Notiziario AIOM

La rivoluzione It investe la Sanità delle Regioni manager pronti alla sfida

Rapporto tecnologia

Da la Repubblica AFFARI&FINANZA del 23-10-2017

Le Regioni italiane e i rispettivi contesti socio-sanitari sono al centro di importanti processi di trasformazione, che avranno impatti sia nel breve sia nel lungo termine e che obbligano i vertici delle strutture amministrative ad affrontare sfide inedite, in particolare quelle legate all’innovazione digitale. Cambiano in modo organico i modelli della sanità, si assiste a una revisione dei presidi ospedalieri e dei processi di presa in carico dei pazienti ed è in atto una forte azione di centralizzazione dei processi IT a livello regionale.

Tutte evoluzioni strategiche che secondo l’Osservatorio eHealth Lab promosso dall’Associazione italiana sistemi informativi in sanità (Aisis) con il contributo di NetConsulting cube, che sarà presentato ufficialmente al Life Tech Forum in programma a Venezia il 26 e il 27 ottobre, cambieranno pelle alle strutture socio-sanitarie, modificando gli equilibri delle competenze necessarie, dell’utilizzo di tecnologie e delle responsabilità manageriali.

Fortunatamente, rileva il report, i chief information officer della sanità italiana appaiono pienamente consapevoli di questa fase chiave e sono pronti a mettersi in gioco per governare la trasformazione. Lo dimostra il fatto che l’importanza delle competenze per la governance e la reingegnerizzazione dei processi, per la gestione del change management e per la digital transformation sia segnalata da un numero di cio decisamente superiore alla maggioranza, con quote che arrivano rispettivamente fino al 79% e al 62% nei primi due casi. Interessante anche notare che i responsabili intervistati dall’eHealth Lab indicano le nuove tecnologie come decisive per la sostenibilità dei sistemi regionali.

Non a caso proprio il tandem tecnologia-sostenibilità sarà al centro del Life Tech Forum, che dopo l’edizione 2016 di Genova sbarca quest’anno a Venezia: «Abbiamo scelto il Veneto perché ha affrontato importanti cambiamenti strutturali, accorpando in maniera significativa il numero delle aziende sanitarie locali e creando l’Azienda Zero per definire tutta una serie di linee programmatiche e strategiche di indirizzo — spiega Annamaria Di Ruscio, amministratore delegato di NetConsulting Cube — Discuteremo dei diversi aspetti della parola innovazione, dei modelli organizzativi e dei sistemi di procurement che favoriscono il trasferimento tecnologico nella sanità. Ma anche di percorsi terapeutici e farmacologici innovativi, oltre che delle soluzioni tecnologiche disponibili per la cura da remoto del paziente o la gestione delle informazioni. Gli esperti delle istituzioni europee e internazionali ci aiuteranno inoltre a capire quali siano le forme di finanziamento disponibili in Europa, nonché le metriche e gli indicatori utili per finanziare ed acquistare innovazione».

Stando all’identikit tracciato dall’eHealth Lab, il responsabile tipo dei sistemi informativi in sanità ha oggi un’età media di 53 anni, un rapporto diretto con il direttore amministrativo o generale e sa di essere importante per il futuro della sanità. Motivo quest’ultimo che spinge i cio ad aspettarsi una collocazione gerarchica in un ruolo di rilievo, che consenta loro di guidare a pieni poteri la trasformazione digitale, e un maggior coinvolgimento nei processi di evoluzione 4.0 del sistema sanitario. Il loro focus digitale è oggi sulle piattaforme di gestione dei percorsi di diagnostica, terapia e assistenza (Pdta), dei pazienti e della comunicazione.

Big data, cloud, stampa 3D, intelligenza artificiale e robotica sono invece ambiti ancora in fase embrionale che, tuttavia, spinti dalla sensibilità dei cio e dal contesto generale di evoluzione tecnologica, potrebbero uscire dal pancione delle idee prima del previsto. Sotto questo punto di vista e non solo, aggiunge l’Osservatorio, un confronto con le startup aiuterebbe a intercettare i trend innovativi. «L’appuntamento di Venezia sarà l’occasione per capire come creare degli ecosistemi che, unendo diversi interlocutori, dalle istituzioni agli enti pubblici passando per università, aziende e fornitoti digitali, siano in grado di generare valore aggiunto e spinta alla trasformazione del sistema sanitario in Italia».

(a.fr.)