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Passa da Brescia il tour della prevenzione oncologica nella terza età Contenuto nell'archivio del 2016

In Lombardia, eccesso di alcool e abitudine al fumo interessano il 21,1% e l'11% della popolazione. Il prof. Alfredo Berruti dell'ASST Spedali Civili di Brescia: “È importante correggere queste abitudini anche nei non più giovani. Smettere di fumare in età avanzata riduce il rischio di invalidità e di morte del 34%”

Clicca qui per scaricare l'opuscolo informativo

Ogni anno, il cancro della prostata colpisce 7.430 lombardi, 750 solo a Brescia e provincia. In tutta Italia, nel 2015 le diagnosi di questo tumore, un quinto del totale e il più frequente nei maschi con più di 65 anni, sono state più di 35.000. Fatto non irrilevante, visto che la popolazione anziana rappresenta oggi circa il 21% del totale, ma nel 2050 gli over 65 nel mondo raddoppieranno e i super-anziani, con più di 80 anni, triplicheranno.

Tuttavia, 8 su 10 non sanno che si può prevenire o anche convivere con il cancro della prostata adottando stili di vita sani ed evitando alcol e fumo. Le cattive abitudini possono infatti essere corrette anche in età avanzata.

“Un quarto dei cittadini lombardi più anziani fa poca attività fisica e circa la metà supera il peso forma - afferma il prof. Alfredo Berruti, professore associato di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Brescia e direttore del reparto di Oncologia Medica alla ASST Spedali Civili di Brescia -. Anche l'alimentazione non è sempre la migliore per la maggior parte degli anziani residenti in questa regione: solo il 13% consuma frutta e verdura in quantità adeguate. Inoltre, l'11% degli over65 fuma e il 21,1% eccede con gli alcolici”.

Questa situazione, che interessa più o meno pesantemente tutta l'Italia, ha portato l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) a lanciare il progetto ‘Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo’, un vero e proprio 'Tour della prevenzione' in ventitré città che prevede l'approccio diretto degli oncologi con gli anziani per parlare esclusivamente di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata con successo da AIOM, grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta al suo ventesimo appuntamento, che si svolgerà oggi pomeriggio a Brescia alle ore 15 presso l’Auditorium Anteas (Via Altipiani d'Asiago, 3).

“Sapere che il 79% degli over65 non ritenga utile modificare le abitudini scorrette in età avanzata è preoccupante - continua il prof. Berruti. - È invece largamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, che sono in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, di prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Basti pensare che smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e morte fino al 34%”.

Il tour promosso da AIOM si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, primo tra tutti quello della prostata, per spiegare che il cancro si può prevenire, ma che anche quando colpisce può essere sconfitto e si può tornare ad una vita normale. Obiettivo è una fascia di popolazione per la quale non esistono programmi di informazione adeguati: gli anziani. “Correggere comportamenti a rischio come l’abitudine al fumo, il consumo di alcol o la sedentarietà offre notevoli vantaggi anche in età matura, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia - aggiunge l’oncologo -. Con l’invecchiamento, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte rispetto a quelle di 45-65 anni. Nonostante ciò, il 40% dei tumori si può prevenire attraverso stili di vita corretti. Una dieta sana ha importanti effetti positivi perché, quando si è colpiti dalla malattia, può rallentare la progressione del cancro e aiutare il paziente a rispondere meglio alle terapie. L’oncologo ha un ruolo chiave nell’informare il paziente non solo sulla patologia e sui trattamenti a quali sarà sottoposto, ma soprattutto su come gestire il tumore, partendo dalla correzione di quei comportamenti sbagliati come l’abitudine al fumo, il consumo di alcolici, l’alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”.

“La maggior parte dei tumori della terza età - sottolinea l'esperto - è scoperta in fase avanzata. E spesso non tutti i pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi sarà sottolineato il concetto di tempestività della diagnosi. Una regola che vale per la maggior parte dei tumori è che prima si riconosce la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne. Il carcinoma della prostata ha delle caratteristiche che lo contraddistinguono dalle altre patologie oncologiche, un uomo di 50 anni ha una probabilità di circa il 40% di ammalarsi di carcinoma della prostata nell’arco della sua vita, ma solo il 10% dei cinquantenni è destinato a sviluppare una malattia clinicamente significativa e il 3% è destinato a morire per questa malattia. Ciò significa che più del 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata oggi sopravvive o convive con il cancro e in moltissimi casi la malattia è destinata a non diventare clinicamente manifesta. Cioè, per il carcinoma della prostata, occorre diagnosticare precocemente solo quelle malattie destinate a dare manifestazioni cliniche, non tutte. Questo spiega perché, a differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”.

Durante l’incontro sarà anche distribuito l’opuscolo informativo realizzato da AIOM, che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai loro familiari di conoscere la patologia, capire cos’è e come si arriva alla diagnosi, fornendo consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha nella quotidianità della persona.

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che ha reso possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.

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