Rassegna stampa

Cantone (Anac): “Per la sanità servono misure specifiche: sarà previsto un piano ispettivo ad hoc”

Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione ha presentato alla Camera la Relazione sull’attività svolta dall’ente nel 2016. Il settore dell’healthcare “continua a destare particolare preoccupazione” e necessiterà, come sottolineato anche nell’intervista concessa ad AboutPharma, di uno sforzo in più

Da ABOUTPHARMA.com del 6-7-2017

Per fronteggiare i casi di corruzione nella sanità vanno adottate “specifiche misure preventive” e l’attuazione di queste “sarà oggetto di un piano ispettivo ad hoc”, volto “non a criminalizzare ma a preservare un settore che ha grandi eccellenze e che consente a tutti l’accesso alle cure”. Lo ha annunciato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone durante la presentazione della Relazione sull’attività svolta dall’Autorità nazionale anticorruzione nel 2016, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presso la Camera dei Deputati.

Il settore – ha affermato Cantone – “continua a destare particolare preoccupazione” per “i rapporti curati da organizzazioni indipendenti, i tanti fatti di cronaca e le ingenti risorse investite” e su di esso “è stata posta grande attenzione”. Collaborando con ministero della Salute e Agenas, l’autorità indipendente ha individuato le “aree più vulnerabili ad abusi e corruzione”, ovvero “gli appalti, i concorsi, l’accreditamento, la gestione dei proventi delle sperimentazioni cliniche, delle liste d’attesa e delle camere mortuarie”.

Come sottolineato anche nell’intervista pubblicata sul numero di luglio-agosto 2017 di AboutPharma and Medical Devices, l’healthcare italiano ha bisogno quindi di un particolare occhio di riguardo e di attività di contrasto ancora più efficaci, che vanno appunto da un programma di ispezione su misura alla necessità di ripensare la legge 231 che individua la responsabilità aziendale in caso di coinvolgimento di dipendenti in episodi di corruzione fino all’auspicio che i protocolli per la compliance vengano applicati per la prevenzione di possibili atti illegali più che per riparare danni già commessi.

Dalla Relazione emerge che per quanto riguarda il nuovo codice degli appalti, 656 sono stati i pareri e le risposte in forma breve resi dall’Anac, 56 le delibere di vigilanza, 76 gli accertamenti ispettivi (in parte condotti in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Ragioneria Generale dello Stato) e 29 i protocolli di vigilanza collaborativa.

Aumenta il ricorso al “whistleblowing“: le segnalazioni di presunti illeciti da parte dei lavoratori sono state 235 nel 2015, 252 nel 2016 e oltre 260 nei primi 5 mesi di quest’anno, ma la qualità resta bassa, segno di una scarsa comprensione dell’istituto.

Le aziende sanitarie e ospedaliere sono al secondo posto (17,24%) nella classifica delle amministrazioni per cui l’Anac ha ricevuto più segnalazioni. In prima posizione, le Regioni e gli enti locali, su cui si è concentrato il 44,83% del “whistleblowing”.

Così come affermato anche nel colloquio con AboutPharma, il presidente Anac ha sottolineato una maggiore consapevolezza a livello generale dei rischi legati alla corruzione. “È in atto – ha affermato – una evidente e benefica rivoluzione culturale nell’affrontare questo fenomeno, come mostra la netta e reiterata posizione del Papa che ha anche reso noto di avere allo studio la possibilità di scomunica dei corrotti. Per quanto ci riguarda, ci impegneremo al massimo nei prossimi anni su tutti i fronti di competenza e lavoreremo con grande alacrità anche sul piano culturale perché si imponga sempre più l’idea della corruzione come un grave pericolo sociale, un furto di futuro e di democrazia, per citare le parole del presidente Mattarella”.

Di Redazione Aboutpharma Online

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