Rassegna stampa

Con la sanità digitale attesi risparmi fino a 8-10 miliardi

Giovedì il nuovo patto in Conferenza Stato-Regioni

Da Il Sole24 ORE del 5-7-2016

La speranza è di riuscire a risparmiare a regime fino a 8-10 miliardi. L’obiettivo è di rendere il Ssn più efficiente, trasparente e sostenibile. E al passo con i tempi, la qualità e con la tecnologia che fa passi da gigante anche in medicina. Con una cabina di regia ad hoc che vigilerà su progetti e operazioni e avrà compiti di indirizzo, coordinamento e controllo sulla sua attuazione. Dopo essere rimasto per lungo tempo in naftalina, esce dai cassetti e potrebbe presto diventare realtà il «Patto per la sanità digitale», che giovedì dovrebbe sbarcare, secondo agenda, in Conferenza Stato-regioni.

La scommessa è impegnativa, in tutti i sensi. A partire dalla volontà di fare del «Patto per la sanità digitale» un «piano strategico» unitario e condiviso per lanciare la sanità pubblica verso il futuro e salvare la sua oggi parzialissima universalità. Con interessi in gioco di tutto rispetto, perché quegli 8-10 miliardi che si vorrebbero risparmiare quando la macchina camminerà davvero, e dappertutto, trascinano con sé anche investimenti, auspicabilmente occupazione, un rilancio anche perle imprese del settore per far marciare una macchina tutta, o quasi, ora da costruire. Di mezzo – o meglio, al centro – una migliore assistenza e cure più adeguate per i pazienti, quelle a distanza, dai centri di cura fino al letto dell’assistito. Con la sanità sul territorio più coinvolta, l’ospedale che sgonfia le attese e possa evitare ricoveri inutili. La scommessa, perciò, è grande, anche perché le parole d’ordine sono quelle che si ripetono da tempo, tra misure annunciate e interventi miracolosi per legge o tanti altri «Patti» annunciati e poi rimasti sulla carta. Non senza sprechi di risorse pubbliche.

La Cabina di regia dovrà vigilare anche su questo. E soprattutto mettere in linea le regioni, le sperimentazioni, i progetti, aiutare a creare un linguaggio comune tra programmi e tecnologie. E soprattutto tra le regioni, che troppo spesso vanno in ordine sparso nell’assistenza sanitaria, con il Sud che anche in questo caso è fanalino di coda. Le difficoltà, insomma, saranno molte.

Niente spese in più, attenzione alle risorse già esistenti e coinvolgimento dei privati: il terreno finanziario del «Patto per la sanità digitale» vuole muoversi in questa direzione. Occhio ai fondi e ai privati. Sui finanziamenti, si giura nel documento, non ci saranno spese in più per lo Stato. Ci sono i fondi strutturali, quelli ad hoc già stanziati, quelli della Bei (Banca europea investimenti), le iniziative private con modelli di project financing e/o di performance based contracting secondo cui i fornitori vengono remunerati in base a obiettivi «predefiniti e misurabili». I privati insomma svolgeranno una parte importante, per i progetti e le tecnologie, ma anche per l’implementazione dei risultati.

Le priorità saranno definite a breve nel dettaglio. Come i servizi da realizzare: dalla continuità assistenziale alla telesalute, dal teleconsulto alla telerefertazione, dalla telediagnosi al telemonitoraggio. Passando per la logistica del farmaco e il “farmaco a casa” – tutto sequenziato – fino al Fascicolo sanitario (Fse) e alle linee guida per la cartella clinica elettronica ospedaliera. Con tanto di impegni delle Regioni, a partire dalle piattaforme integrabili. Sperando di avere buona sanità pubblica chiavi in mano. Che costi meno e curi tutti, meglio e dappertutto.

Di Roberto Turno

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