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Proseguono le tappe della campagna nazionale AIOM per promuovere stili di vita corretti negli anziani Contenuto nell'archivio del 2016

Ieri l’appuntamento di Ponte San Nicolò (Padova), oggi quello di Cavaion Veronese

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Giunge al suo 22esimo incontro il tour della prevenzione che AIOM rivolge alla terza età.
L’appuntamento di oggi si svolgerà a Cavaion Veronese presso il Circolo Molinari (in via Fracastoro, 7), alle ore 15:30.
A Verona ogni anno si registrano 350 casi circa di tumore della prostata, che colpisce quasi 4.000 uomini in tutto il Veneto, oltre la metà dei pazienti ha più di 70 anni. In tutta Italia, nel 2015 le diagnosi sono state più di 35.000, un quinto di tutte le neoplasie e il più frequente nei maschi con più di 65 anni. Gli anziani rappresentano circa il 18% della popolazione in questa regione e la neoplasia più diagnosticata è il tumore della prostata. Tuttavia, 8 su 10 non sanno che si può prevenire o anche convivere con il cancro adottando stili di vita corretti ed evitando fumo e alcool. “Le abitudini scorrette possono e devono essere modificate anche in età avanzata. In Veneto, gli amanti delle sigarette sono solo l'8%, ma un anziano su cinque fuma più di 20 sigarette al giorno. Il 58% è in sovrappeso od obeso, anche se la percentuale si riduce con l'età - spiega la dottoressa Stefania Gori, direttore di oncologia medica all'Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e presidente eletto AIOM -, e solo il 21,3% fa attività fisica rispetto al 26,1% nel resto d'Italia. Soprattutto il rischio di eccedere con l’alcool è molto alto, circa un quarto della popolazione anziana in questa regione rispetto al meno di un quinto osservato in tutto il Paese. Questa situazione è più o meno evidente in tutta Italia e ha portato l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) a lanciare il progetto ‘Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo’, un vero e proprio 'Tour della prevenzione' in ventitré città italiane che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età”.

“È preoccupante osservare che il 79% degli over65 non ritenga utile modificare le abitudini scorrette in età avanzata - aggiunge il dott. Maurizio Nicodemo, oncologo all'Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar presente all'incontro -, quando invece è ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, che consentono di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, di prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire il rischio oncologico. Recenti studi, ad esempio, hanno confermato che smettere di fumare in età avanzata può ridurre il rischio di invalidità e di mortalità di un terzo”.

L’iniziativa, realizzata con successo da AIOM, grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson ha toccato invece ieri Ponte San Nicolò (Padova), presso l’Associazione Pino Verde.

Sono circa 700 le diagnosi di tumore della prostata registrate ogni anno nei residenti di Padova e provincia, circa un quinto dei 3.990 casi totali della regione con oltre la metà in uomini con più di 70 anni. Il rischio di eccedere con l’alcool è elevato in questa regione: il 25,7% contro il 18,7% della media nazionale e pochi fanno attività fisica (21,3 vs 26,1%).

“Sapere che il 79% degli over65 non ritiene utile modificare le abitudini scorrette in età avanzata è preoccupante - riferisce il dott. Umberto Basso, dirigente medico della SS Oncologia Urogenitale, Oncologia Medica I, all'Istituto Oncologico Veneto, IRCCS, di Padova e coordinatore regionale AIOM -. Invece è ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea (ricca di frutta e verdura e olio d'oliva) e di una regolare attività fisica, che con l'abolizione di fumo e alcol permettono di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, di prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio di sviluppare svariati tipi di tumori. Recenti studi hanno, infatti, confermato che smettere di fumare in età avanzata può ridurre il rischio di invalidità e morte del 34%”.

Il tour AIOM di prevenzione dei tumori nella terza età, primo tra tutti per frequenza quello della prostata nei maschi anziani, è stato ideato per spiegare che i tumori si possono evitare, ma anche che, quando colpiscono, si possono sconfiggere e tornare a una vita normale. E in questa fascia della popolazione non esistevano programmi di informazione adeguati. “Correggere comportamenti a rischio come l’abitudine al fumo, il consumo di alcol o la sedentarietà anche in età matura apporta enormi vantaggi, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia - aggiunge l’oncologo -. Con l’invecchiamento, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Nonostante ciò, il 40% dei tumori può essere prevenuto attraverso uno stile di vita corretto, soprattutto il cancro del polmone, delle vie aero-digestive superiori, del colon-retto e poi quelli della mammella nelle donne e della prostata nell'uomo.

Inoltre, una dieta sana e bilanciata ha importanti effetti positivi perché, quando si è colpiti dalla malattia, può rallentare la progressione del cancro e aiutare il paziente a rispondere meglio alle terapie. L’oncologo ha un ruolo chiave nell'informare l’anziano non solo sulla patologia e sui trattamenti a quali sarà sottoposto, ma soprattutto su come gestire il tumore, partendo dalla correzione di quei comportamenti sbagliati come l’abitudine al fumo, il consumo di alcolici, l’alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”.

“La maggior parte dei tumori negli over65 - sottolinea il coordinatore regionale AIOM - è scoperta in fase avanzata. E spesso non tutti i pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi sarà sottolineato il concetto di tempestività della diagnosi. Prima si riconosce la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne.

A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening approvati come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”. L'esecuzione del test del PSA va infatti sempre concordata con il Medico Curante o lo Specialista Urologo perché i suoi risultati possono essere confondenti.

Durante gli incontri viene distribuito l’opuscolo informativo realizzato da AIOM, che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai loro familiari di conoscere la patologia, capire cos'è e come si arriva alla diagnosi, fornendo consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha sulla quotidianità della persona.

Una volta posta la diagnosi, le possibilità di trattamento sono molteplici, tanto che oggi più del 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata sopravvive o convive con il cancro dopo 5 anni dalla diagnosi. Alcune forme indolenti possono anche solo tenute sotto osservazione senza nessuna terapia specifica immediata.

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che ha reso possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.

 

 

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