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Tagli e risparmi, una costante Contenuto nell'archivio del 2016

A dieta dipendenti e farmaci convenzionati, cresce l'acquisto di beni

Da Il Sole24 ORE Sanità del 28-6-2016

Migliora la gestione sanitaria nel suo complesso. Merito di una «puntuale programmazione» ma anche di un'«efficace azione» di contrasto agli eccessi di spesa, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro. Ma restano ancora da mettere sotto controllo gli acquisti di beni e servizi e, soprattutto, il costante aumento della spesa per la medicina convenzionata e l'assistenza ospedaliera. Sono alcuni dei passaggi-chiave della memoria del procuratore generale Martino Colella nell'ambito del giudizio sul rendiconto generale dello Stato 2015 della Corte dei conti che mette sotto la lente d'ingrandimento anche i conti della sanità.

In generale i risultati finali di spesa si attestano su livelli abbastanza contenuti rappresentati da un'incidenza sul Prodotto interno lordi che i giudici contabili definiscono «costante»: 7% nel 2015 a fronte di un 7,1 nel 2013 e 2014. «E questo - spiega la memoria di Colella - malgrado l'evidente sforzo per contenere e razionalizzare l'utilizzo delle strutture e la spese per la farmaceutica convenzionata senza incidere, in maniera significativa, sull'offerta dei servizi assistenziali verso i quali, anzi, la programmazione è nel senso di un costante aggiornamento sistematico per la definizione di criteri e condizioni di appropriatezza».

Insomma, da un quinquennio si assiste a un «forte ridimensionamento della spesa e, purtroppo, degli investimenti». Ma secondo la Corte dei conti la struttura dell'offerta «non è stata stravolta» e, seppure diminuita in termini reali negli ultimi 5 anni del 10%, continua ad assicurare prestazioni in linea con i Paesi Ocse anche con punte di eccellenza.

 Il finanziamento del Ssn. Il Ssn è stato finanziato nel 2015 per 114,897 mld (erano 114,511 nel 2014 e 113,233 nel 2013) con un'incidenza procapite di 1.890 euro, leggermente superiore rispetto ai dodici mesi precedenti (1.884) con un avanzo di 346 mln. Un risultato positivo in linea con il trend dei due anni precedenti e lontanissimo dai disavanzi 2010 e 2011 (rispettivamente 2,196 e 1,262 mld).

Le spese delle Regioni. Secondo la Corte dei conti a fronte di un aumento dello 0,7% (329,39 milioni, in linea con il trend dello scorso anno) l'ente territoriale che ha fatto registrare un significativo aumento percentuale è stata la Provincia di Bolzano (+3,7%) ma su valori superiori alla media nazionale si sono attestate anche l'Umbria (1,6%), l'Emilia Romagna e il Lazio (entrambe 1,3%), la Provincia autonoma di Trento (1,2%) e la Campania (0,8%).

La spesa è rimasta pressoché invariata in Liguria e Basilicata mentre nella media nazionale si è posizionato il Veneto (+1%). Tutte le altre Regioni si sono attestate mediamente su valori oscillanti, tra i quali spicca il valore negativo («e quindi rimarchevole sotto un profilo di risparmio», annotano i magistrati contabili) del Molise (-3,5% che va ad aggiungersi al -5,7% dell'anno precedente»).

In valori assoluti la Lombardia rimane di gran lunga la Regione che gestisce il più alto volume di assistenza sanitaria in termini finanziari seguita, come di consueto, da Lazio, Campania, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia e Piemonte.

Il costo del personale. Per il presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, a partire dal 2010 il contenimento della spesa per i redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche «ha portato a una diminuzione in valori assoluti pari a 10 mld nel 2015 collocando l'Italia tra i Paesi europei con la più bassa incidenza tra costo del lavoro pubblico e prodotto interno lordo». I dipendenti della sanità non hanno fatto eccezione. Pur confermandosi secondi tra gli aggregati di spesa del Ssn, i costi delle risorse umane sono scesi di un ulteriore 0,5% a quota 34,61 mld (erano 34,779 nel 2014). I costi maggiori sono concentrati nell'ordine in Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Toscana.

L'acquisto di beni e altri servizi. Se il costo delle risorse umane scende, le spese per l'acquisto di beni salgono e di molto (8,1%, il doppio circa rispetto ai dodici mesi precedenti). Il totale dell'aggregato "beni e altri servizi" evidenzia un dato di consuntivo di 38,385 mld con un aumento, in valori assoluti, di circa 2,07 mld (+5,4% rispetto al +3,4 del 2013) rappresentando la voce di maggior peso sul comparto con un'incidenza percentuale del 33,2% (32,4% nel 2014). I volumi sono per lo più concentrati in Lombardia, Campania, Lazio e Veneto. Rispetto all'esercizio precente la Campania ha registrato un aumento delle spese del 10,7%, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (5,85%), Lombardia (5,7%), Veneto (4,8%), Umbria (4,2%) ed Emilia Romagna (3,5%) mentre in altre Regioni, come Lazio, Valle d'Aosta e Liguria, a un aumento dei beni si è registrato un calo per «altri servizi» soprattutto non sanitari.

 La spesa farmaceutica convenzionata. I magistrati contabili hanno registrato una spesa di 8,233 mld con un risparmio, rispetto all'anno precedente dell'1,9%. «In questo - sottolinea la Corte dei conti - è proseguito l'effetto di contenimento della spesa farmaceutica che nel 2014 aveva assorbito 8,390 mld (-2,6%) e che, in termini di incidenza sul comparto, conferma una lieve diminuzione passando dal 7,2 al 7,1%». I maggiori costi si sono evidenziati in Lombardia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia; i minori in Val d'Aosta, Bolzano e Molise.

Ospedali accreditati. Resta sostanzialmente stabile la spesa per l'assistenza ospedaliera accredita con un valore assoluto di 8,779 mld appena superiore a quella dell'anno precedente (8,712 mld). Lombardia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia insieme raggiungono il 66% del totale mentre gli aumenti più consistenti si registrano in Liguria (+6% dopo il +14,4% del 2014) e l'Abruzzo (+4,12).

Di Ernesto Diffidenti

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