Rassegna stampa

Appropriatezza, si ricomincia

Sanzioni sospese fino alla piena operatività. Ma i medici confermano lo sciopero

Da Il Sole24 ORE Sanità del 16-2-2016

Un tavolo ministero, Fnomceo, Regioni, metterà mano già da questa settimana al decreto appropriatezza. Che di fatto sarà riveduto e corretto sia negli errori di contenuto sia in quelli tecnici, che ne stanno rendendo impossibile l’applicazione, come denunciato da medici, assessori e cittadini. Per il momento, le sanzioni per i camici bianchi inadempienti, diretta derivazione del Dl Enti locali che le ha introdotte, sono sospese. Ed è in arrivo una circolare esplicativa che dovrà garantire l’applicazione omogenea delle disposizioni.

Il decreto 9 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio scorso, è legge ma nella sostanza l’applicazione concreta e completa viene rinviata a quando saranno state apportate le modifiche necessarie e saranno state concordate le eventuali penalità per i medici, che in ogni caso necessiteranno di un accordo Stato-Regioni. «Il decreto sull’appropriatezza rimane, ma cercheremo di evitare i disagi ai medici e ai pazienti. Le Regioni si sono impegnate a fare il possibile per evitare trattamenti differenti rispetto al luogo in cui si vive. Ma siamo pronti a rivedere il decreto semplificandolo e per farlo elaboreremo una circolare con tutti i chiarimenti per i medici», ha spiegato Sergio Venturi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, a conclusione dell’incontro.

Da parte del ministero, si tratta nella sostanza di una retromarcia sul provvedimento che tanto ha infiammato gli animi. La ministra Beatrice Lorenzin, che è tornata a par lare di un «difetto di comunicazione» rispetto alla nuova legge, si è detta pienamente disponibile ad affrontare e risolvere tutte le criticità in campo. E soprattutto ha gettato acqua sul fuoco rispetto all’allarme spesa lanciato dalla Fimmg: «Non ci saranno assolutamente super-ticket per i cittadini, dovuti a prescrizioni di esami su singole ricette ognuna gravata da un ticket», ha spiegato. Il caso è nato dall’ennesimo errore tecnico, cui la Sogei, presente all’incontro, dovrà rimediare al più presto.

Nel frattempo, i cittadini che fino a oggi di tutta la faccenda hanno capito poco o nulla, troveranno a breve manifesti negli studi medici. «Bisogna dare un’informazione più completa e dettagliata ai pazienti – ha spiegato ancora la ministra -. Per questo dovremmo costruire una sorta di manifesto da appendere negli ambulatori, perché non deve essere il medico a spiegare che cos’ è l’appropriatezza e come funziona. L’informazione, insomma, deve essere chiara e il paziente deve anche sapere che può essere fatto tutto quello che è necessario per lui e che su questo non ci sono assolutamente limiti».

ll duello ministero-sindacati. Tra ministri e medici, insomma, sarebbe “scoppiata la pace”. Del tavolo che rivedrà il decreto però non faranno parte i sindacati, che la ministra promette comunque di incontrare a breve. Ma è proprio il caso di dirlo: mai nome fu meno appropriato. Il cosiddetto “decreto appropriatezza”, concepito con la forzatura imposta dal dl Enti locali, nato “male” – almeno a sentire medici e associazioni che sono stati tenuti fuori dall’elaborazione della lista delle prescrizioni sotto la lente – e cresciuto (cioè pubblicato) nel caos, torna punto e a capo. Anche il vertice è stato accompagnato dalle polemiche dei sindacati che, malgrado l’imprudenza di una frase buttata là su un prossimo invito, in diretta alla trasmissione Ballarò, dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin a Pina Onotri dello Smi, non si sono visti recapitare alcuna lettera. Solo la Federazione degli Ordini dei medici, per i camici bianchi, era tra i convitati e ha partecipato.

Tanto bastava perché, in un clima già tesissimo, l’Intersindacale confermasse l’appuntamento di Napoli del 20 febbraio e lo sciopero del 17-18 marzo. Tanto più che, in un periodo in cui le gaffe si sprecano, ai sindacati Lorenzin, intervenuta a un’altra trasmissione, aveva mandato a dire che «lo sciopero non mi interessa». Apriti cielo. Poco importa se il tutto poteva anche essere letto e interpretato in un contesto più generale in cui la ministra si dichiarava «non innamorata della legge» per poi precisare «mi interessa l’obiettivo, cioè che non ci siano sprechi, che i pazienti abbiano accesso alle cure, che si riducano le liste d’attesa». Perché poi Lorenzin ha continuato, peggiorando i rapporti: «Mi interessa che non ci sia gente che fa gli “imbroglietti” per guadagnarci sopra». Apriti cielo.

Le frasi inappropriate sul decreto appropriatezza, come non ha mancato di sottolineare l’Anaao-Assomed, si sprecano. E c’è stato spazio anche per l’ironia: «Cittadini e medici stiano sereni – ha chiosato sempre l’Anaao in un comunicato mentre il vertice di venerdì era in corso – il ministero della Salute è impegnato nella lotta agli sprechi, che vale 30 miliardi che, aggiunti ai 14 derivati dalla fine della medicina difensiva, ci trasformeranno nella Arabia Saudita dei sistemi sanitari. E senza ulteriori oneri per la finanza pubblica».

Nei giorni precedenti l’incontro al ministero, gli allarmi si erano susseguiti: pazienti che aggrediscono i medici, davanti al diniego del Mmg di una vita di prescrivere quell’esame in più. Incertezza degli stessi professionisti sulle prescrizioni che rientrano nella lista nera contenuta nel Dm, problemi con i software che in moltissimi casi non sono aggiornati, mentre in vista c’era l’incognita dell’entrata in vigore, a marzo, della nuova ricetta elettronica che manderà in soffitta il ricettario rosa e in cui non è stato previsto alcun apposito spazio per le “note” limitative, come ricordano dalla Fimmg. E proprio la Federazione dei medici di famiglia è in pole position da mesi nel denunciare le proprie perplessità sul decreto. «Tutto il provvedimento è cervellotico e imperfetto – attaccava da settimane il segretario nazionale Giacomo Milillo – a cominciare dai criteri con i quali si è stabilita l’inappropriatezza di certe prescrizioni. Prendiamo una delle analisi più banali e ricorrenti, quella per il colesterolo Hdl, ossia quello cosiddetto “buono”: se è elevato, il che è un bene, potrete ripeterlo quante volte volete senza pagare; se è basso, il che è un male, solo dopo 5 anni, altrimenti bisogna pagarselo di tasca propria. Anche se si è esenti dai ticket, perché malati cronici o in situazioni disagiate».

Ce n’era abbastanza per convocare un tavolo. Sarà la volta buona?

Di Barbara Gobbi


I numeri del provvedimento

20 gennaio
La data di pubblicazione del decreto ministeriale 9 dicembre 2015 a firma Lorenzin in Gazzetta Ufficiale

203
Le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale prescrivibili in ambito Ssn dietro precise condizioni di erogabilità e indicazioni

6
Gli ambiti prescrittivi interessati dal decreto: Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare

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