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Prevenzione tumori e sana alimentazione migliorano il lavoro Contenuto nell'archivio del 2016

Tra il 2004 e il 2010 la Fondazione Ant ha effettuato 33mila visite, mentre tra il 2010 e fine 2015 è arrivata a quota 92mila. I grandi gruppi sono sempre più interessati al sistema dei controlli

Da la Repubblica Affari&Finanza del 6-6-2016

Non solo telefonini, auto aziendali, corsi d'inglese, premi di produzione, le aziende, soprattutto se di grandi dimensioni, spesso offrono ai propri dipendenti numerosi benefit. Da qualche anno persino le visite di prevenzione contro i tumori. Fondazione Ant è una di quelle realtà del no profit che si occupa di fornire questo tipo di servizio. «Lo facciamo ormai dal 2004 — ricorda la presidente Raffaella Pannuti — E se all'inizio erano solo poche società a rivolgersi a noi, da cinque anni a questa parte la sensibilità verso questi temi è di gran lunga cresciuta».

Un dato su tutti: tra il 2004 e il 2010, Ant ha effettuato 33mila visite preventive mentre tra il 2010 e fine 2015 è invece arrivata a farne 92mila. Ventuno mila solo l'anno scorso. «Quelle aziendali rappresentano ancora una percentuale inferiore al 15 per cento — ricorda la presidente — ma ciò che riscontriamo è un interesse sempre maggiore». Del resto la sanità pubblica in forma gratuita, a causa dei tagli, offre sempre meno ai cittadini. «Così le grandi trasformazioni sociali che sono in corso — prosegue Pannuti — stanno portando le imprese a confrontarsi con una nuova domanda di protezione dei dipendenti, che le induce ad assumere maggiori responsabilità verso questi e le loro famiglie».

A dare il buon esempio sono soprattutto i grandi gruppi. Fondazione Ant ha collaborato con la società petrolifera Esso Italia, collabora con la catena di ristoranti Autogrill, la finanziaria Findomestic, la multinazionale Abb. Ma inizia a muoversi anche tra le piccole e medie imprese. Anche queste ultime, come confermano i dati del Welfare index Pmi pubblicato da Generali circa un mese fa, sembrano sempre più interessate a fornire benefit ai lavoratori. Una pmi su tre aderisce a fondi sanitari di categoria. E iniziano a diffondersi in questi anni servizi di prevenzione della salute, check-up e diagnosi e in misura molto limitata persino assegni per le cure mediche dei figli.

Il lavoratore apprezza i benefit che mirano a tutelare la salute. «Le visite Io aiutano a operare in modo più sereno, — sostiene la presidente — e siccome avvengono in azienda, evitano che questo debba perdere tempo prezioso per recarsi in ambulatori esterni». Davanti alla disponibilità delle aziende a spendere in salute anche lo Stato ci guadagna. «Un cittadino sano significa meno costi che gravano sulle casse dello Stato, — commenta Pannuti — per questo siamo convinti che sia bene che nell'agenda pubblica siano entrati di recente i temi del welfare aziendale».

Ma cosa chiedono le imprese in materia di sanità? «A noi domandano visite per prevenire il tumore alla tiroide e il melanoma. — afferma Pannuti — Quest'ultima patologia non è molto diffusa ma in questi anni è stato registrato un incremento di casi tra la popolazione». La fondazione nata nel 1978 a Bologna per volontà del padre di Raffaella Pannuti, Franco, fa poi, anche se in misura inferiore, controlli per il tumore al seno. E adesso intende ampliare la sua offerta proponendo alle aziende visite per la prevenzione di neoplasie al cavo orale e ancora corsi di formazione per un'alimentazione sana. «Questi ultimi abbiamo già iniziato a fornirli a Bologna con un discreto successo», sostiene la presidente.

Uno dei freni allo sviluppo del welfare aziendale secondo Ant è la poca informazione soprattutto tra le piccole e medie imprese. «Ecco che siamo impegnati affinché le associazioni di categoria promuovano iniziative per far conoscere alle aziende i vantaggi dei benefit legati alla prevenzione di malattie tra i lavoratori — commenta Pannuti — Oggi si fa ancora troppo poco. Anche se di recente il governo ha prestato attenzione ai temi del welfare aziendale». Proprio per celebrare le novità introdotte in tema di detassazione di premi di risultato e benefit, Ant ha persino dedicato l'ottava edizione del suo Premio Eubiosia, riconoscimento simbolico destinato ogni anno ai propri grandi sostenitori, al dialogo avviato tra istituzioni, aziende e no profit che ha portato all'introduzione in Italia delle cosiddette "società benefit", quelle che hanno un positivo impatto sociale. «Il Premio Eubiosia oggi coinvolge circa 120 società — afferma Pannuti — E vuole contribuire a una maggiore diffusione del welfare aziendale tra le imprese ma anche di un altro tema a noi caro: quello della responsabilità sociale. Oggi appena il 2 per cento delle aziende sembra aver fatto una qualche donazione al mondo del no-profit».

Nonostante le difficoltà a reperire donazioni, Ant negli anni è riuscita ad andare avanti. «Oggi finanziamo la maggior parte delle nostre attività grazie ai contributi di privati cittadini che valgono un 30 per cento e un altro 29 per cento lo otteniamo da manifestazioni per la raccolta fondi», spiega la presidente. Infine, un 18 per cento delle sue risorse Ant lo ottiene grazie a fondi pubblici. Il resto è dato dal 5 per mille e da lasciti e donazioni. Con i soldi raccolti la fondazione fa lavorare 433 professionisti tra medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, farmacisti, in prevalenza dedicati alla missione che ha portato alla sua nascita: l'assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore.

Ogni giorno Ant assiste nelle loro case circa 4mila persone, grazie a 20 équipe composte da medici e altri professionisti, prendendo in carico sia il malato oncologico spesso in fase terminale, sia la sua famiglia.

(s.ta.)


Sicurezza del posto e atmosfera piacevole, è la Ferrero il sogno degli italiani

Ma quali sono le aziende italiane che attraggono di più i lavoratori Italiani? Quest'anno, secondo Randstad sono Ferrero, Apple e Maserati. Sono queste le Imprese vincitrici della sesta edizione del Randstad Award, il riconoscimento assegnato da uno dei più grandi player del settore risorse umane al mondo. Randstad ha commissionato uno studio, all'istituto di ricerca belga lcma, che ha sentito oltre 200miIa persone in 25 Paesi misurando il livello dl attrattività delle imprese. In Italia sono state intervistate 7mila persone tra i 18 e 65 anni. “Il successo di un'azienda dipende in gran parte dalle persone, dai talenti che riesce ad attirare e a trattenere - commenta Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia - Dall'indagine emerge che I'84 per cento degli intervistati lascerebbe l'Impiego attuale per lavorare In un'azienda con una reputazione migliore”. Una multinazionale come la Ferrero di Alba è preferita per via della sicurezza sul posto di lavoro, per l'atmosfera di lavoro piacevole, perché consente un buon equilibrio tra vita professionale e privata. Al secondo posto si posiziona Apple, molto attrattiva per buone condizioni economiche della società, formazione di qualità, opportunità di carriera stipendio competitivo e benefit. E infine al terzo posto si piazza Maserati. Secondo la ricerca dl Randstad la metà degli italiani ritiene tra i fattori determinanti nella scelta del datore di lavoro oltre alla retribuzione proprio i benefit offerti. (st.a.)

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