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Più casi ma fanno meno paura Contenuto nell'archivio del 2016

6° report Aiom-Airtum: mille diagnosi al giorno, le donne più colpite
Per il carcinoma al seno e alla prostata la sopravvivenza arriva al 90%

Da Il Sole24 ORE Sanità del 4-10-2016

Ogni giorno mille italiani ricevono una diagnosi di cancro. Le donne sono leggermente più colpite, perché la prevenzione del cancro alla prostata ha ridotto drasticamente l'incidenza al maschile. E sono mille storie che si aggiungono alle migliaia di altre e che compongono un puzzle di sofferenza, ma anche di grande speranza. Perché di tumori ci si ammala, ma si guarisce sempre di più.

In Italia oltre 3 milioni di persone vivono con una pregressa diagnosi di tumore e una buona parte può essere considerata già guarita, con la stessa probabilità di morire per tumore di quella della popolazione generale. E sono dati migliori che nel resto d'Europa. La sfida del futuro sarà rispondere alle esigenze degli ex pazienti. Cittadini che tornano alla vita e a cui dovrà essere garantita l'assistenza e il monitoraggio delle condizioni post patologia.

La fotografia completa della situazione è raccontata nel 6° report annuale "I numeri del cancro in Italia" messo a punto dall'Associazione di Oncologia medica (Aiom) e da Airtum, l'associazione che raggruppa i registri tumori che monitora oltre il 60% del territorio nazionale.

Un atlante fondamentale che permette una concreta mappatura della malattia oncologica nel Paese. Oggi il 55% degli uomini e il 63% delle donne sono in vita a cinque anni dalla diagnosi. E le percentuali cresceranno perché la diagnosi precoce funziona, le terapie funzionano, e aggiungono anni alla vita dei malati, anche di quelli più gravi. Perché quel numero tondo, mille casi al giorno, dice qualcosa in più oltre al dramma, racconta anche quanto sia incessante lo sforzo per individuare la malattia e combatterla. Le istituzioni e i clinici devono essere in grado di rispondere alle esigenze dei pazienti che guariscono o possono convivere a lungo con la malattia e che rivendicano il diritto di tornare a un'esistenza normale.

Oggi le due neoplasie più frequenti, il tumore della prostata negli uomini e quello della mammella nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni di oltre il 90%, con percentuali ancora più elevate per i tumori diagnosticati in stadio precoce. Il tumore più frequente, nel totale di uomini e donne, è quello del colon-retto con 52mila nuove diagnosi stimate per il 2016 (29.500 uomini e 22.900 donne), seguito dal tumore della mammella con circa 50mila nuovi casi. E il cancro del polmone, che resta tra i big killer, si presenta in oltre 41mila nuovi casi (27.800 uomini e 13.500 donne). Critici anche i numeri relativi alla prostata con 35mila nuove diagnosi e della vescica con circa 26.600 nuovi casi (21.400 tra gli uomini e 5.200 tra le donne).

Prevenzione al maschile. In generale in Italia, nel periodo 2008-2016, si conferma una diminuzione di incidenza per tutti i tumori nel sesso maschile (-2,5% per anno) legata principalmente alla riduzione dei tumori del polmone e della prostata.

La lista nera dei big killer. Il tumore che ha fatto registrare nel 2013 il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.483), seguito da colon-retto (18.756), mammella (12.072), pancreas (11.201), stomaco (9.595) e prostata (7.203). «La mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori - ha spiegato il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom - quali la prevenzione primaria (e in particolare la lotta al tabagismo, alla sedentarietà e a diete scorrette), la diffusione degli screening su base nazionale e il miglioramento diffuso delle terapie in un ambito sempre più multidisciplinare e integrato».

Sud-Nord allo specchio. Dai confronti nazionali si conferma ancora una differenza nel numero di nuovi casi fra Nord e Sud. «Da un lato nelle regioni del Sud - ha sottolineato la prof.ssa Lucia Manone, presidente Airtum - persistono fattori protettivi che rendono ragione di una bassa incidenza di alcune neoplasie. Dall'altro, la minore attivazione degli screening programmati al Sud spiega i valori di sopravvivenza che, per alcune sedi tumorali, rimangono inferiori a quelli registrati al Nord.

Tumori rari. Nel volume 2016, è presente mi capitolo dedicato completamente alle neoplasie rare che colpiscono in Italia ogni anno 89mila persone. La sopravvivenza a cinque anni è pari al 55% rispetto al 68% dei tumori più frequenti. Per questi pazienti speciali vanno programmati percorsi dedicati, perché, si evidenzia nel libro, a causa della frammentazione delle competenze e in mancanza di punti di riferimento negli ospedali vicini, malati e familiari sono costretti a onerosi spostamenti con alti costi economici e sociali.

Cancro della cervice. Nel libro è molto approfondito anche il tema dello screening per il tumore della cervice uterina. Uno dei più frequenti nelle donne under 50, al 5° posto con 2.300 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2016. Si segnala che alcuni programmi di screening hanno sostituito il Pap-test con il test Hpv (Human Papilloma Virus), ne-l'ambito di progetti pilota o attività di routine, a seguito della pubblicazione delle raccomandazioni del ministero della Salute nel Piano nazionale prevenzione 2010-2012.

Un cambiamento che sta progressivamente prendendo piede: il test Hpv viene proposto a partire dai 30-35 anni con intervallo quinquennale, mentre nella fascia di età precedente, fra i 25 e i 30 anni, si continuerà a utilizzare il Pap-test con intervallo triennale. Un passo avanti fondamentale perché sono numerosi gli studi che evidenziano la maggiore sensibilità del test Hpv nell'individuazione di lesioni tumorali.

Di Lucilla Vazza

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