Rassegna stampa

Allerta dell’Oms: il virus zika colpirà l’intera America

 “Esclusi solo Cile e Canada” dove non c’è la zanzara che lo trasmette. A Rio piano speciale per le Olimpiadi. Controlli in Europa su chi viaggia

Da Avvenire del 26-1-2016

In quattro giorni, ha raggiunto tre nuovi Paesi. Il virus zika è diffuso in 21 delle 55 nazioni americane. E, di questo passo, ha sottolineato l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), li colpirà tutti con l’eccezione di Cile e Canada, gli unici del Continente dove non è presente la zanzara Aedes eagypti, la cui puntura trasmette l’infezione. L’80 per cento dei contagiati non ha sintomi. Gli scienziati, però, sospettano che la malattia sia collegata al boom di nascite di bimbi microcefali. Per le future mamme dunque, il rischio potrebbe essere terribilmente serio. Da qui la preoccupazione dell’Oms e la conseguente allenrta. L’organizzazione ha chiesto alle donne di farsi visitare prima e dopo un eventuale viaggio nelle zone endemiche. L’indicazione è stata condivisa anche dal Centro europeo contro le malattie e l’omologo Usa. zika è arrivato pure in Europa: sono stati segnalati casi a Londra e Barcellona. Si tratta di persone rientrate dall’America: il virus non si trasmette per via aerea. È la puntura di zanzara a diffonderlo e il contatto diretto con il sangue. I ricercatori stanno indagando la possibilità di contagio per via sessuale, anche se non vi sono prove inconfutabili al riguardo. Su zika, infatti, si sa poco. Non esiste al momento né vaccino né cura, anche se i ricercatori del Butantan Institute di San Paolo in Brasile – lo Stato dove l’epidemia è iniziata e dove c’è stato il maggior numero di contagi-, lottano contro il tempo per trovare l’antidoto. Nel frattempo, ai latinoamericani è stato raccomandato di proteggersi con creme e repellenti, mentre Rio ha lanciato un piano di emergenza per le Olimpiadi di agosto. Brasile, El Salvador, Colombia e Giamaica sono arrivati perfino a chiedere alle donne di posticipare le gravidanze quando l’epidemia sarà sotto controllo. E non mancano nemmeno gruppi che hanno colto l’occasione per chiedere leggi più permissive sull’aborto. Suscitando non poche polemiche, dato che il legame tra il virus e le malformazioni dei nascituri non è ancora stato dimostrato.

Lucia Capuzzi

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