Notiziario AIOM

Ripiano spesa farmaceutica, revisione al ribasso dell’Aifa

Soluzione a breve sul pay-back tra 2013 e 2015

Da Il Sole24 ORE del 20-09-2017

Si chiuderà al ribasso e al più tardi entro un paio di mesi, per le industrie farmaceutiche, lo spinoso capitolo in sospeso del pay-back 2013-15, una partita che vale 1,5 miliardi di cui circa 600 milioni non sono ancora stati pagati dalle imprese allo Stato come oneri per il ripianamento dello sfondamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera in quegli anni.

Cifre che saranno ridimensionate dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dopo un lungo processo di verifica e dialogo con industrie, ministeri e regioni sulla correttezza dei dati trasmessi. A preannunciarlo è il direttore generale dell’Aifa Mario Melazzini. «È stata fatta una revisione – spiega – con una proiezione che in questa fase di elaborazione finale non corrisponde esattamente a quella cifra. Ma sicuramente sarà più bassa. Abbiamo fatto tutte le verifiche per la certezza del dato, con i passaggi tecnici necessari, un lavoro certosino. E ora restano i tempi della pratica amministrativa che è nelle mani dell’Avvocatura dello Stato. Una volta finalizzato il documento che porterà alla transazione, mi auguro che si chiuda entro l’anno».

La mancata certezza sui flussi dei dati di spesa 2013-15 aveva causato un contenzioso amministrativo tra industrie e Aifa a colpi di ricorsi al Tar bloccando pagamenti e budget sanitari delle regioni. Ma anche lasciando nell’impasse la definizione di nuove misure di governance della spesa farmaceutica, che dovrebbero trovare nella prossima legge di bilancio il contenitore più adatto. «Una nuova governance – aggiunge Melazzini – indispensabile per garantire sempre più la sostenibilità della spesa e renderla più efficiente. Ma che non potrà fare a meno del pay-back come strumento di verifica e incentivo all’uso appropriato dei farmaci. Anche se il sistema in generale sarà rimodulato su altri aspetti».

Per l’industria del Pharma – che in Italia ha una produzione di 30 miliardi in crescita del 6,3% nei primi sei mesi del 2017 – il pay back sarebbe ormai un meccanismo da superare. Dando nuove regole e certezze alle imprese: «Crediamo che la nuova governance sia necessaria. Perché quella attuale non regge più- sottolinea il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi – tra sforamenti faraonici e tetti della spesa non congrui rispetto alle esigenze reali. Meccanismi che hanno di fatto introdotto nuovi oneri, ormai insostenibili per le imprese. Di questo oggi sono tutti consapevoli».

Una volta ottenuta la chiusura tombale dei ricorsi in tema di pay-back e fatta rapidamente luce anche sul 2016 e 2017, il confronto tra Governo, Regioni e industria potrà quindi ripartire in vista della prossima legge di Bilancio per il 2018, che sicuramente non potrà risolvere tutti i problemi ma contenere qualche novità sì.

«La misura più realistica che ci aspettiamo – conclude il presidente di Farmindustria – visti i notevoli sforzi messi in campo sui fondi per i farmaci innovativi è che eventuali risorse non spese siano reimpiegate nella farmaceutica, senza dirottarle verso altri capitoli. E questo sarebbe già un buon risultato. E poi bisogna per forza di cose semplificare il sistema. Perché quello dei budget è ormai iniquo nei confronti delle aziende. Il pay-back dovrebbe essere una misura straordinaria di controllo della spesa farmaceutica e non strutturale».

Sulla stessa linea Assogenerici. Anche per i produttori delle pillole no-logo (3 miliardi di fatturato) l’ago della bilancia è il pay-back: «I nostri colleghi all’estero ci guardano come alieni – dichiara Enrique Häusermann, presidente Assogenerici – quando tentiamo di spiegare loro il nostro sistema. Nelle attuali condizioni rischiamo di non essere più in grado di garantire quella concorrenza fondamentale per la sostenibilità del Ssn».

Di Rosanna Magnano