Notiziario AIOM

Terra dei fuochi al primo test

Check su 12 carcinomi. Esiti nella media italiana ma i peggiori d’Europa

Da Il Sole24 ORE Sanità del 30-5-2017

In Campania i bambini si ammalano di tumore come altrove in Italia? Così pare. Ma il 24% di loro, per curarsi va fuori dalla propria Regione, soprattutto se vive lontano dai grandi ospedali napoletani che comunque raccolgono il 67% dei ricoveri. L’incidenza dei tumori infantili in Campania è di 164 su un milione, Lancet Oncology aveva indicato nel 2010 come media mondiale, inclusi dunque i paesi messi peggio di tutti, una cifra intorno ai 140 casi per milione. Ma sono dati in linea con la media nazionale, anzi leggermente inferiori.

Sono gli attesissimi primi dati sull’incidenza tumorale sulla Terra dei fuochi presentati nei giorni scorsi in Regione Campania. Un risultato che delude chi si aspettava numeri diversi, perché da anni la popolazione locale si batte per la bonifica dei terreni utilizzati dalla camorra per sotterrare veleni, rifiuti tossici di ogni genere. Veleni da rimuovere, senza se e senza ma. Ma bisogna stare a quello che dice il report che si riferisce alla situazione che va dal 2008 al 2012, e ha messo sotto la lente la salute dei residenti da 0a 19 anni. Un lavoro certosino messo a punto dalla squadra di specialisti del registro pediatrico, coordinati dal pediatra Francesco Vetrano. Una filiera di ricerca svolta complessivamente dall’azienda ospedaliera Santobono, dall’Istituto Pascale e dall’università di Napoli. Il prossimo passo sarà l’esame sui dati 2013 per poi passare alla situazione del 2014. A presentare il registro il governatore Vincenzo De Luca col consigliere per la Sanità, Enrico Coscioni.

I dati. Il registro tumori specializzato dell’età infantile della Campania è quello con la più ampia base di popolazione a livello nazionale. La Terra dei fuochi in particolare comprende 90 Comuni: 56 nel napoletano e 34 nel casertano. Per un totale di 721mila ragazzi sotto i 19 anni. A Napoli e Provincia, sono stati registrati i tassi più bassi di tumore maligno (287 casi per milione/anno), Salerno, invece, la provincia più colpita (307,3 casi). «Sulla Terra dei fuochi, in particolare, non c’è nessuno scostamento statistico – ha sottolineato De Luca – rispetto a dati nazionali e al resto della Campania, spero che i mezzi d’informazione diano a questo almeno la metà dello spazio che dedicano al gossip». «Mi sembra un dato importante – ha spiegato il governatore – perché trasmette serenità a cittadini e famiglie». Parole che hanno fatto storcere il naso a molti, visto che stiamo dicendo che l’Italia è al top per l’incidenza tumorale in Italia. La Campania non sta peggio? Non ci conforta, perché va invertita la rotta. A Napoli e ovunque nel Paese.

Esame su 1,2 milioni di bambini. Il registro campano è frutto di un lavoro di cesello, storia per storia, caso per caso. Ogni bambino, la sua storia clinica, i ricoveri, il contesto, tutto passato al setaccio. Sono oltre 1 milione e 200mila i giovanissimi campani fino a 19 anni: le nuove diagnosi di tumore maligno nel periodo esaminato sono state in totale 1.324. Di cui 786 hanno riguardato bambini 0-14 anni e 538 hanno colpito adolescenti da 15 a 19 anni.

I tumori maligni nell’infanzia e adolescenza sono il 2% del totale e hanno caratteristiche peculiari rispetto a quelli che si riscontrano nell’età adulta. Tra i vari tipi di carcinomi pediatrici, quelli epiteliali maligni negli adolescenti sono risultati più alti della media nazionale. E si tratta di tumori della tiroide (circa 22 nuove diagnosi all’anno), con un eccesso d’incidenza statisticamente significativo (+7 casi all’anno rispetto a quanto atteso). Mentre non sono state rilevate differenze significative nella distribuzione territoriale (analisi sulle 5 province).

«Si tratta – spiega la Regione -di tumori che presentano in questa fascia di età una buona prognosi e hanno mostrato nelle ultime decadi, a livello internazionale, un trend in forte aumento. Tale fenomeno, che in Campania non ha fatto registrare alcun decesso nei cinque armi di osservazione, è attualmente oggetto di specifico approfondimento».

Le stime di incidenza oncologica in Campania, quindi, sono allineate a quelle dei Paesi dell’Europa meridionale, che nel panorama internazionale, sottolinea la Regione Campania «risultano comunque essere le più elevate».

Rispetto alle principali classi di diagnosi, in entrambe le fasce di età, non sono stati osservati scostamenti statisticamente significativi rispetto al dato nazionale, con la sola eccezione di quanto osservato nei tumori epiteliali maligni degli adolescenti.

Mortalità. Nei cinque anni esaminati sono morti 206 giovanissimi, con un tasso di mortalità leggermente più basso del valore nazionale (2,7 vs 2,9 nazionale). Da un’analisi geografica, non sono state rilevate differenze significative dalla media regionale in tutte le cinque province della Regione.

Focus Terra dei fuochi. Lo studio dei tumori nell’area “Tersa dei fuochi” – analisi condotte per l’insieme dei 90 comuni riconosciuti dalle direttive interministeriali e per tenitorio delle quattro Asl di afferenza – ha evidenziato tassi d’incidenza in linea con i dati nazionali e con il resto dei comuni campani non inclusi nell’area.

Anche i dati di mortalità per causa oncologica non hanno evidenziato differenze significative rispetto ai dati nazionali e regionali (confronto con l’intera Regione Campania e con l’insieme dei comuni non compresi nella Terra dei fuochi). In totale nella Regione ci sono 551 comuni.

Ma Vetrano, che ha curato ogni elemento della ricerca ha spiegato che «Pur estremamente importanti, perché finalmente introducono un elemento di conoscenza basato su metodi riconosciuti e validati a livello internazionale dell’incidenza oncologica nel suo complesso, necessitano, per la comprensione più profonda del fenomeno, di analisi aggiuntive basate su studi descrittivi di maggiore dettaglio e studi analitici che integrino i dati raccolti dal Registro con misure di esposizione ambientale».

Gli impegni futuri. La Regione Campania ha puntualizzato che «In considerazione della rarità dei tumori infantili, dell’estensione e della complessità del territorio campano e della necessità di garantire una sorveglianza continua e uniforme dell’andamento della patologia oncologica in età pediatrica e adolescenziale su tutto il territorio campano, il Registro sta provvedendo a:

  • completare, entro la fine dell’anno, il biennio d’incidenza 2013-14;
  • realizzare analisi di maggiore dettaglio e con differenti tecniche statistiche, riguardanti la distribuzione subprovinciale dell’incidenza e della mortalità per tipologia di tumore, genere ed età di esordio, con il limite riconosciuto ai fenomeni rari, caratterizzati da bassa numerosità della casistica,
  • fornire una analisi del rischio d’incidenza e mortalità che tenga conto del disagio socio-economico delle famiglie, in relazione al territorio di residenza;
  • garantire il massimo supporto alla pianificazione sanitaria regionale (es. percorsi assistenziali, analisi dei fabbisogni e della mobilità extraregionale per cause oncologiche) e collaborazione con i registri tumori di popolazione della Regione Campania all’interno della Rete di registrazione oncologica regionale;
  • promuovere nuove collaborazioni con i clinici, gli organismi istituzionali, gli istituti scientifici, le associazioni e i portatori d’interesse, finalizzate a migliorare la qualità delle cure e la comprensione del fenomeno oncologico in età pediatrica e adolescenziale nella nostra Regione».

Di Lucilla Vazza