Rassegna stampa

Con il restyling dei Lea più ampia l’offerta del Ssn

Firmato il Dpcm che aggiorna i livelli essenziali di assistenza fermi al 2001

Da Il Sole24 ORE del 22-12-2016

Il 2017 ormai dietro l’angolo porterà con sé una mini-rivoluzione: i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni e le cure garantite dal servizio sanitario nazionale a tutti i cittadini, in via gratuita o dietro pagamento di un ticket. La firma della ministra della Salute Beatrice Lorenzin al Dpcm di aggiornamento degli attuali Lea (fermi al 2001) – cui seguiranno a stretto giro quelle del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del premier Paolo Gentiloni – avvicina la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale e quindi la piena operatività.

A segnalare ieri con un “tweet” la svolta è stata la stessa Lorenzin. Che ricorda: «Stiamo parlando da 16 anni dei nuovi Lea e da quasi 20 del nomenclatore delle protesi, incluso nel provvedimento. Si tratta di centinaia di nuove prestazioni a cui avranno accesso in modo indistinto tutti i cittadini dal Nord al Sud, oltre al riconoscimento di malattie rare prima non riconosciute. Una mole di risorse e interventi eccezionali per l’Italia e anche per l’Europa».

Innovazione e aggiornamento continuo sono le due parole-chiave. L’intero pacchetto di prestazioni nei nuovi Lea sarà infatti revisionato ogni anno da una Commissione nazionale, già insediata presso il ministero: dovrà monitorare la nuova offerta sanitaria e le scoperte scientifiche, così da eliminare prestazioni obsolete per inserirne di innovative.

Piena diffusione e appropriatezza degli interventi e delle cure sono gli obiettivi dichiarati. Che però oggi nelle regioni più in difficoltà esistono spesso solo sulla carta. Una realtà che impatta su tasche e salute dei cittadini, costretti a pagare di tasca propria 34,8 miliardi di euro per farmaci e prestazioni. Quasi un quarto della spesa sanitaria totale. «Esiste un forte malessere – conferma Lorenzin -. Per questo è prioritario fare in modo che i nuovi Lea abbiano un’applicazione effettiva nei territori e nelle regioni. Dare ai cittadini i servizi e le nuove cure, già finanziate con i Lea, diventa importante per attenuare le situazioni di disagio, a tutela dell’equilibrio sociale e a garanzia del diritto alla salute».

Più facile a dirsi che a farsi: i governatori hanno fatto presente a più riprese il rischio insostenibilità. Nell’intesa sui Lea raggiunta in conferenza Stato-Regioni a inizio settembre avevano messo in guardia proprio sulla difficoltà di “farsi bastare”, a regime, gli 800 milioni di euro blindati dalla legge di Stabilità 2016 nel plafond del fondo sanitario nazionale. Ma intanto, sono queste le prime risorse che arriveranno, a inizio 2017, dopo la pubblicazione in Gazzetta. E con quelle risorse si comincerà a lavorare.

Il rischio ticket
Qualche regione più virtuosa si è, per così dire, portata avanti, anticipando le novità contenute nei Lea in arrivo. Come la Toscana, o il Piemonte, che quest’anno si piazzano ai primi posti nella classifica – ancora non ufficiale – stilata dal ministero della Salute su 31 adempimenti in campo sanitario. 

Intanto c’è la questione ticket, segnalata anche dalle commissioni parlamentari di Camera e Senato, nei loro pareri sul Dpcm Lea. Nel decreto si ipotizza un aumento della compartecipazione alla spesa sanitaria di oltre 18 milioni di euro. Da qui la richiesta della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama per una «attenta, cauta valutazione», circa le ricadute sui cittadini. Sotto la lente è soprattutto il delisting di un’ampia rosa di prestazioni dall’ospedale all’ambulatorio, dove il possibile frazionamento di visite ed esami potrebbe far lievitare i costi per l’assistito. Anche di questo dovrà occuparsi la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, chiamata entro il 28 febbraio a una prima verifica e a depennare le cure non più appropriate.

I contenuti
I nuovi Lea aggiornano il nomenclatore della specialistica ambulatoriale, fermo al 1996, e quello dell’assistenza protesica, che risale al 1999. Nel primo vengono introdotte procedure diagnostiche e terapeutiche che vent’anni fa avevano carattere quasi sperimentale oppure erano eseguibili solo con ricovero. Tra queste, la procreazione medicalmente assistita e la consulenza genetica. La new entry assoluta è l’adroterapia per la cura dei tumori, ad altissimo costo e quindi ad introduzione graduale, su richiesta delle regioni. Tra le altre novità, la revisione dell’elenco delle malattie rare; l’aggiornamento dell’elenco delle malattie croniche, con l’introduzione di nuove patologie esenti – compresa l’endometriosi da “moderata” a “grave” e lo spostamento da “rare” a croniche di malattie come la celiachia e la sindrome di Down; l’introduzione dello screening neonatale per la sordità e la cataratta congenite e l’estensione a tutti i neonati dello screening ampio per le malattie metaboliche ereditarie. È stato ridotto il pacchetto di prestazioni associato alla diffusissima ipertensione, quando non comporti gravi danni d’organo.

Di Barbara Gobbi

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