Rassegna stampa

Giornata mondiale senza tabacco: rassegna stampa

 

Lei fuma di più e non smette

La Giornata mondiale anti-tabacco registra l’aumento della sigaretta al femminile e tra le fasce d’età più giovani. Il consumo tra gli under 25 è passato dal 24 per cento del 2014 al 29. E tre su 4 non vogliono rinunciare alle bionde

Da Il Messaggero del 31-5-2017

La paura è per lei. Che, ormai, fuma e si ammala per colpa della nicotina esattamente come lui. La paura è per lei che inizia a divorare sigarette sempre prima, che fa fatica ad abbandonarle anche quando è in gravidanza, che diventa facilmente dipendente. Oggi, Giornata mondiale senza tabacco, si tirano le somme e, di anno in anno, emergono nuovi particolari tra le abitudini degli italiani. Il numero delle fumatrici è cresciuto del 60% negli ultimi 20 anni e la quota delle grandi fumatrici, che consumano più di 20 sigarette al giorno, è addirittura triplicata. Un’equiparazione al modello maschile perdente e masochista. Se avviciniamo la lente al fenomeno scopriamo che sale in modo preoccupante il consumo tra i giovani. Dal 2014 si è passati dal 24 al 29%. Volutamente sordi ai richiami salutisti. Ostinati nel confessare di voler continuare costi quel che costi. La Lega italiana per la lotta contro i tumori di Milano presenta dati che potrebbero essere estesi a tutta Italia: il 74% degli intervistati dalla Doxa ha risposto di non voler spegnere l’ultima sigaretta. Tra i giovani, dai 15 ai 24 anni, ben il 67% dichiara di non avere nessuna intenzione di buttare il pacchetto.

L’ESCALATION
La paura è per lei perché fa molta più fatica di lui a smettere. Una peculiarità che, oltre il fumo, riguarda anche l’alcol e le droghe. «Le femmine, rispetto ai maschi, sono più vulnerabili ai passaggi chiave del processo che porta alla dipendenza – spiega Roberta Pacifici che dirige il Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità – che è caratterizzato da tappe come l’iniziazione, l’escalation, il consumo compulsivo e la ricaduta dopo la cessazione». Il fenomeno è più evidente per l’alcol, la marijuana, gli oppioidi e la cocaina. Più evidente perché i segni sono disegnati sul viso e i comportamenti lasciano trapelare malessere, dolore ed emarginazione. Le ricerche che hanno messo a confronto il tabagista, come il dipendente maschio e femmina, rimandano ritratti sovrapponibili a quelli di chi abusa di alcol o di sostanze stupefacenti. La donna fatica più di lui a smettere. Che sia di bere o di fumare spinelli. Anche la dipendenza da fumo di tabacco mostra delle differenze tra maschi e femmine. Quando lei cerca di abbandonare il pacchetto va incontro a sintomi di astinenza più gravi rispetto a quelli di lui. «Le donne – aggiunge Roberta Pacifici – hanno effetti più intensi sull’umore e sull’ansia nonché una maggiore risposta allo stress rispetto agli uomini». A determinare queste caratteristiche differenti sono diversi fattori. In studi sperimentali sui ratti è stato osservato che «le differenze ormonali possono svolgere un ruolo importante nel determinare questi effetti».
 

LA GRAVIDANZA
Risultato: una madre di neonato su cinque è fumatrice. Il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è esposto abitualmente al fumo passivo. Quasi la metà delle donne che riescono a non fumare durante l’attesa poi ricominciano nel giro di appena sessanta giorni. Tutte tornano alla sigaretta in media entro otto mesi dal parto. Tra il 1999 e il 2011 l’incidenza del carcinoma del polmone è diminuita del 20,4% tra gli uomini, mentre è aumentata del 34% nelle donne. La paura di star male non sembra bastare per cambiare abitudini. D’altronde, si sa, non è sul terrore che si riesce a separarsi dalle sigarette. Come dimostrano i corsi gratuiti della Lilt, Lega italiana contro i tumori (www.lilt.it) dove, per arrivare all’obiettivo, oltre la volontà, ci vuole l’aiuto di chi è nelle stesse condizioni, la conoscenza dei cambiamenti del fisico e dell’umore. Prima regola, gestire ansia e impulso. Quest’anno, per La giornata senza tabacco, scende in campo anche Ector. Un orsetto speciale che protegge i bimbi dal fumo passivo. È un peluche che tossisce ogni volta che qualcuno fuma vicino a lui. A lanciarlo, una collaborazione tra le aziende Roche e Trudi, con il patrocinio di Women against cancer in Europe (Walce). Ector (www.ectortheprotector.com) verrà portato nei corsi pre-parto a partire dall’autunno. 

Di Carla Massi


No Tobacco Day, oggi Giornata Mondiale per incoraggiare a dire addio alla sigaretta

Da LA STAMPA.it del 31-5-2017

Scendere dal treno e accendersi una sigaretta. Un rito per chi fuma, che rischia però di guastare l’aria anche per chi non lo fa. Parola degli 007 della Tobacco Control Unit dell’Istituto nazionale tumori di Milano, che ogni anno per la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio fanno un esperimento per dimostrare l’effetto inquinante della sigaretta. Questa volta è toccato alle stazioni con un test eseguito alla Centrale del capoluogo lombardo: «La concentrazione di black carbon, indice di presenza nel Pm2,5 di Ipa, gli idrocarburi policiclici aromatici classificati già da qualche anno come cancerogeni certi per l’uomo, è risultata 8 volte superiore nelle zone della stazione dove è permesso fumare rispetto alle aree esterne», riferiscono i ricercatori che domani lo diranno anche a una platea di 300 studenti invitati nell’Aula magna dell’Int.

«Sono state valutate le emissioni generate direttamente dai fumatori all’altezza dei binari e in generale nei punti dov’è permesso fumare – spiega Roberto Boffi, pneumologo e coordinatore della Tobacco Control Unit dell’Irccs-. La rilevazione è stata effettuata utilizzando un’apparecchiatura particolare in grado di registrare il black carbon, un tracciante all’interno del particolato più fine. Questo risultato contribuisce a demolire la falsa concezione che fumare all’aperto faccia meno male. Nella realtà invece non è così, come ci hanno già dimostrato gli esperimenti condotti gli scorsi anni in altre aree cittadine e non». Dalle spiagge ai `canyon street´, le aree pedonali urbane.

Domani incontro con gli studenti all’Int. Testimonial all’edizione 2017 del tradizionale incontro con i giovani organizzato dall’Int per il World No Tobacco Day sarà Riccardo Ferri, ex calciatore e ora allenatore, che racconterà la sua esperienza negli Usa e le differenze con l’Italia nell’atteggiamento dei fumatori.

«L’Istituto dei tumori è da sempre in prima linea nella lotta contro il fumo – afferma il presidente Enzo Lucchini – Riteniamo che sia importante focalizzare l’attenzione sugli adolescenti e informarli sui rischi per la salute associati al consumo di tabacco. I giovani sanno fare squadra e per questo sono loro i migliori divulgatori di messaggi di prevenzione tra coetanei».

Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’Istituto, fa notare che «negli ultimi anni oscilla tra il 62 e il 64% il dato di chi non vuole rinunciare al fumo». Smettere è difficile, quindi «molto dipende anche dalla volontà di non cominciare e di rimanere `fuori dal gruppo´».

Il monito degli specialisti è che controllare la salute dei polmoni è un imperativo per tutti, tabagisti e non. «Insieme a Federfarma abbiamo dato il via alla campagna “Spegnila e respira” – ricorda Boffi –

Siamo già al secondo anno e le farmacie che hanno aderito sono passate da 8 a 28. Vengono eseguiti la spirometria e il test del monossido di carbonio esalato, e in base ai risultati se necessario la persona viene indirizzata a controlli più dettagliati all’Int».

Contro la sigaretta un aiuto arriva infine dalla realtà virtuale: «Abbiamo progettato degli occhiali speciali – dice Christian Chiamulera, farmacologo dell’università di Verona – Attraverso immagini che scorrono davanti agli occhi la persona viene esposta alle situazioni che aumentano la voglia di fumare e impara come gestirle. Al momento questa tecnica è in fase sperimentale, ma se le prove ne confermeranno gli aspetti positivi potrà far parte del mix di interventi usati per la disassuefazione da nicotina».

Nicla Panciera