Rassegna stampa

Cancro e notizie, istruzioni per non illudersi

SU “SCIENCE”: un gruppo di scienziati britannici annuncia di aver scoperto il Tallone d’Achille del male. E noi speriamo sempre sia la volta buona

Da il Fatto Quotidiano del 5-3-2016

“Trovata la cura per il cancro”. Quante volte l’abbiamo letta, questa notizia? Troppe per crederci ancora. Perché era sempre una bufala o comunque una notizia esagerata. Ieri sui giornali inglesi è apparso per l’ennesima volta il titolo: gli scienziati britannici annunciano che hanno trovato il Tallone d’Achille del cancro, e quindi il modo per combatterlo definitivamente. La notizia pare abbastanza attendibile, ripresa e spiegata con dovizia di particolari anche dall’autorevole Bbc, che ha schierato autorevolissimi commentatori e ha interpellato scienziati ed esperti per analizzare e sviscerare la buona novella.

NON CI ADDENTREREMO comunque nel dettaglio, perché nessuno di noi è in grado di capire come funziona, ma a tutti interessa sapere solo se funziona. Lo studio è stato pubblicato su Science ed è finanziato con i fondi della Cancer Reserch Uk, l’associazione benefica che sponsorizza la ricerca contro il cancro. Gli autori sono un gruppo di ricercatori dell’UCL, University College of London, che avrebbero capito come poter sfruttare il sistema immunitario del corpo per spazzare via le cellule tumorali. La cura sarebbe efficace contro tutti i tipi di cancro, ma dovrebbe essere personalizzata su ogni individuo. Quindi, prima magagna: molto costosa.

Poi, seconda magagna: siamo ancora lontani dalla sua applicazione, potrebbe essere sperimentata sull’uomo al più presto tra due anni. Sarà vero? Nessuno lo sa, ma tutti siamo attratti da notizie come queste perché se fosse vera, sarebbe una svolta epocale, tipo penicillina, uomo sulla luna e invenzione del web.

Ognuno di noi quando legge queste notizie spera nel profondo del suo cuore che non sia la solita bufala, perché il cancro è la grande paura del secolo. Il cancro è diventato il catalizzatore di tutte le nostre paure.

C’è il terrorismo, c’è la guerra alle porte. Ci sono migliaia di altre malattie e di modi più moderni di morire, ma il cancro nel nostro immaginario è un po’ sinonimo di morte. Sconfiggere il cancro è un po’ come sconfiggere la morte.

Cancro: una parola che spaventa e che fino a qualche tempo fa non si poteva nemmeno pronunciare. Lo chiamavano il male incurabile.

Ognuno di noi ha avuto un amico o un parente portato via dal “male incurabile”. Poi la bestia ha ottenuto il diritto di essere chiamato con il suo nome, e così ognuno di noi ha avuto un amico o un parente portato via non più dall’innominabile, ma dal “cancro”.

ORA CERTI TIPI di tumori sono curabili. Quindi ognuno di noi conosce anche gente che ci è finita e ne è uscita. Chi si ammala lo racconta e racconta le proprie battaglie, perché si sa che si può sconfiggere.

C’è chi affronta queste battaglie come un guerriero furibondo, pensate a Oriana Fallaci. E chi invece ne fa l’occasione di viaggio interiore e di introspezione nella vita, pensate a Tiziano Terzani. Il coming out sembra per tutti una via per esorcizzare la paura. Condividere per diluire il terrore.

Ma il grande male aleggia sempre sulle nostre teste e ognuno di noi sa di avere il cinquanta per cento di probabilità di beccarselo (o che se lo becchi un amico o uno di famiglia).

Perché se la scienza progredisce, regredisce anche il nostro stile di vita e i tumori aumentano. E allora ben vengano queste notizie. Non è vero ma ci credo? Forse. Ma è un modo per spingere la morte più in là.

Di Caterina Soffici

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