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Troppi abusi nella libera circolazione UE dei professionisti sanitari

Segnalate 3.750 notifiche di cure inadeguate. Il problema è stata sollevato in un meeting organizzato dalla presidenza olandese in cui è stato evidenziato come alcune nazioni non hanno ancora messo in atto il sistema di notifica. Tra i temi trattati anche quello relativo alla Carta professionale europea che è partita quest’anno in via sperimentale per infermieri e fisioterapisti.

Da Quotidianosanità.it del 3-7-2016

Nella Comunità Europea è in vigore la libera circolazione dei professionisti della salute che deve ovviamente rispettare le regole comunitarie la cui osservanza è  sottoposta al sistema di vigilanza per la protezione della salute dei cittadini europei.
Tra le manifestazioni politiche organizzate nel corso del semestre della Presidenza del Consiglio Europeo, affidato all’Olanda sino al primo luglio di quest’anno, la ministra olandese della Salute, Welfare e Sport, Edith Schippers, ha ospitato martedì 28 giugno ad Amsterdam un meeting tra esperti e politici, per fare il punto su questo tema.  Tra le organizzazioni invitate la UEMO (Unione Europea dei Medici di Medicina Generale), rappresentata dal Presidente Aldo Lupo.
Scopo del meeting olandese è stato la salvaguardia della sicurezza dei cittadini europei nel caso che operatori sanitari, in qualche modo sanzionati nella loro nazione, si spostino in altri Stati membri per continuare a lavorare; sono stati individuate anche le modalità operative più idonee ad offrire supporto agli operatori “regolari” in modo che possano fornire prestazioni  della massima qualità.
Tra i temi trattati la “Carta Professionale Europea”, un nuovo metodo per riconoscere le qualifiche professionali, attualmente applicata in via sperimentale per alcune categorie (tra cui infermieri e fisioterapisti) con esclusione per il momento dei medici; sono stati anche definiti i meccanismi di allerta per notificare documentate pratiche professionali non ottimali agli altri Stati Membri.
La ministra Schippers ha riferito che dall’inizio del sistema di allerta, nello scorso gennaio, sono state registrate nell’Unione Europea 3.750 notifiche di cura inadeguata, provenienti da 12 Stati Membri tra cui l’Italia. Le notifiche riguardano casi di professionisti estromessi dai rispettivi albi professionali  o di restrizioni imposte alla pratica professionale dai rispettivi Ordini, Collegi e Associazioni, con decorrenza dal 18 gennaio 2016.

Edith Schippers si è dichiarata soddisfatta da questo inizio, anche se alcune nazioni non hanno ancora messo in atto il sistema di notifica. Questa mancanza prefigura uno scenario di possibile malpratica ancora più diffuso che deve essere monitorato e contrastato al più presto.

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