Notiziario AIOM

L’Italia non fa figli: meno 100 mila. Il caso bonus bebè

I dati Istat: il primo parto avviene dopo i 32 anni. Dentro il matrimonio il 70% delle nascite

Da CORRIERE DELLA SERA del 29-11-2017

Meno 107.142 neonati. Persi in otto anni. Tutti italiani. Neanche mezzo milione di bambini nati nel 2016 (473.438), di cui oltre centomila hanno almeno un genitore straniero. L’Italia non è un Paese con figli. Non aiuta le donne, non aiuta le famiglie e quindi nascono meno bambini. E quei pochi che arrivano sono destinati ad essere figli unici con mamma e papà non più giovanissimi. Impietosa ancora una volta la fotografia del nostro Paese fatta dall’Istat nella sua analisi sulla «Natalità e fecondità della popolazione residente». Un calcolo che ha rilevato le nascite nel nostro Paese dal 2008 al 2016 e che evidenzia una curva sempre più in discesa. Anche quella dei bimbi nati da genitori stranieri: 70 mila lo scorso anno, erano oltre 78 mila appena 6 anni fa.

«Le donne italiane in età riproduttiva — spiega l’analisi — sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad aver figli». Una scelta? Solo per pochissime, evidenzia l’Istat: «L’incidenza più alta delle donne che dichiarano che l’avere figli non rientra nel proprio progetto di vita si registra tra le 40-44enni (2,8%) e tra le più giovani (2,3% per le 18-24enni)». Si tratta però di «un fenomeno molto contenuto nel nostro Paese» dove «a determinare l’aumento della quota di donne senza figli sono più gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei progetti familiari».

Colpa soprattutto della crisi economica, da cui tutto è partito, ma non solo. Adele Menniti, dell’Istituto di ricerche sulle popolazioni (Irpps) del Cnr: «L’Italia ha un problema di conciliazione della vita lavorativa con la genitorialità, mancano politiche di sostegno, strutture, ma anche un aiuto maggiore da parte del partner e una cultura più baby friendly: se si uniscono tutti questi tasselli si spiegano le difficoltà, oltre alle politiche bisogna sradicare una cultura, è un’impresa difficile».

Si esce più tardi di casa («difficoltà per i giovani nell’ingresso del mondo del lavoro e la diffusa instabilità del lavoro stesso, difficoltà nel mercato delle abitazioni»…), ci si sposa molto meno e in età più adulta e il primo figlio nasce sempre più tardi.

I dati: dal 2008 al 2014 i matrimoni sono passati da 246.613 a 189.765. Sono risaliti solo negli ultimi anni fino a superare le 200 mila celebrazioni nel 2016 (203.258). Ma sale anche l’età media delle nozze: 34,9 per gli uomini, 31,9 per le donne. Quindi si diventa genitori più tardi: «Primi figli passati dai 283.922 del 2008 ai 227.412 del 2016». Ma, secondo l’lstat, in Italia ancora il 70% delle nascite è all’interno del matrimonio. Sono in crescita però i nati da genitori non sposati: 141.757 nel 2016, oltre duemila in più rispetto all’anno prima. «Il loro peso relativo è più che triplicato rispetto al 1995 e raggiunge il 29% nel 2016». Anche sui figli ci sono poi «due Italie» con donne senza bambini al Nord (1 su 4) e al Centro (1 su 5) e 1 su 3 con un solo figlio. Diversa la situazione al Sud, dove, pur in aumento le donne senza figli, «il modello con due bambini resta maggioritario: 57,1% al Sud e 55,1% nelle Isole».

E gli stranieri? Hanno avuto più figli degli italiani ma meno rispetto agli anni scorsi: poco più di 100 mila nel 2016. Sofia e Francesco anche nel 2016 sono stati i nomi più scelti dagli italiani, seguiti da Alessandro e Aurora. Sofia è piaciuto anche per le bimbe straniere, seguito da Sara, mentre per i maschietti Adam e Rayan hanno preceduto Youssef e David.

Claudia Voltattorni