Notiziario AIOM

Spending review. La relazione di Gutgeld: “Identificate 32 aziende ospedaliere in rosso. Dal 2018 controlli estesi a tutte le Asl”

Ribadito l’obiettivo del Patto per la Salute 2014: 10 miliardi da risparmiare e reinvestire.

Il commissario alla revisione della spesa lo ha spiegato durante la presentazione del primo rapporto sulla spending review, alla quale hanno preso parte il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan. Gli altri punti riguardanti la sanità affrontati nel documento sono l’aggregazione della spesa e la diffusione delle migliori pratiche nelle aziende sanitarie in materie di logistica, informatica e gestione delle risorse umane

Da Quotidianosanità.it del 20-6-2017

“Nella prima fase dei piani di efficientamento delle strutture ospedaliere, che ha riguardato le sole aziende ospedaliere (che sono tipicamente le strutture ospedaliere più grandi), sono state identificate complessivamente 32 strutture deficitarie. Dal 2018 è prevista l’estensione della misura a tutte le strutture comprese quelle facenti parte di aziende sanitarie locali”. Ad annunciarlo è stato il commissario alla revisione della spesa, Yoram Gutgeld, durante la presentazione del primo rapporto sulla spending review, alla quale hanno preso parte il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan.

Nel rapporto si ricorda come il percorso di efficientamento delle strutture ospedaliere sia stato strutturato in quattro fasi:
1) Ricalcolo della performance economica delle strutture con criteri standardizzati per tutte le regioni e che riflettono la reale produzione delle prestazioni;
2) Individuazione delle strutture con performance economiche/o cliniche insoddisfacenti. Per quanto riguarda la performance economica è stata determinata una soglia di disavanzo tra i costi ed i ricavi (derivanti dalla remunerazione delle attività da parte del Servizio sanitario regionale) pari o superiore al 5% dei medesimi ricavi o pari, in valore assoluto, ad almeno 5 milioni di euro;
3) Redazione da parte delle regioni di piani di azione per le singole strutture identificate che prevedono il rientro dei parametri deficitari entro 3 anni, con la possibilità di avvalersi dell’affiancamento di esperti scelti da Agenas;
4) Monitoraggio trimestrale dell’esecuzione dei piani.

“In accordo con il Ministero della Salute, la strategia per la revisione della spesa nel settore della sanità, il servizio pubblico a maggior intensità di risorse, è stata quella di realizzare gli interventi previsti nel patto per la salute. L’accordo siglato nel 2014 – si legge – ha identificato un potenziale di efficientamento di 10 miliardi da reinvestire nell’ ammodernamento e ampliamento dei servizi sanitari”.

Oltre alle Aziende ospedaliere, l’attività di revisione si è poi articolata su altre due linee d’azione.

Aggregazione degli acquisti. “Questo intervento riguarda tutti i comparti della pubblica amministrazione, ma nella sua fase iniziale ha coinvolto in particolare il comparto della sanità che rappresenta oltre l’80% del valore degli acquisti soggetti all’obbligo di aggregazione attraverso il Tavolo dei soggetti aggregatori”.

Diffusione e coordinamento delle migliori pratiche nelle aziende sanitarie in materie di logistica, informatica e gestione delle risorse umane, da avviare attraverso un tavolo tecnico con la partecipazione delle regioni e del Ministero della Salute. “L’obiettivo è quello di estendere a questi processi fondamentali per la gestione delle aziende sanitarie il meccanismo del tavolo tecnico che ha avuto successo per la gestione degli acquisti”.