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Ora disponibile sul sito di Fondazione AIOM il documento aggiornato a maggio 2025.
Se un/una paziente richiede e/o voi ritenete utile che richieda una seconda opinione:
1. Siate aperti alla seconda opinione: è nel diritto del/della paziente ma anche del medico condividere la situazione clinica al fine di iniziare il miglior iter di cura. Nella esecuzione della seconda opinione cercate di rendere il percorso accessibile e di agevolare le scelte.
2. Siate professionali: se ci sono situazioni che non sapete o non potete affrontare, indirizzate il/la paziente ad un centro in cui può ricevere un parere o un trattamento adeguato.
3. Rispettate la scelta: la seconda opinione può definire una modalità integrativa, soprattutto in contesti articolati e complessi, per meglio delineare i percorsi di salute del/della paziente.
4. Ascoltate e parlatene: quando un/una paziente esprime il desiderio di poter avere una seconda opinione, ascoltate le sue motivazioni e siate collaborativi.
5. Aiutate nella scelta: se vi viene richiesto, aiutate il/la paziente nella scelta di centri di riferimento cui rivolgersi per la patologia da cui è affetto/a. Potrebbe essere utile indirizzare il/la paziente al centro hub della Rete Oncologica di riferimento.
6. Considerate l’esito della seconda opinione e discutetelo in maniera chiara ed esaustiva con il/la paziente; nel caso in cui i contenuti non vi trovassero d’accordo, spiegatelo serenamente al/alla paziente e datene un feedback al/alla collega che ha fornito la seconda opinione.
Se siete chiamati a fornire una seconda opinione:
7. Siate completi: affrontate tutti i temi della malattia, ed offrite una visione completa, anche degli interventi diagnostici e dei trattamenti eventualmente disponibili, con riferimento all’accesso ai nuovi test diagnostici, ai nuovi farmaci, agli studi clinici.
8. Siate coerenti: seguite le linee guida nazionali e internazionali e abbiate come riferimento le migliori evidenze scientifiche. Tenete in conto i risvolti etici che le vostre indicazioni avranno sul/sulla paziente e sui caregivers. Qualora suggeriate indicazioni diagnostiche o di trattamento fuori dalle linee guida, è opportuno delineare concretamente l’eventuale percorso di accesso, ivi incluse la presenza o assenza di copertura economica da parte del SSN, per evitare che il centro curante debba gestire proposte inapplicabili e per ottimizzare la formulazione di una decisione nel paziente.
9. Valorizzate la valutazione clinica: preferite una seconda opinione in presenza del/della paziente; qualora il/la paziente non fosse presente o fosse in teleconsulto, sottolineate che il non aver avuto modo di visitare il/la paziente potrebbe rappresentare una limitazione circa l’applicabilità dei consigli che darete.
10. Cercate e fornite gli opportuni feedback al/alla collega di riferimento o al medico di medicina generale.
