Rassegna stampa

Erbe per curare un tumore due anni e mezzo al medico

Torino/Un piccolo neo lasciato crescere e la paziente morì

Da la Repubblica del 5-4-2017

Nessuna chemioterapia, nemmeno il più banale dei consigli: togliere quel neo che da pochi millimetri si era trasformato in un cancro di 14 centimetri sulla spalla della sua paziente. Il tumore, per il medico omeopata Germana Durando, si doveva combattere con fiumi di parole e pillole omeopatiche, sulla scorta delle teorie dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer. E per questo ieri la donna è stata ritenuta responsabile della morte di Marina L., uccisa a 53 anni da un melanoma curato con terapie non tradizionali. Due anni e sei mesi di carcere è la condanna inflitta dal giudice Ilaria Guarriello.

È la prima volta che un tribunale italiano condanna un medico accusato di essere seguace delle terapie di Hamer. In aula l’imputata si era difesa sostenendo di non essere hameriana, ma solo un medico omeopata “unicista”, che ha assecondato la volontà della sua paziente di non affidarsi alle cure tradizionali.

Marina L. era morta nel settembre 2014, lasciando sola una figlia ancora minorenne che non aveva un padre. Sei mesi prima la donna aveva finalmente deciso di asportare quel neo che da tempo copriva indossando anche sei maglie una sopra l’altra: oltre al dolore, spurgava ed emanava un odore terribile. Seguendo le indicazioni del suo medico, continuava a “combatterlo” cercando di risolvere i conflitti psicologici interiori. In aula erano emersi i dettagli choc di un calvario durato anni. «Fra un po’ si avvicina il tuo compleanno, che regalo vorresti?» le aveva scritto un giorno la sua migliore amica. «Il regalo più grande sarebbe che Germana mi lasciasse togliere il neo» era stata la risposta della donna. E poi le e-mail tra medico e paziente: «Germana il neo non migliora. Mi fa tanto male. Cosa faccio?». «Stai tranquilla, prendi il rimedio omeopatico e cerca di incontrare il tuo ex» era stata la risposta della terapista. Nemmeno i linfonodi metastatici aveva potuto togliere: «Sono le sentinelle che combattono il cancro per te» le aveva consigliato il medico difeso dall’avvocato Stefano Castrale.

Il pm Rossella Salvati aveva chiesto la condanna a 4 anni. La pena è stata più bassa, ma l’Ordine dei medici è soddisfatto: «Ci siamo costituiti per dare un segnale contro questo tipo di teorie ciarlatane. Ora nel procedimento disciplinare rischia la radiazione» ha spiegato l’avvocato Roberto Longhin.

Il giudice ha disposto risarcimenti in civile ai parenti, assistiti dagli avvocati Marino Careglio e Silvia Ingegneri. «Ma in questa vicenda abbiamo perso tutti. Spero solo che serva ad altre vittime per trovare il coraggio di sporgere denuncia» ha commentato Rudy, il fratello della vittima.

di Sarah Martinenghi