Rassegna stampa

Arriva l’influenza: gli uomini soffrono di più

Si imbottiscono di antibiotici, corrono dal medico e fanno la spola dal letto al divano. Ma se dicono che stanno male…

Da Libero del 22-12-2017

Appena hanno qualche linea di febbre si sentono in stato preagonico e si mettono a letto in preda a brividi di freddo con richieste di aiuto e di farmaci, manifestando a chi gli sta accanto ogni tipo di dubbio diagnostico e di tragedia ( … ) imminente. L’influenza stagionale spaventa gli uomini più della malaria, ed anche se quest’anno si presenta in modo lieve, con sintomi bronchiali lievemente maggiori di un banale raffreddore, i maschi italiani lamentano sofferenze esagerate, hanno reazioni scomposte, disdicono ogni impegno ludico o di lavoro, si misurano la temperatura ogni cinque minuti e se il termometro segna 37 battono i denti chiedendo continue attenzioni alle donne che hanno accanto. Le mogli in genere li deridono e minimizzano, le amanti sospettano subito una scusa puerile per non vedersi e le fidanzate quella sera escono con uno più giovane e sano, ignorando tutte loro che invece l’influenza maschile esiste davvero, che è diversa da quella femminile e che il virus stagionale colpisce lui in maniera più grave di lei, con sintomi più importanti per via di una risposta immunitaria più debole a questo tipo di attacchi.

Uno studio pubblicato sul British Medicai Journal sembra infatti assolvere gli uomini febbricitanti, fornendo le prove scientifiche di una reazione più bassa da parte dell’organismo maschile alle comuni infezioni respiratorie virali legate all’influenza, di sintomi peggiori e più duraturi, con maggiori possibilità di ricoveri ospedalieri e addirittura con più pericoli di morte per le complicanze correlate all’infezione. L’ipotesi scientifica più studiata si è concentrata sul testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, che parrebbe il responsabile dell’indebolimento della risposta immunitaria all’influenza, al contrario degli estrogeni femminili che invece la potenziano favorendo una rapida guarigione. Inoltre è stato calcolato che gli uomini impiegano il doppio del tempo delle donne per riprendersi dall’offensiva del virus influenzale, con un tasso di complicanze più elevato che spesso richiede l’ospedalizzazione. Quindi attenzione ad affibbiare senza prove l’etichetta di malato immaginario al marito influenzato, o a negargli l’attenzione dovuta, perché oggi è dimostrato e documentato che gli uomini non mentono affatto sul loro malessere e non esagerano a lamentarsi, ma al contrario hanno bisogno di una assistenza vigilata e più consapevole. Una ricerca americana pubblicata in questi giorni di dicembre indica tassi di mortalità e di ricoveri urgenti per influenza più elevati tra i maschi, con impieghi terapeutici doppi rispetto alle donne, e dal momento che circa la metà della popolazione mondiale è di sesso maschile, è facile ritenere arbitrariamente che se nei prossimi due mesi il malessere di lui sarà più diffuso e risulterà esagerato, potremmo avere serie implicazioni in fatto di posti letto per i ricoveri in ospedale.

L’allarme è stato lanciato dalla Memorial University di Newfounfland in Canada, dove il freddo arriva prima, e dove sono state passate in rassegna ricerche precedenti, che hanno dimostrato chiaramente come gli uomini risultino più fragili di fronte ai virus influenzali, esattamente come i topi maschi testati in laboratorio, la metà dei quali non è sopravvissuta agli stessi virus iniettati nei topi di sesso femminile, che addirittura hanno portato avanti gravidanze ed hanno partorito risultando indifferenti al virus influenzale.

Lo studio sottolinea comunque che sarà necessario approfondire il tema con prove di qualità superiore, fermo restando che quando un uomo esaspera i propri sintomi, esistono delle prove, verificate sui ratti, che non sta mentendo, e chiunque si prende l’onere del pregiudizio personale, se ne assume poi anche la responsabilità.

Il “mal d’inverno” è un appuntamento stagionale fisso, e quest’anno colpirà un italiano su due, e benché non ci siano differenze di contagio, gli organismi maschili e femminili non reagiranno dunque allo stesso modo, perché mentre lei resterà in piedi e sarà psicologicamente più positiva, lui cadrà steso a letto sotto coltri di coperte e piumoni accusando malanni in tutto il corpo. Mal di gola, febbre, raffreddore e dolori muscolari saranno i disturbi più diffusi durante le feste di fine anno, e il rialzo termico sarà l’incubo per il 47,3% dei maschi, soprattutto dei bambini e dei senior.

Ed è dimostrato che benché i germi dell’influenza siano virus e non batteri, la maggioranza degli uomini assume antibiotici al primo giorno di febbre, a riprova non del loro temperamento testosteronico, ma della loro temperatura corporea vissuta con drammaticità, mentre le donne prediligono i rimedi della nonna, dal brodo caldo al tè e alle tisane, dalle spremute di arance al latte bollente con miele. Essendo i maschi notoriamente meno coraggiosi delle femmine di fronte alle malattie, essi sono anche i primi a bussare alla porta del medico ai primi sintomi di malattia, o a chiedere suggerimenti al farmacista, poiché un italiano su tre cura la propria influenza con i farmaci da banco, interrompendo la propria routine finché la febbre non scende sotto i 36gradi. Sono quasi 600 mila gli italiani già colpiti da influenza, nell’ultima settimana le sindromi influenzali sono salite a 145mila, ed in alcune regioni della penisola è iniziato il periodo endemico. Il picco è atteso tra fine anno e inizio del nuovo, e la fascia d’età più colpita è quella da O a 4anni, seguita da quella da 50 a 75 anni. In Italia sono stati calcolati 200mila casi di virus influenzali a settimana, con forme gastrointestinali e respiratorie che in genere si risolvono in pochi giorni.

È bene ricordare che si parla di influenza vera e propria quando accusiamo contemporaneamente febbre alta a insorgenza brusca, dolori muscolari e articolari, tosse, naso che cola, secrezioni bronchiali e mal di gola, mentre in tutti gli altri casi di infezioni respiratorie acute si parla di sindromi parainfluenzali, come per esempio il raffreddore i cui sintomi sono il naso otturato e gli starnuti frequenti.

Chi ha fatto il vaccino antinfluenzale risulta più protetto, anche se non da tutti i ceppi di virus, ma sicuramente se colpito dall’infezione avrà sintomi più attenuati e sarà assicurato contro le complicanze dell’influenza.

Insomma, la spola tra il divano e il letto, con il plaid sulle spalle e il termometro in bocca, è tipicamente maschile, a riprova che molte sono le differenze tra uomo e donna alle prese con l’influenza, e che non si possono ridurre ad una semplice questione di testosterone.

Di Melania Rizzoli