Rassegna stampa

Progetto screening “Io combatto il cancro”: rassegna stampa

 

L’allarme degli oncologi: un sardo su due ignora gli esami di screening. Via alla campagna “Io combatto il cancro”

Da Sanità24 – Il Sole24 ORE.com del 25-5-2017

Sardegna fanalino di coda per l’adesione a mammografia, pap test e ricerca del sangue occulto nelle feci: non si arriva al 60%. Con una serie di iniziative gli specialisti dell’Aiom vogliono incentivare, tra tutta la popolazione, la prevenzione secondaria di neoplasie importanti come quella al seno, alla cervice uterina e al colon-retto. Per questo oggi è stata presentata l’iniziativa pro-screening “Io Combatto il cancro”, realizzata e promosso dall’Associazione italiana di oncologia medica con il patrocinio dell’assessorato dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale Ras, della azienda per la tutela della salute Ras (ATS), degliOrdini provinciali dei Medici e degli Odontoiatri, di Federfarma Sardegna, dei Comuni di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari.

Il progetto verrà diffuso capillarmente su tutto il territorio sardo attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione che si avvarrà di una componente cartacea e di una componente audiovisiva. «Come altre Regioni del Sud anche la Sardegna non raggiunge l’obiettivo di adesione agli screening – afferma Maria Teresa Ionta, coordinatrice nazionale del progetto screening Aiom – Sull’isola, infatti, l’adesione a mammografia, Pap Test e ricerca del sangue occulto nelle feci è inferiore al 60%, ritenuta la soglia minima per uno screening di efficacia. Con una serie di iniziative gli specialisti dell’Aiom vogliono incentivare, tra tutta la popolazione, la prevenzione secondaria di neoplasie importanti come quella al seno, alla cervice uterina e al colon-retto: si tratta di un progetto pilota da estendere poi in tutta Italia».

Ancora troppi sardi non sono informati su esami salvavita in grado di diagnosticare precocemente alcune pericolose forme di cancro come quello del seno, colon-retto e cervice uterina. Da una recente indagine, è emerso che meno del 50% della popolazione dell’isola dichiara di conoscere i programmi di screening istituzionali regionali. E infatti solo il 41% delle donne d’età dai 50-69 anni esegue regolarmente la mammografia e appena il 38%, di quelle dai 25 ai 64 anni, si sottopone al Pap-test. Per la ricerca del sangue occulto nelle feci, previsto per tutte le persone dai 50-69 anni, l’adesione è ancora più bassa: 36%. Per contrastare questo preoccupante fenomeno parte oggi in tutta la Sardegna la campagna educazionale e di sensibilizzazione “Io Combatto il Cancro”.

«L’obiettivo è aumentare il livello di informazione e consapevolezza della popolazione sull’importanza di questi esami – continua Ionta -. Il progetto durerà due anni e si articolerà attraverso la diffusione di poster e altro materiale divulgativo negli spazi pubblici, la realizzazione di spot audio-visivi trasmessi dalle radio, TV e cinema locali e trasporti pubblici, attività nelle scuole e sui social media».

Il progetto Io Combatto il Cancro gode, inoltre, della collaborazione della Federazione Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), dell’Associazione Sarda di Prevenzione, Assistenza Oncologica (A.S.P.A.O. ONLUS) e di numerose istituzioni quali Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, Poste Italiane e Aziende Regionali Trasporti. Per la coordinatrice «Gli screening sono una componente fondamentale della sanità pubblica in Italia e sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza. Sono efficaci contro il cancro della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Si tratta di tre neoplasie particolarmente diffuse che ogni anno fanno registrare oltre 3.250 nuovi casi solo sulla nostra isola».

Pinto: prevenzione è diritto
«Promuovere a 360° la prevenzione dei tumori è uno dei principali obiettivi della nostra Società Scientifica – riferisce il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Aiom -. Per questo da molti anni siamo attivi su tutto il territorio nazionale con progetti rivolti a tutte le fasce d’età della popolazione. Gli esami di screening sono, come i vaccini, dei presidi sanitari salvavita che rispecchiano il principio universalista del nostro sistema sanitario nazionale. Vanno quindi difesi da accuse strampalate senza nessuna base scientifica e incentivati il più possibile. Quando la malattia viene diagnosticata in fase precoce la mortalità da cancro si riduce del 40% e un’alta percentuale di persone guarisce. Questo può avvenire anche grazie ad una regolare e costante partecipazione a test come la mammografia».

‘Io Combatto il Cancro’ è un progetto che Aiom vorrebbe replicare nelle altre Regioni di Italia che hanno lo stesso problema della Sardegna. «Abbiamo deciso di coinvolgere nella campagna anche i giovani – conclude il prof. Pinto -. Sono loro infatti la popolazione target per gli screening di domani ed è fondamentale metterli in guardia il prima possibile contro le patologie tumorali. Questa regola deve valere anche per la prevenzione primaria. Proprio in Sardegna il 25% degli under 15 fuma già regolarmente. Si tratta di un dato superiore alla media nazionale che si attesta al 19%. Non è mai troppo presto per insegnare gli stili di vita sani».


Lo screening che ti salva la vita

Su 10 sardi “a rischio” solo 6 effettuano i test oncologici gratuiti

Da L’UNIONE SARDA del 26-5-2017

Lo screening oncologico è gratuito, indolore e soprattutto ti salva la vita. E’ questo il messaggio risuonato ieri alla Mem – Mediateca del Mediterraneo nel corso della presentazione della campagna di sensibilizzazione “Io combatto il cancro”, progetto pilota che vede la Sardegna come regione pioniera in Italia nella lotta contro il “male del secolo”.

Promosso dall’Associazione medici oncologici (Aiom) col patrocinio dell’ossessorato regionale alla Sanità dell’Azienda unica per la tuttela della salute (Ats), degli ordini provinciali dei medici, di Federfarma e dei Comuni di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, il progetto mira a incentivare la cosiddetta prevenzione secondaria delle neoplasie che potrebbe ridurre fino al 40 per cento il tasso di mortalità. Come? Convincendo le fasce di popolazione a rischio a fare i test – disponibili per tutti – che consentono di individuare il male prima che diventi invincibile.

I NUMERI. Come è noto i tumori colpiscono duramente anche la nostra isola, dove attualmente ci sono circa 70mila persone in cura e ogni giorno si diagnosticano 27 nuovi casi. Il problema però è che la scoperta avviene spesso in ritardo, quando il tumore è ormai in uno stadio avanzato. Eppure oggi esistono dei test che consentono di individuare l’insorgere di un cancro – in particolare quelle al seno, al colon-retto e alla cervice uterina – in assenza totale di sintomi e quando le chance di completa guarigione sono ancora altissime. Non a caso la Regione Sardegna, così come le altre, ha spedito negli anni migliaia di lettere ai propri cittadini per invitarli a effettuare lo screening. I risultati però sono stati, almeno in parte, deludenti. E da questa delusione è nata l’idea (e l’esigenza) di una nuova capillare campagna d’informazione che – attraverso mille canali – raggiunga più persone possibili. Un progetto ad ampio raggio a cui hanno dato il loro importante contributo gli studenti degli istituti d’arte di Nuoro, e Sassari e il comico cagliaritano Massimiliano Medda (protagonista dello spot televisivo) e che in seguito verrà replicata nel resto d’Italia.

GLI ESPERTI. «Sull’Isola – ha spiegato Maria Teresa Ionta, coordinatrice del progetto screening dell’Aiom – l’adesione a mammografia, pap test e ricerca del sangue occulto nelle feci è inferiore al 60%, ritenuta la soglia minima per uno screening di efficacia, mentre nel Nord Est si raggiungono percentuali anche dell’80%. Tutti insieme dobbiamo lavorare perché questa percentuale cresca e il progetto “Io combatto il cancro” ha proprio questo scopo. Nel corso del dibattito, moderato dal giornalista di Videolina Andrea Frailis e a cui ha preso parte anche il direttore sanitario dell’Ars Francesco Enrichens, si è cercato di capire le ragioni di questa “resistenza” da parte dei sardi. «A guardar bene c’è anche un problema culturale – sono state le parole di Enrichens – per questo credo che un’efficace campagna di sensibilizzazione passi anche da un servizio sanitario più frendiy a cui il cittadino si relazioni con fiducia, affidandosi senza più i timori e la diffidenza del passato. Noi stiamo lavorando perché ci sia questa nuova alleanza tra noi e la gente, migliorando e riorganizzando il sistema e la rete sanitaria oncologica”.

L’INFORMAZIONE. Ma il nemico pubblico numero uno resta l’ignoranza, in senso letterale. «Abbiamo svolto una mini inchiesta all’Auchan di Cagliari – ha spiegato la Ionta – è venuto fuori che solo il 59% dei 270 intervistati conosceva lo screening, mentre appena il 52% sapeva che il test è gratuito. Per questo la campagna informativa sarà a tappeto: “Invaderemo la Sardegna – è la promessa – distribuiremo i volantini e i poster in ogni ambulatorio, supermercato, aeroporto, bus, scuola e ufficio pubblico. E manderemo gli spot in ogni tv, giornale, radio e sito internet”. Insomma, la battaglia è appena iniziata. E anche voi che leggete ditelo ai vostri cari e ai vostri amici. Potreste realmente salvargli la vita.

Di Massimo Ledda


Un sardo su due non conosce gli esami di screening

Al via la campagna degli oncologi “Io combatto il cancro”. Con una serie di iniziative gli specialisti dell’Aiom vogliono incentivare la prevenzione secondaria di neoplasie importanti come quella al seno, alla cervice uterina e al colon-retto

Da la Repubblica.it del 25-5-2017

Far comprendere l’importanza vitale della prevenzione attraverso gli screening oncologici. Questo l’obiettivo primario della campagna “Io Combatto il cancro” realizzata e promossa dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica con il patrocinio dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale RAS, dell’Azienda per la Tutela della Salute RAS (ATS), degli Ordini provinciali dei Medici e degli Odontoiatri, di Federfarma Sardegna, dei Comuni di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari. Il progetto, che viene presentato oggi a Cagliari presso la sala della Mediateca del Mediterraneo, verrà diffuso capillarmente su tutto il territorio sardo attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione.  

Pochi screening. “Come altre Regioni del Sud anche la Sardegna non raggiunge l’obiettivo di adesione agli screening – afferma Maria Teresa Ionta, Coordinatore nazionale del Progetto Screening dell’Aiom. Sull’isola, infatti, l’adesione a mammografia, Pap Test e ricerca del sangue occulto nelle feci è inferiore al 60%, ritenuta la soglia minima per uno screening di efficacia. Con una serie di iniziative gli specialisti dell’Aiom vogliono incentivare, tra tutta la popolazione, la prevenzione secondaria di neoplasie importanti come quella al seno, alla cervice uterina e al colon-retto: si tratta di un progetto pilota da estendere poi in tutta Italia”. Ancora troppi sardi non sono informati su esami salvavita in grado di diagnosticare precocemente alcune pericolose forme di cancro come quello del seno, colon-retto e cervice uterina. Da una recente indagine, è emerso che meno del 50% della popolazione dell’isola dichiara di conoscere i programmi di screening istituzionali regionali. E infatti solo il 41% delle donne d’età dai 50-69 anni esegue regolarmente la mammografia e appena il 38%, di quelle dai 25 ai 64 anni, si sottopone al Pap-test. Per la ricerca del sangue occulto nelle feci, previsto per tutte le persone dai 50-69 anni, l’adesione è ancora più bassa: 36%. “Gli screening sono una componente fondamentale della sanità pubblica in Italia e sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza. Sono efficaci contro il cancro della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Si tratta di tre neoplasie particolarmente diffuse che ogni anno fanno registrare oltre 3.250 nuovi casi solo sulla nostra isola” prosegue Ionta.

Come combattere il cancro. Per contrastare questo preoccupante fenomeno parte oggi in tutta la Sardegna la campagna educazionale e di sensibilizzazione Io Combatto il Cancro”. “L’obiettivo è aumentare il livello di informazione e consapevolezza della popolazione sull’importanza di questi esami – continua Ionta. Il progetto durerà due anni e si articolerà attraverso la diffusione di poster e altro materiale divulgativo negli spazi pubblici, la realizzazione di spot audio-visivi trasmessi dalle radio, TV e cinema locali e trasporti pubblici, attività nelle scuole e sui social media”. Il progetto ‘Io Combatto il Cancro’ gode, inoltre, della collaborazione della Federazione Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo), dell’Associazione Sarda di Prevenzione, Assistenza Oncologica (A.S.P.A.O. ONLUS) e di numerose istituzioni quali Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, Poste Italiane e Aziende Regionali Trasporti.

Gli screening come i vaccini. “Promuovere a 360° la prevenzione dei tumori è uno dei principali obiettivi della nostra Società Scientifica – riferisce Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Aiom. Per questo da molti anni siamo attivi su tutto il territorio nazionale con progetti rivolti a tutte le fasce d’età della popolazione. Gli esami di screening sono, come i vaccini, dei presidi sanitari salvavita che rispecchiano il principio universalista del nostro sistema sanitario nazionale. Vanno quindi difesi da accuse strampalate senza nessuna base scientifica e incentivati il più possibile. Quando la malattia viene diagnosticata in fase precoce la mortalità da cancro si riduce del 40% e un’alta percentuale di persone guarisce. Questo può avvenire anche grazie ad una regolare e costante partecipazione a test come la mammografia.

Dalla Sardegna alle altre regioni. “Ci auspichiamo che questo progetto venga ‘esportato’ in altre Regioni di Italia che presentato lo stesso problema della Sardegna” prosegue Pinto. “Abbiamo deciso di coinvolgere nella campagna anche i giovani. Sono loro, infatti, la popolazione target per gli screening di domani ed è fondamentale metterli in guardia il prima possibile contro le patologie tumorali. Questa regola deve valere anche per la prevenzione primaria. Proprio in Sardegna il 25% degli under 15 fuma già regolarmente. Si tratta di un dato superiore alla media nazionale che si attesta al 19%. Non è mai troppo presto per insegnare gli stili di vita sani”.

Di Irma D’Aria