Notiziario AIOM

Per prima volta una donna presidente oncologi

Stefania Gori, 8 obiettivi e un messaggio da lanciare a donne

Da ANSA.it del 28-10-2017

Si chiama Stefania Gori ed e’ la prima presidente donna degli oncologi italiani. Responsabile dell’Oncologia dell’Ospedale Sacro cuore di Negrar (Verona), da oggi sara’ a capo dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che conta circa 3mila professionisti iscritti ed ha una storia di 44 anni. Una prima presidente donna, proclamata oggi ufficialmente al XIX Congresso nazionale Aiom in corso a Roma, che per il prossimo biennio del suo mandato si pone 8 obiettivi prioritari ed un messaggio chiaro e di incoraggiamento da rivolgere alle colleghe donne. ‘Sono tanti i passi avanti fatti in questi anni dall’oncologia – afferma Gori – e tante le nuove problematiche, a partire dalla sostenibilita’ economica per l’arrivo di farmaci sempre piu’ innovativi’. Tanto e’ stato fatto, rileva, ma tanto ci sara’ da fare. Otto sono pero’ gli obiettivi prioritari nell’agenda della prima presidente Aiom: ‘La riduzione del carico della malattia tumorale, puntando ad un accesso sempre piu’ ampio alle nuove terapie per tutti i pazienti su tutto il territorio. Punto poi ad un maggiore confronto con le istituzioni sanitarie; ad identificare in modo sempre piu’ chiaro il profilo dell’oncologo medico; a rafforzare la posizione dell’oncologia nel Sistema sanitario nazionale’. Ed ancora: ‘Credo sia fondamentale – sottolinea – anche supportare la ricerca oncologica no-profit ed assicurare una maggiore informazione ai cittadini. Nella mia agenda altro obiettivo e’ inoltre realizzare una maggiore collaborazione con le altre societa’ scientifiche ed intensificare i rapporti tra le realta’ Aiom a livello regionale e centrale’. Ma cosa significa essere la prima donna a presiedere l’associazione? ‘Le oncologhe nell’Aiom sono oltre mille – afferma – eppure e’ la prima volta che una donna diventa presidente.

E’ un fatto significativo, legato alla constatazione che il mondo dell’oncologia italiano e’ stato da sempre all’insegna di un certo maschilismo, ed anche oggi sono tante le oncologhe ma pochissime quelle con ruoli dirigenziali’. Il messaggio, sottolinea, ‘e’ dunque quello di incitare le donne a concorrere ed aspirare anche a ruoli di maggiore responsabilita’, perche’ hanno le competenze e le capacita’ necessarie. Serve una grande tenacia, ma soprattutto e’ necessario crederci’. Infatti, rileva, ‘spesso il problema e’ piu’ delle donne che degli uomini: di come ci poniamo nei confronti della carriera, sentendoci in vari casi ‘inadeguate”. C’e’ poi il ‘freno’ della famiglia e dei figli: ‘Molto spesso si pensa che siano incompatibili con un percorso lavorativo di

responsabilita’. Ma non e’ necessariamente cosi”. Quello che serve davvero, conclude Gori, ‘ed a cui dobbiamo mirare, e’ un profondo cambiamento di mentalita”. (ANSA).