Notiziario AIOM

Un accordo di legislatura per i pazienti oncologici

Da Healthdesk.it del 29-11-2017

Quindici punti che dettano le priorità di politica sanitaria per rispondere ai bisogni assistenziali dei pazienti oncologici e onco-ematologici.

È un vero e proprio accordo di legislatura quello presentato oggi dalle associazioni dei pazienti aderenti al progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e i politici nazionali e regionali che oggi fanno parte degli Intergruppi parlamentari e consiliari del progetto.

«L’accordo di legislatura vuole essere una sorta di programma politico sulle patologie oncologiche», ha spiegato Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus, l’associazione pazienti che coordina il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. «Dalle Reti Oncologiche alle Breast Unit, dallo psico-oncologo al Centro di Assistenza e Servizi, dal programma “Guadagnare Salute” sugli stili di vita alla lotta alle fake news, il paziente oncologico è oggi al centro di un universo che necessita di politiche attente e dedicate. Come associazioni dei pazienti vigileremo affinché tutto ciò avvenga nel rispetto dei vincoli e della sostenibilità del nostro sistema sanitario».

Il documento sarà presto fatto pervenire sui tavoli di tutti i partiti che si presenteranno alle prossime elezioni legislative e regionali e sarà oggetto di discussione e di confronto con tutti gli attori del sistema salute.

«Questo accordo contiene elementi di dibattito che sono costanti nell’universo dell’oncologia, ma ha il pregio della sintesi e della chiarezza negli obiettivi», dichiara Paolo Marchetti, professore ordinario di Oncologia Medica, Direttore U.O.C. Oncologia Medica presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

«I PDTA, ad esempio, sono stati approvati in molte Regioni; tuttavia nella loro attuazione molto spesso si esauriscono in una definizione di mandato più che in una identificazione concreta di trattamento. Ciò per una serie di ragioni: l’assenza della figura dell’Oncology Case Manager, che sarebbe meglio definire Care Manager, cioè un soggetto dedicato all’applicazione pratica delle decisioni del PDTA, l’estrema frammentazione dei sistemi informatici, che rende pressoché impossibile ottenere una reale e qualificata attività d’integrazione delle informazioni, inficiando il risultato della discussione interdisciplinare. Tutto questo si può decisamente migliorare».

I 15 punti dell’Accordo trattano temi fondamentali, quali il Piano Oncologico Nazionale (scaduto nel 2016 e non ancora rinnovato), le Reti Oncologiche, i Registri Tumori, le Breast Unit, i PDTA e il Team multidisciplinare nella gestione a 360° del paziente oncologico. E ancora: i Centri Accoglienza e Servizi, il fondo per i farmaci oncologici innovativi, i test diagnostici e l’accesso agli studi clinici, la psico-oncologia, le campagne di comunicazione sugli screening oncologici e gli stili di vita, fino all’annoso fenomeno delle fake news.

«Questo accordo è un manifesto di politica sanitaria», ha detto Ruggero De Maria, direttore dell’Istituto di Patologia Generale dell’Università Cattolica di Roma e Presidente di Alleanza Contro il Cancro. «Nei limiti della sostenibilità del sistema può davvero costituire un programma ambizioso ma realizzabile».