Rassegna stampa

‘Con la nuova chemioterapia si abbassano i rischi di ricadute’

Da LA STAMPA del 15-11-2017

L’oncologa Lucia Del Mastro, direttrice dell’Uos di Terapie Innovative dell’Ospedale San martino di Genova, ha contribuito alla modifica delle linee guida dell'”American Society of Clinical Oncology” sulla cura del carcinoma mammario.

Dottoressa, che cosa avete dimostrato con lo studio del Gruppo Italiano Mammella da lei coordinato?
“Abbiamo dimostrato che, dopo l’intervento chirurgico per tumore della mammella, la chemioterapia a “dose-dense”, vale a dire somministrata a intervalli ravvicinati ogni due settimane anziché ogni tre, riduce in maniera significativa il rischio di avere una ripresa di malattia ed aumenta la probabilità di guarigione”.

Tracciare un profilo di malattia ad personam è un sogno realizzabile?
“E’ già una realtà per alcuni sottotipi di tumore della mammella. Oggi ad esempio trattiamo in maniera completamente diversa i tumori HER2 positivi rispetto agli HER2 negativi. Ci sono farmaci a bersaglio molecolare che vengono utilizzati solo nei tumori in cui quel target è presente. E tale approccio personalizzato ha determinato un netto miglioramento della prognosi. Oggi il carcinoma mammario è tra i tumori con la più elevata percentuale di sopravvivenza a 5 anni: circa il 90%”.

Che cosa ci riserverà la ricerca sul tumore al seno?
“Oggi la ricerca è focalizzata su un sottotipo di tumore della mammella, il triplo negativo, per il quale non abbiamo ancora trattamenti specifici. Vari approcci, tra cui l’immunoterapia, sono in corso di valutazione. Un altro campo di ricerca importante riguarda il tentativo di personalizzare il trattamento anche in base al rischio di ripresa di malattia. E c’è sempre maggiore attenzione agli effetti collaterali a lungo termine: si cerca di raggiungere non solo l’obiettivo del 100% di guarigione, ma anche di dare alla paziente le stesse prospettive di chi il tumore non lo ha avuto”.