Rassegna stampa

Ema, stop delle imprese a Barcellona e Bratislava

Missione a Bruxelles per l’Agenzia del farmaco. Niente short list tra le città candidate

Da CORRIERE DELLA SERA del 27-9-2017

Il sistema produttivo italiano si è mobilitato a Bruxelles per spingere Milano nella corsa per aggiudicarsi Ema, l’Agenzia europea del farmaco che dovrà traslocare da Londra a causa della Brexit. L’evento è stato organizzato da Confindustria, Farmindustria, Federchimica, Fondazione Milano per Expo 2015, Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi e Assolombarda, per presentare alla business community europea tutti i punti di forza della candidatura italiana, che corre contro altre 18 città Ue, tra cui Amsterdam, Barcellona, Vienna, Stoccolma, Bonn e Bratislava.

I dati nazionali dell’industria di settore sono stati presentati dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi: oltre 200 aziende produttrici di medicinali e vaccini; 64mila persone impiegate direttamente nel settore; 30 miliardi di valore di produzione; e 2,7 miliardi di investimenti l’anno. Conclusione: «Se Ema dovesse essere assegnata a Bratislava sarebbe finita». La capitale slovacca «non è una sede che consentirebbe il trasferimento della maggior parte dello staff». In pratica, «Ema non esisterebbe più e questo, da cittadino, mi preoccupa, perché dall’agenzia passa la sicurezza dei farmaci. E’ una questione che i politici dovrebbero porsi quando voteranno», ha detto Scaccabarozzi.

Quanto a Barcellona, il presidente di Farmindustria ha evidenziato: «Non vorrei che si assegnasse Ema a un Paese per poi ritrovarci con la Catalexit. Credo che già adesso si debbano considerare molti elementi. Se verranno evitati i giochini di geopolitica Milano non può non essere tra le prime tre città, e vincere».

Lunedì era toccato a Beppe Sala e a Roberto Maroni il compito di rappresentare a Bruxelles le ragioni di Milano e della Lombardia nella contesa internazionale per l’aggiudicazione di Ema. Il giorno dopo il sindaco si è detto ottimista: «La sensazione è buona. Da quello che abbiamo capito ieri non si farà una short list, ma siamo abbastanza certi che Milano sia tra quelle 5-6 città che possono garantire il piacere di venirci a vivere e la cosiddetta business continuity, cioè il fatto che dal giorno dopo tutto è pronto e si parte. Si tratta di avere pazienza; ieri però abbiamo dato una dimostrazione di grande unità. Tutti stanno facendo la propria partita».