Notiziario AIOM

Fumo, alcol e obesità aprono le porte al tumore

Bari/”Cure primarie per il paziente oncologico”

Da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 22-11-2017

Dal tumore si può guarire. In ogni caso, una volta diagnosticato, si può convivere cronicizzandolo. La terapia oncologica oggi determina un grado di curabilità superiore a qualche anno fa, consentendo  alle persone colpite di avere una vita attiva e soddisfacente. Si è conclusa l’ottava edizione del congresso sulle «Cure primarie per il paziente onco-logico», organizzato a Bari da C.Lab Meeting- dove si sono riuniti medici, chirurghi, biologi e tecnici di laboratorio. Si è dimostrato come la prevenzione primaria, la lotta al tabagismo, la diffusione degli screening, il progressivo sviluppo e miglioramento  dei percorsi diagnostici e delle prospettive terapeutiche portino sempre di più ad una riduzione di nuovi  casi e globalmente ad un miglioramento nella sopravvivenza.

Ogni giorno 1000 persone, secondo lo studio Aiom-Airtum 2017, scoprono di avere un tumore. Pertanto continua ad essere rilevante la prevenzione primaria. Il fumo, l’alcol e l’eccesso di peso aumentano il rischio di ammalarsi. Quindi l’alimentazione assume un ruolo sempre più importante nella terapia integrativa oncologica. «La cellula tumorale è intelligente: con la chemio terapia si arresta momentaneamente e poi trova la via per riprendere a cascata». Il professor Nicola Marmo, responsabile del reparto oncologico dell’Ospedale San Paolo di Bari, afferma che «tra qualche anno la tradizionale chemio non ci sarà più e sarà sostituita anche dalla terapia che agisce sul sistema immunitario, deputato a difendere l’organismo dalle aggressioni esterne. Quest’ultima non “parla” alla singola cellula tumorale ma al sistema immunitario».

Tale strategia terapeutica ha già dato grandi vantaggi nella lotta a malattie poco curabili come i melanomi, i tumori renali, polmonari e uroteliali. Conoscere la genetica è fondamentale per controlli mirati. Il test genetico è fondamentale. Altro aspetto da non trascurare è la disparità di accesso alle cure.
Eugenio Maiorano, primario dell’Istituto di Anatomia patologica del Policlinico di Bari, spiega che «nonostante sia un dato eterogeneo, ci sono dei dati evidenti che manifestano una più elevata incidenza di neoplasie maligne nella popolazione immigrata».