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Sostenibilità Ssn. Benchmark europeo e nazionale per accesso a prestazioni, multicanalità e alleanza pubblico-privato. La ricetta di Rbm Salute Contenuto nell'archivio del 2016

Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di Rbm Salute: “In Italia, nel 2015, ogni nucleo familiare ha speso per cure sanitarie private circa 1.255 euro, i pazienti non conoscono il corretto tempo medio di attesa per ottenere una prestazione dal Ssn”. Rbm Salute ha ideato una linea di polizze sanitarie incentrate sulla protezione dei cittadini contro la lunghezza delle liste d’attesa nel Ssn e sull’accessibilità delle prestazioni extraospedaliere

Da Quotidianosanità.it del 29-3-2016

"Dopo la circolare emanata dal Ministero della Salute, restano quindi invariate le 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale che, come stabilito dallo stesso Decreto, rischiano di dover essere pagate integralmente dai pazienti. Il tutto mentre le liste di attesa del Ssn per i ricoveri programmati e per le prestazioni di alta diagnostica registrati nelle principali città italiane continuano a crescere". Un panorama, questo, definito "preoccupante" da Rbm Salute, e che "dovrebbe indurre gli addetti ai lavori ad una riflessione generale sulla sostenibilità del Ssn e i livelli di assistenza per i cittadini e che apre un’ importante prospettiva per lo sviluppo della sanità integrativa".

“Il vero problema è che l’offerta del mercato assicurativo fino ad oggi, in realtà, non ha risposto al bisogno di intermediazione della spesa privata dei cittadini prevalentemente concentrata nell’area extra ospedaliera ed odontoiatrica e, quindi, proprio nel medesimo ambito assistenziale nel quale si trovano le 203 prestazioni – sottolinea Marco Vecchietti, consigliere delegato di Rbm Salute – prese di mira dal Decreto Appropriatezza”.

Ma non basta: ”Non è solo un problema di innovazione dell’offerta assicurativa, c’è anche un problema di informazione dei cittadini. Nel Regno Unito, in Francia così come in diversi altri Paesi Europei i cittadini sono ben informati sui livelli effettivi di copertura del pilastro pubblico e possono, pertanto, identificare le Polizze Sanitarie più idonee a colmare il loro gap assistenziale. In Italia – prosegue Vecchietti – purtroppo il benchmark europeo e nazionale non è noto al cittadino e, quindi, nella maggior parte dei casi fino al momento effettivo del bisogno non è facile prendere coscienza di quale potrebbe essere lo strumento ideale con il quale integrare le coperture offerte dal Ssn. In quest’ottica servirebbe un’alleanza forte tra il settore assicurativo e le Istituzioni finalizzata a sviluppare le soluzioni più idonea a favorire l’intermediazione della spesa sanitaria privata out of pocket da parte delle Compagnie Assicurative riducendo i costi per le cure private che oggi gravano le famiglie italiane".

Per cercare di colmare questo gap, Rbm Salute ha ideato una linea di Polizze Sanitarie Individuali di "facile accessibilità" (senza questionario medico n.d.r.) incentrata sulla protezione dei cittadini contro la lunghezza delle liste d’attesa nel Ssn e sull’accessibilità delle prestazioni extraospedaliere.

”Siamo l’unica Compagnia a garantire all’assicurato il risarcimento pieno delle sue spese sanitarie presso le nostre strutture sanitarie convenzionate diffuse in tutta Italia – spiega Vecchietti – qualora la lista d’attesa del S.S.N. superi le 9 settimane di attesa. Lo scenario delineato dal decreto appropriatezza ci chiama ad un ruolo di ancora maggiore responsabilità sociale nei confronti dei cittadini offrendo con i nostri Piani Sanitari Individuali una soluzione alle maggiori difficoltà di fruizione in particolare delle prestazioni extra ospedaliere”.

Sul futuro della sanità integrativa e sul suo modello di sviluppo delle polizze sanitarie con l’avvento delle nuove tecnologie che permettono nuove diverse possibilità di contatto con il cliente, Vecchietti non ha dubbi e parla di multicanalità: “Se vogliamo arrivare in modo a tutti i cittadini, dando loro la possibilità di dotarsi di “una seconda gamba sanitaria”, attraverso i nostri Piani Sanitari Individuali credo sia fondamentale puntare sulla multicanalità; questo non vuol dire che le piattaforme web di preventivazione della propria Polizza Sanitaria debbano sostituire gli intermediari ma che gli intermediari dovranno modificare il loro approccio nei confronti della clientela. Saranno sempre di più i cittadini che utilizzeranno il web per costruire un Piano Sanitario su misura per le proprie esigenze , ma, al contempo, acquisirà sempre maggior rilievo la dimensione consulenziale del lavoro dell’intermediario anche perché, non dobbiamo dimenticarlo, una Polizza Sanitaria Individuale è in primo luogo un servizio al proprio cliente. In un ambito come quello sanitario in cui la fiducia è la leva fondamentale del rapporto con il cliente della vendita il rapporto umano rimane fondamentale. In altre parole – conclude – la tecnologia servirà sempre più per fare engagement, ma il ruolo dell’intermediario sarà sempre più centrale”.

 

 

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