Rassegna stampa

Cannabis depenalizzata per uso medico

Oggi al Consiglio dei ministri il pacchetto Orlando: solo sanzioni per chi viola le autorizzazioni alle coltivazioni per scopi terapeutici. Superate le resistenze dell’area centrista anche per il reato di guida senza patente: previste multe da 5.000 a 30.000 euro

 Da Il Messaggero del 15-1-2016

L’immigrazione clandestina non ci sarà, ma nel corposo pacchetto di depenalizzazioni che oggi arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri restano la guida senza patente e la violazione delle norme per la coltivazione della cannabis ad uso terapeutico. Due reati che, fino all’ultimo, hanno “ballato” in forza di quella “percezione” della sicurezza che, vista anche l’imminenza delle amministrative, hanno indotto il governo Renzi a espungere la clandestinità dalla lunga lista di ciò che d’ora innanzi sarà considerato solo un illecito amministrativo da punire con una sanzione.

LA SVOLTA
I caveat di alcuni partiti, Ncd in testa, sarebbero stati superati in zona Cesarini, visto che la delega al governo scade il 17 gennaio. Per quanto riguarda la cannabis, la sostituzione della pena di un anno con una sanzione da 5mila a 30mila euro riguarderà soltanto chi, già autorizzato alla coltivazione per scopi terapeutici o di ricerca, violi le prescrizioni. Far crescere una piantina di cannabis sul terrazzo di casa resterà reato. Cade anche l’ultima perplessità sulla depenalizzazione della guida senza patente. Oggi, infatti, chi viene pizzicato incorre nella pena dell’ammenda da 2.257 a 9.032 euro, il più delle volte ”bruciata” dalla prescrizione. Con la riforma messa a punto dal ministro della Giustizia Orlando, invece, scatterebbe subito il fermo e la confisca amministrativa del mezzo, e una multa ben più salata: dai 5mila ai 30mila euro (senza contare la permanenza del reato in caso di recidiva). Circostanza che avrebbe contribuito a far spazzare via gli ultimi dubbi di centristi (e non solo) sulla difficoltà di coordinare l’abolizione del reato della guida senza patente con il futuro reato autonomo di omicidio stradale.

LUNGA LISTA
I due decreti legislativi contengono numerose altre novità che entreranno subito in vigore. Si parte dall’abolizione di cinque reati – ingiuria, sottrazione di cose comuni, appropriazione di cose smarrite, falsità in scrittura privata, falsità in foglio firmato in bianco – nessuno dei quali prevedeva il carcere. Per questi reati la persona offesa non dovrà più sporgere querela, ma chiedere al giudice civile il risarcimento del danno. Si va da un minimo di 100 a un massimo di 12 mila euro. L’effetto sarà anche quello di sfoltire, e molto, le cause pendenti in tribunale. E ancora: una serie di reati, ora puniti con la sola pena pecuniaria, diventeranno illeciti amministrativi. L’elenco, in questo caso, è più lungo: si va dagli atti osceni all’abuso della credulità popolare, fino all’omesso versamento di ritenute previdenziali non oltre 10mila euro. La sanzione sarà da un minimo di 5mila a un massimo di 30mila euro. La fedina penale resterà immacolata ma si dovrà sborsare molto di più rispetto alle vecchie ammende o multe. Restano fuori dalle depenalizzazioni reati che, pur prevedendo sino ad oggi la sola pena pecuniaria, tutelano interessi importanti in materia di urbanistica, alimenti, ambiente, salute nei luoghi di lavoro, giochi d’azzardo, sicurezza pubblica etc. Quanto all’immigrazione clandestina, il reato sarà abolito ma non oggi: «il rinvio non sarà sine die assicura Orlando -. Servirà un sistematico ripensamento della materia».

Di Silvia Barocci

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