Notiziario AIOM

Una strategia e un patto per vincere

Prevenzione, diagnosi precoce. E poi terapie

Da la Repubblica Salute del 24-10-2017

L’oncologia si arricchisce continuamente di nuovi capitoli, che riguardano le strategie di controllo e di cura dei tumori, le campagne di prevenzione, le nuove terapie e tutti i programmi indirizzati ai nuovi bisogni dei pazienti in tema di riabilitazione, diritti civili e qualità di vita a lungo termine. Si aprono nuovi e diversi scenari rispetto al passato, che richiedono formazione e cambi di prospettive. L’Associazone Italiana di Oncologia Medica (Aiom), “La casa comune dell’oncologia italiana”, nella sua continuità di storia e di iniziative porterà tutto questo nel XIX Congresso Nazionale, che si svolgerà a Roma dal 27 al 29 ottobre. Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per combattere il cancro, come l’immunoterapia e le terapie target che si aggiungono alla chemioterapia, ormonoterapia, chirurgia e radioterapia. Tutto questo, unito alle campagne di prevenzione promosse con forza anche da Aiom, si traduce nel costante incremento dei cittadini vivi dopo la diagnosi: oggi sono 3 milioni e trecentomila, addirittura il 24% in più rispetto al 2010. Lo scorso anno si temeva che il nostro sistema sanitario non riuscisse a reggere le conseguenze economiche dovute all’arrivo dei nuovi trattamenti, si parlava di imminente default del nostro Ssn. Tutto questo non è avvenuto. Non sono stati negati i nuovi e innovativi farmaci e la migliore assistenza è stata garantita ai pazienti oncologici. Il “banco” non è saltato. Questo per la forte condivisione tra oncologi, istituzioni e pazienti, e una responsabilizzazione anche del mondo dell’industria. Ad evitare questo rischio ha contribuito certamente il Fondo di 500 milioni di euro destinato ai farmaci oncologici innovativi voluto fortemente da Aiom. Questo Fondo va sostenuto e implementato anche per il 2018, con risorse dedicate sia per i farmaci innovativi che per i test richiesti per la loro prescrizione. Ma sappiamo bene che non basta. È necessaria una manovra strutturale che riveda l’intero percorso assistenziale, con una definizione di appropriatezza e di risorse richieste per le singole patologie oncologiche, e non misurata semplicisticamente sul solo costo del farmaco. Un costo, e quindi un impegno di risorse, che vanno previsti per strategia di cura di ogni tumore e non, come oggi avviene, per ogni singolo farmaco. In quest’ambito – le sentenze e le polemiche di questi ultimi giorni Io confermano – non può rimanere irrisolta la lacerante, continua e discriminante partita su ruoli e competenze tra i diversi livelli istituzionali, nazionali e regionali. Una “politica” che richiede sentenze per risolvere, o meglio non risolvere, le criticità mostra tutta la sua debolezza. Ribadiamo quindi l’emergenza di un “Patto contro il cancro”, che veda la partecipazione responsabile di tutti gli attori che intervengono nella patologia oncologica, con obiettivi ben definiti: diminuzione dell’incidenza e della mortalità per cancro, miglioramento della qualità di vita dei pazienti, realizzazione delle reti oncologiche regionali (che oggi sono completamente attive solo in Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria, Veneto e nella provincia autonoma di Trento). Le reti oncologiche possono e devono rappresentare lo strumento per permettere in tutto il nostro paese l’accesso a diagnosi e a cure appropriate e di qualità, per razionalizzare risorse, professionalità e tecnologie, e per arginare il fenomeno preoccupante delle migrazioni sanitarie. Non dimentichiamo che ogni anno infatti quasi un milione di italiani colpiti dal cancro migra dalla propria regione per curarsi. Obiettivi questi realizzabili all’interno di una regia e di un piano nazionale, elementi cardine del “Patto contro il cancro” fra clinici e Istituzioni. Solo così potremo garantire, in un’unica e condivisa strategia, dalla prevenzione alle terapie, dalla riabilitazione all’accompagnamento di fine vita, fino all’umanizzazione dell’assistenza e alla ricerca. E potremo liberare risorse per le campagne di prevenzione primaria (fumo, stile di vita, ambiente), che l’Aiom vuole continuare a promuovere, e per implementare i programmi di screening. Abbiamo raggiunto in Italia le migliori sopravvivenze per tumore del mondo occidentale, ma 177.000 morti all’anno per cancro sono ancora troppi per le potenzialità e la qualità della nostra sanità pubblica.

di Carmine Pinto
Presidente nazionale AIOM