Notiziario AIOM

L’intervista a Betarice Lorenzin. ‘Vaccini, obbligo legittimo. E serve in tutte le regioni’

Respinti i ricorsi del Veneto, il ministro della Salute: tuteliamo i nostri bambini.
“Zaia protesta ancora? Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”

Da Il Messaggero del 23-11-2017

Tutti respinti i ricorsi della Regione Veneto contro l’obbligatorietà dei vaccini per iscriversi a scuola da O a 16 anni. Così ha deciso la Corte Costituzionale. Le questioni arrivate sui tavoli dei giudici sono state considerate non fondate. Poiché la scelta di proteggere i bambini «mira a tutelare la salute individuale e collettiva fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie». La mancata vaccinazione, comunque, non vorrà dire esclusione degli alunni da scuola. «Verranno inseriti – specifica la Consulta – in classi in cui gli altri sono vaccinati».

I ricorsi sottoposti alla Corte Costituzionale non mettevano in discussione l’efficacia dell’immunizzazione ma la loro obbligatorietà sospesa dal Veneto con una legge del 2007. Che aveva introdotto un sistema di prevenzione delle malattie infettive basato solo sulla persuasione. Questa sentenza potrebbe chiudere il capitolo giudiziario che si è trascinato dietro il decreto. Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, non nasconde il suo entusiasmo.

Ha mai avuto dubbi stilla decisione della Corte?

«Sinceramente no. Nessun timore. Il testo è stato redatto secondo tutti i profili di costituzionalità. Ricordiamo che l’obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola è decaduto nel 1999. Dal ’67 era indispensabile per sedersi al banco. Quella legge è stata ripresa e aggiornata».

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha detto che «dal modello fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie si è passati alla coercizione». Lei che cosa risponde?

«Che errare è umano ma perseverare è diabolico».

Solo questo? Il Veneto, per esempio, lamentava la lesione del diritto individuale alla salute

«I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti. Deve essere chiaro: il decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità. Il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà dei vaccini “si giustifica alla luce del contesto attuale” hanno spiegato i giudici».

Durante questi mesi lei ha parlato con Luca Zaia?

«Direi che non mi è capitato»

Quindi questo è uno di quei casi in cui l’autonomia regionale in materia di sanità non esiste, vero?

«I virus, come si sa, non hanno confini né bandiere. Viaggiano con estrema facilità, passano da bambino a bambino. E, come abbiamo visto negli ultimi tempi con il morbillo, anche tra gli adulti. Come si fa a ragionare in termini regionali davanti a simili dati di fatto? Per essere certi di tutelare i più piccoli dobbiamo arrivare all’immunità di gregge. Da Nord a Sud senza differenze»

Le associazioni “No Vax” dicono che «non arretreranno»…

«Facciano come credono ma siamo arrivati alla fine di questa vicenda. Adesso non ci sono più appigli di tipo legislativo giuridico per coloro che sono contrari alle vaccinazioni. Sono contenta per le famiglie venete e italiane che hanno davanti a loro una situazione molto più chiara. Non penso proprio che ci siano margini di manovra. La stessa Corte Costituzionale ha dichiarato che la scelta dell’obbligo “spetta al legislatore nazionale”. Al Parlamento».

E possibile la disobbedienza civile…

«Sulla pelle dei bambini?»

Le famiglie che diranno ancora “no” che devono aspettarsi?

«La legge di conversione ha modificato il decreto legge riducendo sensibilmente le sanzioni amministrative pecuniarie. E prevedendo in ogni caso che vengano chiamate dalla Asl per un colloquio capace di favorire l’adesione».

Lei parla del diritto dei più piccoli di essere vaccinati, le associazioni che negano la validità della protezione rivendicano il diritto a non immunizzarsi. Ma il diritto, come sempre, è uno solo

«La storia recente ci dimostra che se si abbassa il livello di attenzione le vaccinazioni si riducono e tornano anche le malattie che erano scomparse. Il diritto è solo quello di tutelare tutti. Anche i bambini sotto i tre mesi ancora non protetti e quelli immunodepressi. Un diritto costituzionale alla salute»

Da anni molte questioni legate alla salute pubblica, pensiamo alla vicenda Stamina o alla legge sulla fecondazione assistita smontata dalle sentenze, sono state risolte da un giudice. Questa volta medicina e giustizia sembrano aver dialogato. Che ne pensa?

«Abbiamo lavorato per arrivare a questo dialogo. La creazione di albi di esperti ci ha permesso di trovare un autentico canale di comunicazione tra salute pubblica e diritto. Questi due mondi possono capirsi senza che nessuno perda le proprie specificità».

Carla Massi