Rassegna stampa

8 miliardi di compresse inutilizzate l’anno, 2 ‘ricette’ antispreco

Da AdnKronos del 30-6-2016

Un numero impressionate, quello delle compresse consumate ogni anno nel nostro Paese. “Sono circa 24-25 miliardi, con una spesa pari a 29 mld, ovvero poco più di un euro a compressa. Ma a colpire è il ‘non consumo’: circa il 30% di questi medicinali infatti non viene utilizzato e scade. Per via di cure iniziate e mai completate, o perché la confezione ne contiene più del bisogno del singolo paziente.
Parliamo di circa 8 miliardi di compresse che finiscono nella spazzatura”. Parola di Carlo Gaudio, direttore del Dipartimento Cuore e grossi vasi dell’università Sapienza di Roma e consigliere dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che spiega all’AdnKronos Salute: “Parlo come medico e come cittadino: questa farmacodispersione vale fino a 9 miliardi di euro”.

“Ebbene, per contrastare il fenomeno – continua l’esperto – si possono unire due possibili soluzioni. Una è la distribuzione informatizzata e personalizzata dei farmaci in ospedale: accade da anni all’ospedale Morgagni di Forlì ed è un sistema che funziona benissimo, con milioni di euro risparmiati ogni anno, anche se naturalmente occorre un investimento iniziale nell’informatizzazione”.

Ma in questo modo vengono consegnati ai pazienti solo i farmaci necessari, e lo spreco si azzera. “Inoltre la mia idea – spiega Gaudio – è quella di inserire una doppia scadenza sulle scatole dei medicinali: oltre a quella classica (in nero), una seconda scadenza in rosso, relativa agli ultimi mesi di validità”. Un warning ‘Last months’, un po’ come accade con l’etichetta ‘Ultimi giorni’ che si vede al supermercato sulle confezioni di alimenti vicini alla scadenza.

“Questo aiuterebbe i cittadini, i medici, gli ospedali a rendersi conto di avere dei prodotti che stanno per scadere e che, se non occorrono perché la terapia è stata terminata, possono essere riportati nelle farmacie comunali o consegnati alle onlus che si occupano di distribuzione gratuita dei farmaci ai non abbienti”, dice Gaudio.

In pratica, anziché finire nella spazzatura “o, meglio, nei bidoni per la raccolta differenziata dei farmaci nelle farmacie, con ulteriori spese per lo smaltimento, questi medicinali inutilizzati potrebbero essere usati per garantire cure gratuite agli indigenti, come detta l’art. 32 della nostra Costituzione”.

Certo, “il sistema dovrebbe essere trasparente e i medicinali consegnati dovrebbero essere registrati. Ma così avrebbero una seconda vita e si metterebbe fine allo spreco. Ricordo che alla Camera nei mesi scorsi è stato approvato per la prima volta un testo sul recupero dello spreco alimentare e di quello dei farmaci”, conclude Gaudio.

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