, SIE; Oncologia Medica, AIOM; Ginecologia e Ostetricia, SIGO) si sono messe al lavoro per elaborare un documento di consenso sulla crioconservazione da proporre alle Istituzioni e ai pazienti e per garantire che questi percorsi siano sicuri, accessibili e abbiano come fulcro banche del seme gestite da una rete di centri di Oncofertilità in grado di rispondere tempestivamente alle esigenze dei malati.

Di Vera Martinella


355: i Centri di procreazione mediclamente assistita attivi in Italia

di cui:

201 attrezzati per la preservazione della fertilità nei pazienti oncologici (108 privati, 93 pubblici o privati convenzionati).

Strutture attrezzate per il congelamento:

del seme: 61 (12.449 pazienti)

degli ovociti: 53 (1.180 pazienti)

del tessuto ovarico: 24 (941 pazienti)

Fonte: Istituto Superiore di Sanità 2015

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