Rassegna stampa

A Strasburgo si riapre la partita dell’agenzia del farmaco

L’europarlamento può opporsi alla nomina di Amsterdam, Milano spera

Da Libero del 12-1-2018

Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam e Authority bancaria (Eba) a Parigi, tutto da rifare. O quasi, se è vero come è vero, deciso e inserito in agenda, che ora tocca al Parlamento europeo dire la sua e far pesare la sua scelta che teoricamente vale quanto quella del Consiglio, il quale nell’occasione ha già a sua volta dimostrato di non saper scegliere, delegando la spinosa questione a un sorteggio. Tanto confusa, quanto inopportuna lotteria, anche e soprattutto perché nel caso dell’Ema la scelta è poi caduta su Amsterdam che a quanto pare non ha nemmeno i requisiti necessari per accoglierla. Come hanno fatto notare con un’interrogazione alla Commissione Elisabetta Gardini (Fi) e Patrizia Toia (Pd), ad Amsterdam non esiste infatti nessuna possibilità che entro i termini prestabiliti (marzo 2019) si palesi una struttura atta ad accogliere una sede degna di un’agenzia europea. E questo non a personale parere delle due eurodeputate, ma per ammissione degli stessi media olandesi.

Il passaggio parlamentare potrebbe però rivelarsi decisivo. Secondo un accordo del 2012 al Consiglio è stata delegata la scelta delle sedi delle agenzie europee mentre al Parlamento è rimasto un semplice voto formale. A qualcuno però non deve essere sfuggito che il «joint understanding» del 2012 lascia ampi spazi di manovra. Se infatti all’art. 6 del documento si dice che la sede delle Agenzie è decisa di comune accordo tra i rappresentanti degli Stati membri, cioè dal Consiglio, nelle premesse si dice che il «joint understanding» non è vincolante per le tre istituzioni. Quindi una delle tre, se lo crede, puó invocare una procedura legislativa normale.

Se ne devono essere accorti i deputati italiani, interessati a ragion veduta che l’Ema venga trasferita a Milano anziché ad Amsterdam, tanto che non casualmente il relatore della discussione sarà un italiano, il deputato del Ppe Giovanni La Via. E se ne sono certamente accorti i tedeschi, i quali dopo un improvviso ma tardivo risveglio dai fumi elettorali hanno dovuto prendere atto che l’Authority bancaria era stata assegnata con il pallottoliere a Parigi. E così anche in questo caso il relatore sarà un tedesco, Burkhard Balz della Cdu. Quanto all’Ema la questione verrà discussa in un «shadow meeting» martedì prossimo a Strasburgo, poi presentata alla commissione per l’Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare (Envi) il 24 gennaio, votata sempre in commissione tra il 19 e i120 febbraio e infine votata a marzo in Parlamento in seduta plenaria. La Via e il presidente del Parlamento Antonio Tajani si incontreranno lunedì per definire con la strategia, mentre fonti ben informate parlano di un recente colloquio sulla vicenda tra lo stesso Tajani, Gentiloni e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. In ballo per l’Italia e Milano ci sono migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico. Per l’Europa, la faccia.

Di Carlo Nicolato

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