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Più medici assunti e 'siringhe di Stato'. Ma pochi fondi per le disabilità

Da CORRIERE DELLA SERA del 17-10-2016

Gli insperati due miliardi di incremento al Fondo sanitario nazionale previsti nella nuova legge di Bilancio potrebbero portare vantaggi tangibili per i cittadini. È la prima volta da diversi anni che la sanità rifiata e schiva i tagli. Ecco cosa potrebbe cambiare se non ci saranno modifiche. La stabilizzazione del personale sanitario, 7 mila tra medici e infermieri, dovrebbe incidere soprattutto sui reparti nevralgici, dunque i pronto soccorso, dove sono concentrati la maggior parte dei precari più sofferenti (i co.co.co, a orario, a gettone, consulenti). Si parla di 1.500 medici per il 2017. Poco per coprire il fabbisogno, ma meglio di niente. Rafforzato inoltre il vincolo per le Asl di acquistare beni e servizi dalla Consip, con un sistema centralizzato. A fine anno arriveranno le siringhe «di Stato», la cui gara è stata assegnata, poi altri presidi di rilievo, come dialisi, defibrillatori, pacemaker, stent, protesi d'anca. Si calcola un risparmio di 1,2 miliardi annui. E ancora. Stanziati 99 milioni nel 2017 e 186 nel 2018 per attuare il calendario delle vaccinazioni. Ne entrano di nuove che dovranno essere offerte gratuitamente inclusa quella contro la meningite di tipo B. Confermati i 300 milioni per i farmaci contro epatite C e fibrosi cistica. Altri 500 sono destinati a medicinali oncologici innovativi per patologie senza terapie efficaci. Sono 14 medicinali di ultima generazione, i cosiddetti immunoterapici, che agiscono disinnescando le reazioni dell'organismo al tumore. È passato in secondo piano, perché esiguo rispetto alle attese, l'aumento del fondo per le persone non autosufficienti gravi o gravissime. Si è saliti da 400 a 450 milioni da ripartire tra i Comuni per assistenza domiciliare, voucher o contributi. Una cifra ritenuta non sufficiente perché si tratta di cittadini con disabilità del 100% oppure che sopravvivono solo grazie a macchinari, ad esempio i malati di Sla. Commenti positivi da Regioni, Tribunale per i diritti del malato e Cgil anche se tutti evidenziano come la sanità pubblica abbia bisogno di molte altre cure, specie contro gli sprechi.

Di Margherita De Bac

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