Rassegna stampa

Boom di farmaci contraffatti sul Web. “A volte posso anche uccidere”

Farmaci contraffatti in farmacia e su Internet. L’allarme lo rilancia l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Questo mercato parallelo ha raggiunto nel mondo dimensioni enormi: si tratta del 10% dei medicinali in commercio, con punte che raggiungono il 50% in Africa e Asia

Da LA STAMPA – Tutto Scienze del 20-7-2016

Sebbene in Italia i controlli siano severi, i casi sono numerosi. Furti in ospedali o durante le fasi di trasporto per poi rivendere all’estero prodotti non ancora autorizzati e traffici anche al contrario, con importazioni illegali. A raccogliere l’Sos sono le società scientifiche come la Sif (la Società Italiana di Farmacologia) e la Sitox (la Società Italiana di Tossicologia): si sono date appuntamento il prossimo 19 settembre, a Rimini, in occasione del convegno «Contraffare le salute». L’obiettivo è affrontare una serie di casi specifici in ambito clinico di illeciti e adulterazioni di integratori e farmaci (e anche di alimenti), nonché le azioni di sequestro già intraprese dagli organi di vigilanza e le strategie ancora da approntare.

«Se nelle farmacie italiane il fenomeno della contraffazione è attenuato da controlli severi – spiega il presidente della Sif, Giorgio Cantelli Forti – è vero anche che esistono farmacie compiacenti che vendono medicinali di provenienza illecita». Parallelamente sempre più persone, in Italia e nel mondo, ricorrono al Web per ordinare prodotti proibiti, spinti da motivazioni diverse: il medicinale che si cerca è illegale o non è disponibile (per esempio gli anabolizzanti), si prova imbarazzo nell’acquisto (è il caso dei rimedi alla disfunzione erettile) o c’è stato un rifiuto alla prescrizione da parte del medico o, ancora, si cerca uno sconto a ciò che è molto costoso (come accade con gli antitumorali).

I canali illegali restano una zona d’ombra: è quasi sempre impossibile tracciare la provenienza delle materie prime e riconoscere cosa si compra. I pericoli sono di due ordini. «Nel farmaco contraffatto -spiega la presidente della Sitox, Patrizia Hrelia – il principio attivo può essere assente o sottodosato. Il prodotto può quindi risultare inefficace dal punto di vista terapeutico e il paziente rimane scoperto».

Ma è pericoloso anche il prodotto che contiene una concentrazione maggiorata di principio attivo. «Se è sopra-dosato può causare tossicità – continua Hrelia -. Inoltre esistono casi di formulazioni che contengono principi attivi diversi da quelli dichiarati sulla confezione, oppure di scarsa qualità, esponendo a interazioni impreviste». Qualunque sia il metodo per la manipolazione il risultato resta sempre nocivo: «L’intossicazione o la sottrazione di terapia – riassume Cantelli Forti – da una parte causa un danno al paziente e dall’altra fa sì che qualcuno dovrà farsi carico delle conseguenze, in termini clinici e di spesa sanitaria».

L’emergenza, comunque, è un fenomeno con una localizzazione specifica: nei Paesi del Terzo Mondo e in quelli in via di sviluppo. Qui, in media, il 30% dei medicinali in vendita risulta contraffatto. Si tratta prima di tutto di salvavita, come antibiotici, antimalarici, antitubercolari, antiretrovirali. Nei Paesi industrializzati, invece, la richiesta riguarda soprattutto steroidi e psicofarmaci. Il problema, con i suoi addentellati criminali, ha un costo elevato, perché si espande su più livelli, coinvolgendo istituzioni, forze di polizia, medici, farmacisti e pazienti. «Il contrasto – spiega il generale Claudio Vincelli del Comando dei carabinieri per la Tutela della Salute e ospite al convegno di settembre – si potenzierà solo se le strutture dedicate, comprese le università, faranno rete, nell’ottica di comunicare con l’Arma in qualità di cabina di regia: così saremo il braccio armato della scienza nella lotta alla frode».

Di Roberto Fabbri


Giorgio Cantelli Forti
Farmacologo
Ruolo: E’ professore all’università di Bologna e presidente della Sif

 

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