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E' il residuo minimo macroscopico di malattia ancora il goal da perseguire nella chirurgia primaria del carcinoma dell’ovaio?

L’articolo metanalizza 13 pubblicazioni su 12000 pazienti con carcinoma dell’ovaio per valutare come il residuo di malattia lasciato alla chirurgia primaria impatta sulla prognosi delle pazienti. Si conferma per l’ennesima volta un dato oramai noto: le pazienti in cui la malattia residua è macroscopicamente assente hanno una mediana di sopravvivenza di 70 mesi rispetto ai 40 delle pazienti con residuo di malattia > 1 cm. All’interno del gruppo di pazienti con residuo di malattia < 1 cm le pazienti con tumore 0.5 cm. Ma il dato più interessante è che le pazienti con residuo 1 cm, a significare che anche questo gruppo trae vantaggio dalla chirurgia primaria rispetto alle pazienti non operate completamente. Questa è l’ennesima metanalisi che conferma il ruolo decisivo della chirurgia primaria nel trattamento del carcinoma dell’ovaio. I gruppi prognostici che si definiscono rispetto al residuo sono le pazienti con malattia macroscopicamente pari a 0. Le pazienti con residuo < 0.5 cm, le pazienti con residuo < 1 cm. Questi 3 gruppi hanno sopravvivenze progressivamente inferiori all’aumentare del residuo di malattia, ma tutte comunque superiori al gruppo di pazienti con residuo sub ottimale > 1 cm e non operate.


Chiva LM, Castellanos T, Alonso S, Gonzalez-Martin A.

International Journal of Gynecological Cancer, April 4, 2016

Link all'abstract sul sito di PubMed

Minimal Macroscopic Residual Disease (0.1-1 cm). Is It Still a Surgical Goal in Advanced Ovarian Cancer?

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