Notiziario AIOM

Addio ai fogli rossi, la ricetta dei medici diventa digitale

Da dopodomani il nuovo sistema. Valida in ogni farmacia d’Italia, si pagherà il ticket della propria Regione

Da CORRIERE DELLA SERA del 28-2-2016

In viaggio con la ricetta rossa elettronica valida in tutte le farmacie italiane alle stesse condizioni. Dunque, ticket uguale a quello previsto nella Regione di provenienza. Scatta dopodomani il nuovo sistema delle prescrizioni digitali. Al paziente basterà mostrare al farmacista un biglietto-promemoria consegnato dal medico dove sono indicati i codici in base ai quali rintracciarlo sul web.

Il digitale a dicembre dello scorso anno era in funzione nel 70% delle farmacie secondo Federfarma. Meglio organizzato è il Veneto (89%), in coda la Liguria (36%), ferme allo zero Bolzano e Calabria. Adesso si passa alla fase due, la ricetta rossa nazionale. La carta è destinata a scomparire del tutto, con i relativi costi, ma resta necessaria in caso di prescrizioni compilate durante visite a domicilio e per terapie particolari (stupefacenti, ossigeno). Nel 2017 oltre alle medicine saranno in rete le richieste di esami diagnostici, laboratorio e visite specialistiche. Se il cittadino non può andare a ritirare il promemoria elettronico, lo riceve con l’email purché sia attrezzato di stampante. È inoltre uno stop a furbetti, mercato nero e prescrizioni poco trasparenti.

Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) e presidente dell’Ordine dei medici di Napoli nutre un unico timore: «In alcune Regioni non sono previsti meccanismi per l’autenticazione della nostra firma. È possibile entrare nel programma con la semplice password e nome utente. Dunque non c’è una blindatura. Si delinea un profilo di responsabilità per noi».

Caterina Di Mauro, medico di base a Roma, segnala difficoltà tecniche: «Non tutte le zone sono ben servite da Internet, ci possono essere blackout che rendono impossibile la procedura digitale, gli anziani in genere non sono online. Cambia il rapporto con i collaboratori che non potranno più preparare la ricetta che poi noi controlliamo e consegniamo a mano. Nel complesso però è un grande traguardo». E i pazienti come hanno accolto la novità? All’inizio con sospetto, pensando a un taglio delle medicine. Poi hanno capito che non è così.

Di Margherita De Bac
mdebac@corriere.it

 

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