Notiziario AIOM

Tumori, a Milano creato il registro dei malati cinesi

Partito da un anno il progetto ‘Linkage’.

Sono 42 i malati oncologici cinesi iscritti al Registro creato dall’Istituto nazionale tumori di Milano e finanziato dall’Associazione italiana di oncologia medica. L’idea è quella di allargare il progetto a tutta Italia in modo da consentire l’analisi delle caratteristiche e del tipo di patologie tipiche della popolazione

Da Rai News del 28-6-2017

Si chiama ‘Linkage’ il progetto lanciato dal’Istituto nazionale tumori di Milano e dedicato ai malati di cancro cinesi che risiedono in città. Attivo da un anno, il Registro dei pazienti cinesi affetti da tumori conta oggi 42 iscritti: in 26 hanno deciso di aderire al protocollo di cura perché seguiti proprio dai medici dell’istituto, mentre gli altri sono in cura in altri centri lombardi. Il padre del progetto, il dottor Giuseppe Procopio, lancia un appello affinché il Registro – finanziato dall’Aiom-Associazione italiana di oncologia medica – venga allargato a tutta Italia “per un più rapido ampliamento”.

Estendere il progetto a tutta Italia A Milano c’è la più grande comunità cinese italiana, che conta 35mila dei 334mila presenti nel nostro paese. Il Registro dell’istituto milanese raccoglie i dati demografici, di diagnosi e trattamento dei tumori e di follow-up. Procopio sottolinea come l’obiettivo sia quello di “arrivare a un numero di pazienti tale da consentire l’analisi delle caratteristiche e del tipo di patologie tipiche di una popolazione che ha una propria identità culturale e la mantiene anche nel nostro Paese”. Il martedì e il giovedì, uno sportello dell’Istituto nazionale tumori è aperto ad accogliere i cinesi che volessero aderire al progetto. Operatori sanitari e pazienti sono, inoltre, assistiti e supportati anche da una mediatrice culturale.

Per un percorso diagnostico e terapeutico che aiuti la comunità “Linkage è un progetto in cui Aiom crede molto – ha affermato Carmine Pinto, presidente dell’Associazione – lavoreremo per rifinanziarlo anche per quest’anno”, perché “permette di fornire informazioni importanti a una comunità numerosa che può avere difficoltà di comunicazione, che devono essere abbattute per consentire il miglior percorso diagnostico e terapeutico”.

L’importanza della comunicazione medico-paziente L’Int è “il primo istituto oncologico in ad avere sperimentato un servizio così strutturato, con una reperibilità telefonica dedicata e una ricerca attiva dei pazienti cinesi con eventuali difficoltà linguistiche e di comunicazione”, ha affermato Enzo Lucchini, presidente dell’Istituto. Anche la Regione Lombardia crede nell’importanza della comunicazione tra medico e paziente, “alla base di ogni percorso di cura”, come sottolinea l’assessore al Welfare Giulio Gallera: “Il progetto sperimentale proposto dall’Istituto nazionale tumori è molto interessante perché, oltre ad abbattere le barriere linguistiche in ambito sanitario nei confronti della comunità cinese a Milano, migliorandone i percorsi assistenziali, ci permette di disegnare un quadro epidemiologico più ampio rispetto alle malattie oncologiche”.

La collaborazione con il consolato cinese
Ad apprezzare il progetto è anche Guan Haibo, console di Scienze e Tecnologia, Cultura e Istruzione del Consolato cinese a Milano: “A Milano è presente una comunità cinese ben radicata per motivi di lavoro e di studio, e il Consolato generale cinese è da sempre impegnato a fornire la migliore assistenza sia nell’ambito della salute sia in quello della sicurezza”, e auspica che “la collaborazione dell’Int con l’Associazione Alumni della Zhejiang University possa contribuire a mantenere alta l’attenzione sulle patologie oncologiche dei cittadini cinesi, sia dal punto di vista della prevenzione che della cura”.

Di cosa soffre la popolazione cinese
La popolazione cinese soffre soprattutto di malattie epatiche, che, secondo l’Int, colpiscono 300 milioni di individui. Secondo Vincenzo Mazzaferro, direttore dell’Unità di Chirurgia dell’apparato digerente e trapianto di fegato dell’Irccs, che collabora con i centri di epatologia e oncologia della Fudan University di Shangai “in Cina si registra il più alto tasso di incidenza di epatocarcinoma e ogni anno sono 383 mila i decessi dovuti a cancro al fegato: quasi la metà del totale mondiale”. “Le competenze acquisite anche grazie a progetti congiunti sono naturalmente a disposizione della popolazione cinese residente in Italia – continua il dottor Mazzaferro – In Istituto, abbiamo curato numerosi pazienti cinesi con queste problematiche, generalmente accompagnati da figli o nipoti che parlano italiano perché nati nel nostro Paese. La sensazione però è che sia ancora scarso il riferimento dei pazienti cinesi a strutture oncologiche di alto profilo. Quello dell’informazione specifica nella comunità cinese in questo campo è un settore molto importante su cui lavorare”.